Antispecismo: una rivoluzione filosofica è in atto

La specie umana, le altre specie, il consumo di carne e la scelta vegetariana. Partendo dall'induismo, Andrea Romeo ripercorre la concezione degli altri animali nelle differenti correnti filosofiche e nelle dottrine religiose che si sono affermate nei secoli.

Antispecismo: una rivoluzione filosofica è in atto
Le religioni più antiche conosciute nella storia dell'uomo sono quelle che rientrano nell'accezione allargata del termine 'Induismo'. L'Induismo affonda le sue origini in tempi antichissimi, nel neolitico (circa 7000 a.C.), e queste dottrine hanno obbligato i propri seguaci ad una dieta assolutamente vegetariana (come il Giainismo) permettendo solo il consumo del latte della vacca, animale sacro, o comunque orientato verso uno stile di vita non-violento che quindi escludesse anche l'uccisione di animali. Ancora oggi l'India - se escludiamo le grandi metropoli globalizzate e alcune dottrine che permettono il consumo, seppur limitato, di alcune carni - conta più di 300 milioni di vegetariani dalla nascita per motivi religiosi, ed è dunque lo stato col maggior numero di vegetariani del pianeta. Quindi la religione più antica conosciuta predica il vegetarianismo, il che ci lascia pensare che esistessero vegetariani anche nella preistoria e che addirittura il consumo abituale di carne sia un fenomeno assolutamente moderno. I teosofi e gli studiosi di religioni in generale sostengono che le grandi religioni monoteiste hanno tutte una matrice comune: derivano tutte da antiche dottrine orientali (tibetane, sanscrite, sumere, babilonesi) adattatesi man mano ai vari popoli. Le religioni abramitiche (Islam, Ebraismo e Cristianesimo) mutano ambiguamente questo rapporto tra uomo e natura di matrice indiana, probabilmente per adeguarsi alle usanze dei popoli ai quali si rivolgevano: l'esempio lampante è la differenza sostanziale tra cristiani che si nutrono di maiale contro i mussulmani e gli ebrei che invece lo rifiutano in modo dogmatico, nonostante tutte e tre abbiano in comune lo stesso testo sacro, la Bibbia ebraica. Nelle religioni abramiche Dio dà all'uomo il dominio sugli altri esseri viventi e, nel contempo, ci sono diversi passaggi che contrariamente suggeriscono una dieta vegetariana. In generale comunque le masse seguaci di queste religioni consumano carne e l'Ebraismo ortodosso vieta il vegetarianismo per motivi laici. Eppure Maometto, nel Corano, predicava benevolenza verso gli altri animali e, nonostante il profeta prediligesse una dieta vegetariana, l'Islam consuma carne, anche se non si può certo dire che sia il mondo mussulmano la causa principale delle mattanze odierne. Il Cristianesimo è diviso. La maggior parte dei cristiani diventa consumatore di carne, un tempo pietanza delle festività, attraverso questa fusione tra antiche tradizioni e il violento consumismo moderno. Eppure all'interno del Cristianesimo vi sono gruppi di credenti assolutamente vegetariani, e alcune dottrine cristiane predicano il veganismo. I cristiani vegetariani sostengono che i vangeli canonici siano stati selezionati appositamente per creare (o mantenere) una certa tradizione culturale pre-cristiana. Infatti i vangeli apocrifi danno una più sobria immagine del Cristo che predica il vegetarianismo e il rispetto per tutte le forme di vita. Un ruolo particolare ha l'avvento della filosofia in Grecia nel VII secolo a. C.. Grazie alla mancanza di dogmi assoluti con i filosofi abbiamo anche diversi punti di vista, talora opposti. Accanto ai filosofi antropocentrici che vedono gli altri animali come 'anime rozze' (ad esempio Platone e Aristotele) vi sono quelli che, come Plutarco, li difendono con tutte le loro forze in quanto 'animali', cioè esseri con un'anima ed un'intelligenza. In generale la filosofia, che pone le basi per l'avvento del pensiero scientifico oggi imperante, riflette il pensiero dominante: risulta antropocentrica. Con l'avvento del razionalismo nel XVII secolo, l'animale viene considerato un oggetto senz'anima. La Scolastica aveva negato l'immortalità dell'anima agli animali, ma non l'anima in sé. Cartesio va oltre: partendo dalla concezione antropocentrica di matrice cristiana, visione legata con il nascente metodo scientifico sperimentale, rinnega agli altri animali dapprima la coscienza, e quindi l'anima, accaparrandosi