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Agricoltura Biologica

USA: una 'superpatata' (non OGM) resistente ai parassiti

I ricercatori dell’Agricultural Research Service hanno individuato un ibrido di patata non OGM resistente agli insetti patogeni. A dimostrazione di come grazie alla biodiversità delle colture sia possibile aumentare le produzioni e ridurre il rischio di perdere il raccolto, senza ricorrere all’uso massiccio di agrofarmarci.

di Daniela Sciarra - 28 Settembre 2011

patata
Creato un ibrido di patata resistente agli insetti patogeni

La ricerca sul miglioramento genetico ha permesso ai genetisti dell’Agricultural Research Service, negli Stati Uniti, di individuare e di incrociare le proprietà di resistenza agli insetti nocivi di due patate selvatiche dell’America del sud (Solanum berthaultii e S. etuberosum) con quella che assicura la commestibilità e che è propria della patata convenzionale.

I ricercatori hanno scoperto che i parassiti e gli elateridi (coleotteri) non sono attratti dal sapore di queste varietà di tubero proprio perché contengono naturalmente una sostanza repellente che le tiene lontane. Per questo motivo, l’incrocio tra i due tuberi selvatici e la comune patata ha permesso di creare una 'superpatata' inattaccabile, che è in grado di difendere il mercato di questo prodotto.

Questo esperimento dimostra come grazie alla biodiversità e alla diversità genetica delle colture sia possibile aumentare le produzioni e ridurre il rischio di perdere il raccolto, senza ricorrere all’uso massiccio di agrofarmarci.

Ma la scoperta rappresenta anche un vantaggio economico per i produttori e i consumatori finali, perché la coltivazione di questa patata prevedendo un ridotto impiego di input chimici fa scendere i costi di produzione, con una possibile riduzione del prezzo finale del prodotto.

La strada del miglioramento genetico e l’adozione di tecniche agronomiche e di produzione più sostenibili, come la lotta integrata o il biologico, danno l’opportunità di raggiungere un duplice obiettivo: sul piano ambientale di ridurre il rilascio di residui chimici nei suoli, acqua e alimenti e poi di ridurre i costi di produzione per l’acquisto di prodotti fitosanitari con evidenti vantaggi per i piccoli produttori.

biologico
Continua a crescere il desiderio dei cittadini di portare sulle tavole prodotti sani e di qualità certificata

Non è un caso, infatti, che ci sia un interesse crescente verso metodi di produzione più sostenibili come l’agricoltura biologica e la lotta integrata. Nonostante la crisi economica, in Italia, non solo le superfici agricole dedicate alle colture biologiche sono aumentate, ma continua a crescere il desiderio dei cittadini di portare sulle tavole prodotti sani e di qualità certificata.

Sempre più cittadini, infatti, si dicono disposti a pagare anche qualche euro in più per un prodotto di qualità, e cresce l’interesse verso quei canali di vendita, ad esempio i gruppi di acquisto solidale (Gas) o i mercati contadini, dove il contatto diretto col produttore permette di raccogliere informazioni, direttamente alla fonte, sulle tecniche di produzione che sono adottate o sulla provenienza delle materie prime.

L’agricoltura ha fatto sicuramente dei grandi passi in avanti sul piano dell’innovazione tecnologica con l’obiettivo di garantire la quantità e la qualità delle produzioni, come pure la trasparenza delle filiere. Ma molto ancora occorre fare per garantire un’agricoltura più sostenibile e che riduce le possibili fonti di rischio di inquinamento ambientale. In questo senso, la riduzione degli input chimici dovrebbe divenire uno degli obiettivi prioritari, da trasformare in una misura concreta ed efficace.

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2 lettori hanno commentato questo articolo commenta commenta
1 Ottobre 2011 10:56, Daniele ha scritto:
Pur condividendo il parere dell'agronomo Mario Apicella che qui sopra ha commentato in merito alla confusione (indotta) dei termini utilizzati, escamotage per far confluire finanziamenti nelle tasche"interessate".. non posso assolutamente applicare lo stesso parametro per l'articolo sulla patata biologica forte e resistente... l'articolo è infatti chiaro e netto, si parla solo ede esclusivamente di AGRICOLTURA BIOLOGICA. Grazie a Daniela Sciarra.
29 Settembre 2011 01:25, Mario Apicella ha scritto:
Pur condividendo quanto sostiene Daniela nel suo articolo, da agronomo devo ricordare a tutti che la CONFUSIONE GENERATA DAI TERMINI "agricoltura biologica" parallela alla "lotta biologica" e "agricoltura integrata" parallela alla "lotta integrata", ha permesso a politici maldestri di far confluire i finanziamenti che l'europa ha destinato all'agricoltura ecosostenibile verso forme di agricoltura, l'integrata appunto, che di sostenibile hanno davvero poco.
Servirebbe all'interno della Rete non condividere il VOCABOLARIO DEGENERATO che il potere economico continuamente elabora per confondere i semplici.
LA LOTTA INTEGRATA FA USO DI PRODOTTI CHIMICI ALTAMENTE TOSSICI AMMESSI AD AMPIE DOSI NELLA COSIDETTA AGRICOLTURA INTEGRATA.
Un parere infine sull'obiettivo prioritario della riduzione degli input chimici che conclude l'articolo va DIRETTO sulla richiesta da fare, in modo concertato con tutte le associazioni ecoagenti, per OBBLIGARE ALLA TOTALE FATTURAZIONE DELLE SOSTANZE CHIMICHE L'INTERO MERCATO EUROPEO
Questa è l'unica tracciabilità che serve per ridurre l'utilizzo sempre nocivo di sostanze tossiche che, nelle case vengono usate in dosi di microgrammi (con l'obbligo per l'acquisto della ricetta medica), mentre nei nostri campi si misurano nell'ordine di tonnellate...

Grazie sempre
Mario Apicella
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Autore: Ehrenfried E. Pfeiffer
Casa editrice: Libreria Editrice Fiorentina
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