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Agricoltura Biologica

Il significato di essere co-produttori

Il 18 giugno 2011 si celebrerà in 400 piazze italiane la prima festa nazionale di Slow Food. Si tratta di un'occasione per rendere concreto e tangibile il significato di essere co-produttori, ovvero della solida alleanza tra chi produce il cibo e chi lo consuma.

di Slow Food - 9 Marzo 2011

slow food
Il 18 giugno 2011 si celebrerà in 400 piazze italiane la prima festa nazionale di Slow Food

Sabato 18 giugno celebreremo per la prima volta la festa nazionale di Slow Food, che coinciderà anche con il 25° compleanno della nostra associazione, fondata nel 1986. Nel Consiglio nazionale del novembre scorso abbiamo deciso di istituire un momento di festa nazionale a sei mesi di distanza dalla data in cui si celebra il Terra Madre Day, per creare un'ulteriore occasione per raccontare, nelle nostre comunità, che cosa fa Slow Food e soprattutto che cosa si propone di fare nei prossimi anni.

La notorietà della chiocciolina è grande nel nostro paese – credo siano pochi quelli che non hanno mai sentito nominare Slow Food –, eppure sono pochi quelli che sanno esattamente di cosa ci occupiamo e soprattutto come ci impegniamo quotidianamente per promuovere e sostenere la nostra filosofia e i nostri progetti.

La festa del 18 giugno, quindi, si celebrerà in 400 piazze di tutta Italia, tante quante sono le nostre Condotte. Andremo nei luoghi d’elezione della vita pubblica e sociale per incontrare quanta più gente possibile, per farci conoscere da chi non ci conosce, per raccontarci meglio a chi sa ancora poco di noi, per spiegare cosa facciamo a chi non l’ha capito a fondo, per coinvolgere nei nostri progetti tutti quelli che avranno voglia di unirsi a noi.

Ci siamo anche dati un tema: l’alleanza delle Condotte Slow Food con i piccoli agricoltori di prossimità. Non si tratterà solo di uno slogan, sarà il vero e proprio soggetto della giornata. In piazza porteremo con noi uno o più agricoltori (e più in generale produttori di cibo), per sancire con essi un patto che possa rendere più forte e continuativo il rapporto tra la nostra associazione e chi sul territorio ne incarna i princìpi.

Sarà un salto di qualità nel nostro impegno: con il 18 giugno 2011 tutte le Condotte renderanno concreto e tangibile il significato di essere co-produttori, della solida alleanza tra chi produce il cibo e chi lo consuma. In molte Condotte questo patto già esiste e funziona da tempo: sono le realtà dove abbiamo creato i Mercati della Terra oppure dove esistono gruppi d’acquisto organizzati per la spesa settimanale. Altrove, in maniera più sfumata ma pur sempre significativa, le Condotte sostengono i produttori dei Presìdi del proprio territorio con una presenza costante e determinante al loro fianco; sempre più spesso troviamo comunità del cibo nate sotto la spinta dei nostri dirigenti locali e cresciute (in qualità, in visibilità, in dignità) grazie all’encomiabile impegno dei volontari di Slow Food.

Quello che ci piacerebbe vedere accadere nei prossimi anni è una cosa ancora più importante: vorremmo che ogni Condotta si facesse concretamente carico del futuro di un produttore, magari giovane. Un produttore determinato a produrre buono, pulito e giusto ma che necessita di un aiuto, di un appoggio; un produttore che ha bisogno di essere affiancato da chi si impegna a sostenere il suo lavoro e a condividerne i piccoli rischi (come un’annata non del tutto fortunata).

Ci sono tante cose che si possono fare: creare nuovi gruppi d’acquisto e consolidare quelli esistenti; adottare progetti come le Csa (community supported agriculture) o le Amap (associations pour le maintien d'une agriculture paysanne); istituire nuovi Mercati della Terra. Certo tutte queste cose sono molto impegnative, richiedono tanto lavoro (volontario). Il ritorno però è assicurato e vi posso garantire che ne sarete molto soddisfatti: ogni minuto investito, ogni euro impegnato vi sarà ripagato con prodotti di qualità eccezionale e nuove straordinarie relazioni umane.

In fondo è proprio questo, dopo 25 anni, il senso più profondo dell’essere e fare Slow Food: costruire reti di relazioni, dove ogni persona porta con sé un sottile filo che la lega a quelli che incontra e con cui stabilisce un contatto. Tutti questi fili compongono una fitta trama e quando siamo capaci di vedere il disegno che ne è venuto fuori, in qualche misura leggiamo un pezzo di ciò che è la nostra vita, di quanto abbiamo saputo costruire. Il fatto, poi, che tutto questo avvenga in funzione del cibo, lo rende ancora più gustoso, curioso, divertente.

Dunque segnate sin da ora in agenda la data del 18 giugno, contattate il vostro comitato di Condotta per manifestare la vostra disponibilità, armatevi del più genuino entusiasmo e pensate che tra 25 anni la nostra associazione sarà una cosa ancora più grande e straordinaria, avrà cambiato veramente un piccolo pezzo del nostro mondo e lo avrà fatto anche in ragione del successo di quella giornata in cui, con lo spirito di un ragazzino, siete usciti di casa per andare in piazza a raccontare cosa è Slow Food.

Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia

(Tratto dalla rivista Slowfood n.49)

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PAROLE CHIAVE
slow food  cibo  agricoltura  alimentazione 
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Autore: Ehrenfried E. Pfeiffer
Casa editrice: Libreria Editrice Fiorentina
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