così il diritto di fare di questi esseri ciò che ritenesse giusto, non badando assolutamente alle loro esigenze di esseri viventi. La scienza moderna vede gli altri animali come veri e propri automi biologici che rispondono per riflesso agli stimoli esterni, determinando così atroci sofferenze che oggi raggiungono livelli di efferatezza quasi surreali. Le religioni avevano in qualche modo attenuato - avvalendosi solo delle usanze, irrazionali certamente, ecatombiche - queste atrocità, oggi comunque ancora in uso vicine al consumo materialista. La concezione automatistica andrà avanti per tutto il periodo illuminista fino a tempi recentissimi, passando per Kant, per le Istituzioni filosofiche di Purchot del 1785, a L'uomo e l'animale dinanzi al metodo sperimentale di Netter del 1883, fino alle recenti teorie dei tropismi di Binet agli inizi del '900 e agli studi della psicologia sperimentale e del comportamentismo di Wundt, Thorndike e Skinner. Una visione anche influenzata dal darwinsimo a sua volta di origine cartesiana, che attraverso la reductio ad processum della bios, trasforma la vita in una scala gerarchica di processi biochimici che man mano, lungo il percorso dal basso verso l'alto, diventano sempre più complessi fino ad arrivare all'uomo. La visione naturalista aveva avuto da un lato il pregio di spostare il baricentro immergendo l'uomo nella natura, insieme agli altri animali, coi quali è senz'altro biologicamente imparentato: del resto, forse non a caso, Darwin divenne vegetariano. Allo stesso modo però il materialismo, mischiandosi con le tradizioni che già prevedevano l'uso di animali per il benestare umano, ha portato alla fine il degenerare di queste fino all'avvento di una filosofia dell'hic et nunc, del consumo senza limiti di vittime dell'ingordigia, ponendo l'uomo adesso in una nuova visione antropocentrica in quanto predatore dominante cui unico obiettivo è la lotta alla sopravvivenza. In questo contesto i discorsi sui diritti animali avranno sempre un ruolo periferico nel pensiero scientifico fino all'avvento dell'antispecismo, pur contando una lista consistente di filosofi e scienziati vegetariani. Con l'avvento del consumismo, che inizia nell'immediato dopoguerra e si protrae fino ad oggi, abbiamo un vero e proprio mix tra l'ideologia antropocentrica occidentale e la trasformazione della Natura in merce, determinando un consumo massiccio di animali e derivati fuori dai tradizionali rituali religiosi. Era inevitabile che l'Occidente toccasse il fondo con la diffusione degli allevamenti intensivi e dei laboratori di vivisezione, vere e proprie industrie di smontaggio animale, che trasformano la vita in beni di consumo. Questi modelli, avvalendosi dei media di massa che mostrano bucolici e apollinei mondi offuscando la realtà, e grazie ad una scienza asservita, hanno alla fine imposto i propri modelli, diffondendo la credenza presso le masse del bisogno assolutamente necessario di carne e derivati animali, e di conseguenza un assurdo incremento dei consumi. Questo percorso ha portato l'uomo a prendere una nuova coscienza. Accanto al tradizionale antropocentrismo cristiano, si impone oggi un nuovo movimento filosofico, culmine di un percorso razionale ed etico, che sposta il baricentro dall'uomo a tutti gli esseri viventi: l'antispecismo. Termine coniato nel 1973 dallo psicologo Richard D. Ryder, l'antispecismo sembrerebbe quasi un passaggio naturale nella storia dell'Occidente. Accanto all'estrema violenza in cui siamo immersi, un movimento filosofico e politico, sempre più forte grazie alla rete, predica il rispetto per tutte le forme di vita estendendo i diritti propri dell'uomo anche agli altri animali. Un movimento non più Dio-centrico o uomo-centrico, ma bensì ecocentrico. Una nuova coscienza collettiva che restituisce alla Natura la dignità perduta: una nuova rivoluzione filosofica è in atto.

Commenti

Consiglio la lettura di The China Study, libro di cui sono venuto a conoscenza tramite questo Blog. E' uno studio molto interessante da cui emerge come l'ingurgitare proteine animali non sia proprio salutare (per usare un eufemismo). Io ero già vegetariano, ho deciso di fare ancora un passo e da qualche giorno posso dichiararmi vegano (anche se non ancora al 100% visto che oggi, ad esemio, ho mangiato un pezzetto di cioccolata al latte...)
