Il Cambiamento RSS FaceBook

Acque

Golfo del Messico: esplode la Vermilion, è remake

Un'altra piattaforma petrolifera, la Vermilion, esplode nel Golfo del Messico a soli sei mesi dal disastro della Deepwater Horizon. L'allarme è rientrato ma il remake dell'incidente non può non essere l'ennesimo campanello di allarme per un'attività diventata ormai troppo rischiosa e difficile da gestire. Le coste della Lousiana e della Florida hanno davanti una pistola puntata.

di Andrea Boretti - 7 Settembre 2010

esplosione piattaforma petrolifera
Questa volta ad esplodere è stata una piattaforma più costiera, la Vermilion della Mariner Energy a soli 130 km dalla costa della Louisiana

Meno di sei mesi fa il disastro della Deepwater Horizon shoccava il mondo intero con i suoi milioni e milioni di barili di petrolio versati nel golfo del Messico, un mare stupendo e ricco di vita animale e vegetale che ne pagherà, insieme ai suoi abitanti, le conseguenze per decenni.

Ci sono voluti circa 5 mesi per chiudere l'enorme falla e nonostante questo la guardia costiera fa sapere che ci sono ancora enormi piume di petrolio invisibili in superficie.

Neanche un mese dopo, il Golfo del Messico ha corso un nuovo rischio. Questa volta ad esplodere è stata una piattaforma più costiera, la Vermilion della Mariner Energy a soli 130 km dalla costa della Louisiana. Appena messi in salvo i membri dell'equipaggio, la compagnia si è premurata di avvertire che non c'erano perdite di greggio, che la piattaforma non era in funzione e che tutto era in sicurezza. Le informazioni giunte attraverso i mezzi stampa e la guardia costiera sono però contrastanti: c'è chi parla di una macchia contenuta (1600m x 100m) subito arginata e recuperata e chi invece nega qualunque fuoriuscita. Inoltre, sebbene la società petrolifera affermi che l'impianto non era in funzione, la guardia costiera e le istituzioni sostengono la necessità di verificare questa circostanza che non pare compatibile con quella macchia vista in un primo momento.

pompa benzina
Nel solo Golfo del Messico ci sono ben 3858 piattaforme gestite privatamente. Una vera e propria pistola puntata sulle coste della Lousiana e della Florida

Ora l'attenzione - negli Stati Uniti, non certo in Italia dove la notizia è scomparsa dalle prime pagine dei quotidiani online nel giro di un paio d'ore - si sposterà sugli impianti di sicurezza e sul modo di contenere i danni in casi come questi, senza considerare però che casi come questi non dovrebbero proprio accadere. Si parlerà poi di regolamentazione o di una estensione della moratoria sulle trivellazioni in alto mare: tutti progetti che verranno con ogni probabilità accantonati nei prossimi mesi, considerato che la BP già parla di difficoltà nel mantenere gli impegni di risarcimento dovuti appunto alla moratoria.

La verità - che tutti conoscono anche se nessun leader vuole ammetterlo né trarne le conseguenze - è che il 'petrolio facile' è finito. I pozzi facili e sicuri vanno esaurendosi e l'unica alternativa è trovarne di nuovi, difficili da raggiungere, altamente instabili e rischiosi da gestire. Deepwater e Vermilion restano a testimoniare.

Ben il 30% del petrolio estratto sul pianeta arriva da trivelle costiere o off-shore. Nel solo Golfo del Messico ci sono ben 3858 piattaforme gestite privatamente nella manutenzione e nella sicurezza, insomma senza alcuna garanzia (se mai una garanzia è possibile). Una vera e propria pistola puntata sulle coste della Lousiana e della Florida.

