Aldo Cazzullo e l’opportunismo dei finti fustigatori della società

E’ un fenomeno assai singolare vedere come persone che sono ingranaggi e servitori fedeli del sistema, che tutto asfalta e vende, si inventino addirittura come critici severi dello stesso sistema da cui traggono linfa e soldi ogni giorno. È il caso di...

Aldo Cazzullo e l’opportunismo dei finti fustigatori della società

Ne prendiamo uno a emblema che ci sembra rappresenti degnamente la nutritissima categoria di chi... "coglie l'opportunità".  La persona in questione è Aldo Cazzullo che ha scritto un libro assieme ai due figli con un titolo forte: Metti via quel cellulare. Addirittura nel retro copertina è stata inserita una frase scritta a grandi caratteri che è ancora più forte del titolo e che così recita: “Il telefonino e la rete sono il più grande rincoglionimento della storia dell’umanità”. Frase che Cazzullo rivolge ai suoi figli e quindi ci informa che ha due figli rincoglioniti.  Cosa non si fa pur di vendere….

Un libro del genere viene subito da pensare che sia stato scritto da un monaco zen che vive di bacche e radici, si lava solo con acqua piovana e non sa nemmeno cosa sia l’energia elettrica. Invece, sorpresa delle sorprese, il libro è scritto da un giornalista del Corriere della sera che ha il cellulare e utilizza ampiamente tutte le tecnologie che demonizza. E qui già iniziano a venire dei dubbi sull’autenticità dell’operazione e sui suoi reali obiettivi. Nel libro Cazzullo si lamenta della degenerazione della società, del rincoglionimento generale delle persone che sono costantemente chine sul cellulare, della chiusura delle librerie, della fine della cultura, dell’arte, delle relazioni umane, sostanzialmente dipinge una vera catastrofe e l’avvio dell’umanità verso periodi bui. Poi si scaglia contro i padroni della rete che considera ancora più perfidi dei padroni di una volta, che almeno, dice lui, erano comunque considerati negativamente perché sfruttavano, mentre quelli odierni, nonostante abbiano accumulato immense ricchezze, sono considerati benefattori. Qui siamo all’apoteosi poiché riesce veramente difficile dare credito a una invettiva del genere fatta da un giornalista che scrive per il Corriere della sera, giornale dei “padroni” per eccellenza e che pubblica il libro per la casa editrice Mondadori, proprietà del padrone dei padroni cioè Berlusconi. Ma si sa, siamo nell’epoca in cui si dice e si fa tranquillamente, senza alcuna vergogna, tutto e il contrario di tutto. Siamo totalmente dentro al mondo di Orwell di 1984 dove la Guerra è pace, l’Ignoranza è forza e la Libertà è schiavitù. Quando si assiste a queste ormai diffusissime performance è sempre interessante notare che se provi a comportarti in conseguenza delle tue idee e cerchi di costruire in pratica una società a modello di quello che rifiuti, se non accetti l’elemosina e i soldi del “padrone”, sei automaticamente ai margini. Ma se entri nel grande circo e dal grande circo vieni pagato, allora puoi permetterti di dire praticamente quello che ti pare ma l’importante è che tu sia il meno conseguente possibile con quello che dici. Bisogna predicare bene e razzolare da schifo per rimanere ben dentro l’ovile. Se ti servi dei loro canali, pubblichi per i loro editori, vai alle loro televisioni, lavori per i “padroni”, puoi anche fare parte di quei personaggi pagliaccescamente controcorrente che servono sempre come il prezzemolo per qualsiasi talk show che si rispetti.  Non avendo alcuna speranza o capacità, né tantomeno intenzione di cambiare davvero la società, ci si limita al massimo a raccontarne le storture, le assurdità, le follie. Il tutto ha il solo e unico obiettivo di fare soldi vendono libri e se stessi, facendo pure la figura di quelli che si pongono dei problemi mentre molto scaltramente si è solo stati capaci di annusare una qualche insoddisfazione o disagio contemporaneo, confezionando sapientemente il tutto per il pubblico pagante. E che l’impacchettamento della merce sia stato efficace lo dimostra il primato in classifica per la saggistica del libro di Cazzullo che, considerata la diffusione dei cellulari e di internet, ritiene rincoglioniti praticamente tutti gli italiani e una fetta non indifferente del mondo. Lasciando perdere il lato meramente opportunista e speculativo dell’intera operazione, il dato è comunque interessante, vuol dire che la gente avverte un certo disagio se corre a comprare un libro che gli dice che è rincoglionita. Lo stesso disagio che si avverte per la televisione che ben pochi considerano positivamente ma che accettano come una specie di condanna inevitabile, con la sola differenza che una condanna normalmente è decisa da altri, in quel caso la condanna ce la diamo noi. La televisione è a livelli pessimi ma la vedono in tanti, molti lavori sono dannosi e inutili ma li fanno in tanti, l’ambiente è inquinato ma lo inquinano tanti, fregare il prossimo non è bello ma lo fanno in tanti. E quel “tanti” giustifica tutto. Tanti si buttano da un precipizio? Anche noi di certo, mica vorremo sentirci diversi ed emarginati.

Basterebbe sottrarsi, fare qualche scelta in linea con quello che si ritiene giusto ma ci si convince che non si può, si inventano storielle assai fragili sulla impossibilità del cambiamento, chissà cosa penserebbero i vicini e i parenti, chissà cosa succederebbe ai nostri figli, sarebbero degli emarginati e bla, bla, solo per nascondere l’unico vero dato di fatto: ci va bene tutto così come è, per quante lamentele e critiche possiamo fare. Ci sembra molto più difficile creare e costruire veramente qualcosa di bello, sano e giusto per noi e i nostri figli, piuttosto che continuare a nuotare nella stessa ipocrisia di Cazzullo che viene totalmente svelata nelle ultime righe del libro in cui, aggiungendoci una notevole dose di cinismo, rivolgendosi ai figli sentenzia:  “E comunque, capisco che ormai la degenerazione è inarrestabile. Chi si oppone al fato, insegnano i greci, non fa mai una bella fine. E quindi mi avete convinto : per Natale quest’anno compriamo l’i-Phone 7”.

Come a dire: siamo nel letame, impariamo a nuotare, meno che mai ci sfiori l’idea di uscirne fuori, quello sì che è davvero sconsigliabile e soprattutto non porta fama né lauti guadagni.

 

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Commenti

ai conformismi, al perhè è impossibile lasciarli tutti al palo volenti o nolenti risponde, forse, un altro prodotto culturale: il film Captain Fantastic di M. Ross....il ragionamento è complesso, le soluzioni anche, con buona pace di chi crede di non essere conformista e fa di quello che sa fare (e di quello che proprio non farebbe mai) il proprio vero limite...basta non ascoltare le ragioni degli altri (?)
Mario, 08-02-2018 01:08

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