Michele, 11-01-2012 04:11
Una precisazione: nel libro di Genesi l'uomo e tutti gli animali erano vegetariani. (Genesi 1:29-30) 29 E Dio proseguì, dicendo: "Ecco, vi ho dato tutta la vegetazione che fa seme che è sulla superficie dell'intera terra e ogni albero sul quale è il frutto di un albero che fa seme. Vi serva di cibo. 30 E a ogni bestia selvaggia della terra e a ogni creatura volatile dei cieli e a ogni cosa che si muove sopra la terra in cui è vita come un'anima ho dato tutta la verde vegetazione per cibo". E così si fece... Fu solo dopo il diluvio universale che dio permise (non comandò) di mangiare carne probabilmente per la difficoltà di procurarsi cibo in una terra non più benedetta da Dio. (Genesi 9:3-4) 3 Ogni animale che si muove ed è in vita vi serva di cibo. Come nel caso della verde vegetazione vi do in effetti tutto questo. 4 Solo non dovete mangiare la carne con la sua anima, il suo sangue. E' proposito di Dio che presto la terra tornerà ad essere come era al principio con tutte le creature che vivono in armonia tra loro. (Isaia 11:6-9) 6 E in effetti il lupo risiederà temporaneamente con l'agnello, e il leopardo stesso giacerà col capretto, e il vitello e il giovane leone fornito di criniera e l'animale ingrassato tutti insieme; e un semplice ragazzino li condurrà. 7 E la vacca e l'orso stessi pasceranno; i loro piccoli giaceranno insieme. E perfino il leone mangerà la paglia proprio come il toro. 8 E il lattante certamente giocherà sulla buca del cobra; e un bambino svezzato effettivamente metterà la sua propria mano sull'apertura per la luce di una serpe velenosa. 9 Non faranno danno né causeranno rovina in tutto il mio monte santo; perché la terra sarà certamente piena della conoscenza di Geova come le acque coprono il medesimo mare.
Massimo, 11-01-2012 08:11
Ci sarebbe anche questo interessante spunto preso sempre sulla pagina de "Il cambiamento", un commento di Giuliano Buselli che afferma: persona riguardo 3 Febbraio 2011 11:08, giuliano buselli ha scritto: "L'articolo è molto interessante; segnalo un particolare linguistico che ha rilevanti conseguenze. In Genesi la parola ebraica originaria che per secoli è stata tradotta con "dominare" è "rada". Ebbene questa parola ebraica non significa affatto "dominare" , ma " pascolare, reggere, guidare, condurre" . Dietro questa parola c'è dunque l'immagine di un uomo chiamato da Dio a "pascolare" le altre creature, ad assumere cioé nei loro confronti lo stesso atteggiamento che Dio ha nei confronti dell'uomo. La parola ebraica originaria è stata dunque TRADITA dalle gerarchie religiose, anche in conseguenza dell'assunzione della tradizione greco-romana . Esiste dunque una netta differenza tra Scritture e tradizione-traduzione religiosa. Non è questione di poco conto nè problema solo etimologico. Se esiste una netta differenza tra Parola originaria e tradizione cristiana non c'è bisogno di abbandonare le Scritture per abbandonare l'antropocentrismo.I credenti che vivono con libertà interiore la propria spiritualità possono abbandonare l'antroppocentrismo senza abbandonare la Parola di Dio. Perché privarsi del loro contributo?" che ne pensate?
capitanvegan, 12-01-2012 07:12
un mio amico è antispecista... infatti afferma che dobbiamo ammazzare uomini allo stesso modo come ammazziamo animali.
anto, 13-01-2012 01:13
"il che ci lascia pensare che esistessero vegetariani anche nella preistoria e che addirittura il consumo abituale di carne sia un fenomeno assolutamente moderno." Questa mi fa ridere. E' provato che l'uomo è fruttariano. Il consumo di carne è avvenuto successivamente per puro spirito di sopravvivenza e grazie ad una incredibile capacità d'adattamento proprio del corpo umano nel reperire fonti di cibo in caso di ESTREMO bisogno. Bisogno che da più di 2000 anni non esiste più.