In Italia alla notizia dell'incidente Vermilion il ministro dell'Ambiente - ne abbiamo uno, nel caso in cui qualcuno non se ne fosse accorto - Stefania Prestigiacomo ha dichiarato che "il nuovo incidente conferma l'esigenza di più stringenti regole a livello internazionale" e ha chiesto che "il problema venga posto all'ordine del giorno nelle prossime settimane nell'agenda europea".

petrolio e soldi
L'unico passo possibile è l'abbandono di un'economia basata sul petrolio

Nel fare queste affermazioni il ministro si è però dimenticato dei 99 permessi di esplorazione (25 sulle coste e 74 in terra ferma) concessi in questi ultimi anni di governo Berlusconi per cercare il petrolio sul territorio italiano. Il ministro ha poi dimenticato l'incomprensibile politica delle imposte sulle estrazioni nel nostro paese, una politica che prevede una tassazione di solo il 4% e un'esenzione dal pagamento dei primi 300.000 barili estratti ogni anno. Si tratta di una normativa inconcepibile per l'economia di un paese e folle nel suo incentivare la trivellazione del nostro territorio.

Pertanto, sebbene una regolamentazione internazionale sia necessaria, almeno per l'Italia una normativa nazionale sarebbe più che sufficiente quanto meno a limitare il rischio.

Escluderlo al momento non lo crediamo possibile. Siamo realisti: sono troppi gli interessi in gioco e anche la sensibilità ambientalista in Italia e in Europa, come pure in America, è ancora troppo lontana dal giusto livello di maturazione per compiere l'unico passo possibile, ovvero l'abbandono di un'economia basata sul petrolio.

Il Cambiamento è come un bel veliero, ogni giorno cerchiamo di migliorarlo, renderlo più bello e completo, per affrontare qualsiasi tempesta, ed arrivare ovunque, ma se Voi non ci aiutate a farlo galleggiare per fronteggiare il futuro, questo Veliero finirà in disarmo, non importa quanto sia bello e fin dove possa arrivare.
SE PENSI CHE IL CAMBIAMENTO
VALGA ALMENO UN EURO AL MESE
CLICCA QUI
AZIONI
stampa invia SCRIVI ALL'AUTORE commenta 0 commenti
CONDIVIDI
Condividi su Facebook Condividi su Ok Notizie Condividi su Fai Informazione Condividi su del.icio.us Condividi su Twitter Condividi su Digg Condividi su Technorati Condividi su Google


IN VETRINA
H2ORO


Autore: Alessandro Zardetto
Casa editrice: Castelvecchi
Leggi la scheda...

STRUMENTI PER IL CAMBIAMENTO

Lampadina Led 6W -220V - Luce bianca

Nuova lampadina a LED, ideale in casa per risparmio energetico (solo 6W=c.a 60W tradizionali ) e lunga vita (oltre 50.000 ore), ma anche in baite con impianto luce alimentato a 220V tramite... continua € 26,40
VEDI GLI ALTRI STRUMENTI
 

Ecosistemi a rischio

Pensare Come Le Montagne
Vuoi passare
dal virtuale al reale?

VAI ALL'AREA INCONTRI!

RUBRICHE

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

I BLOG DEL CAMBIAMENTO

Chiara Quiri

A Casa di Bio

di Chiara Quiri
Luca Lombroso

Clima e dintorni

di Luca Lombroso
Daria e  Marco

Daria & Marco

di Daria e Marco
Giancarlo Tarozzi

Guarire è Crescita

di Giancarlo Tarozzi
Cristiano  Bottone

Io e la Transizione

di Cristiano Bottone
Pierluigi Paoletti

La nave dei folli

di Pierluigi Paoletti
Gianni Davico

La vita 2.0

di Gianni Davico
Tamara Mastroiaco

La voce dell'astice

di Tamara Mastroiaco
Chiara Canzi

no.profit

di Chiara Canzi
Claudia Bruno

NoiAltre

di Claudia Bruno
Zoran Menez

Petrolio

di Zoran Menez
Carmela La Salandra

Riciclando

di Carmela La Salandra
Marina Díaz i Jurnet

Tre, Due, Uno

di Marina Díaz i Jurnet
E-Commerce PAEA
TRE - Tecnici Risparmio Energetico