Ferdy, 13-01-2012 03:13
Rispondo ad anto: E' la stessa battuta che faccio a chi mi parla di "Libera scelta" per giustificare il consumo di carne: anche la mia è una libera scelta di uccidere tuo figlio e mangiarmelo. Anzi no, lo faccio uccidere da qualcun'altro perché a me fa impressione ;)
Ferdy, 13-01-2012 04:13
ferdy, dalla tua risposta devo dedurre che vieteresti a tutti di mangiare carne. quindi siete NAZIvegan... io non ho niente in contrario al fatto che siete vegan, però non venite a rompere i maroni a me che non lo sono. aggiungo che tutte le vostre argomentazioni storico-scientifiche mi fanno sorridere... mi sembrate come quelli che cercano prove scientifiche dell'esistenza di dio. non violenza? una volta discutevo di queste cose con una vegan, gli vennero gli occhi infuocati, muscoli e tendini della gola in spasmo, denti di fuori: mi voleva MANGIARE. ahah!
anto, 14-01-2012 04:14
Anto, Vedo che non hai capito, eppure il mio commento era chiaro. La tua non E' una libera scelta nel momento in cui comporta la sofferenza e la morte per omicidio (perché è di questo che si tratta, non certo di sopravvivenza) di un altro essere senziente. Sai cosa fa infuocare un vegano/vegetariano? L'ignoranza della gente che si rifiuta di capire ;) Ma ti assicuro, la maggior parte delle volte ci fate sorridere, se non fosse per il fatto che siete degli assassini :)
Ferdy, 15-01-2012 07:15
Fredy "il che ci lascia pensare che esistessero vegetariani anche nella preistoria e che addirittura il consumo abituale di carne sia un fenomeno assolutamente moderno." Questa mi fa ridere. E' provato che l'uomo è fruttariano." Hai ragione, pero' e' anche vero che non possiamo sapere con assoluta certezza, a mio modesto vedere, di cosa l'uomo preistorico si nutrisse. Inoltre alcuni fruttivori hanno nella loro dieta una % minuscola di carne (si nutrono di piccoli roditori o di lucertole o insetti), quindi chissa' che anche l'uomo preistorico (per preistorico intendo prima della storia, prima della scrittura) o ancestrale/primitivo (il famoso fruttivoro sceso dagli alberi secondo le teorie dell'evoluzione) non si sia sempre nutrito di animali, seppur ovviamente in quantita' molto irrisorie. Il dato certo, obbiettivo, che tutti possiamo di sicuro leggere senza andare a postulare "ipotesi", "congetture" e quant'altro sul periodo preistorico, e' che da quando esiste la scrittura, almeno da quando esistono quei codici che siamo riusciti a decifrare, l'uomo predica il vegetarianismo. Questo e' un dato di fatto. E il vegetarianismo lo trovaimo proprio nelle culture che adottano la scirttura, testi sacri, nelle societa' piu' evolute. Ovvero, il dato certo e' che il vegetarianismo come scelta e stile di vita coincide con l'avvento della storia. Spero converrai.
capitanvegan, 15-01-2012 07:15
Cito: "l'esempio lampante è la differenza sostanziale tra cristiani che si nutrono di maiale contro i mussulmani e gli ebrei che invece lo rifiutano in modo dogmatico, nonostante tutte e tre abbiano in comune lo stesso testo sacro, la Bibbia ebraica. ". Chiedo: i musulmani non hanno come testo sacro il Corano? Grazie per l'eventuale risposta.
Silvia, 17-01-2012 08:17
@Silvia. Ciao, sono la persona che ha scritto quest'articolo (piacere .. ;-)). Vorrei dire innanzitutto che, nello scrivere quest'articolo, in generale mi sono rifatto agli studi di accademici come Marja Gimbutas e Joseph Campbell (quest'ultimo considerato un "must" per chi vuole studiare religioni e miti da un punto di vista accademico), di scrittori come H.G. Wells, ma anche agli studi dei teosofi e di personaggi come Zecharia Sitchin (forse meno "scientifici" ma certamente influenti). A grandi linee, tralasciando le critiche rivolte soprattutto a Sitchin riguardo alla sua metodologia, quasi tutti questi studiosi concordono sul fatto che tutte le religioni dei popoli del pianeta derivano da un'unica religione, o comunque che alcune religioni piu' "giovani" sono influenzate da altre piu' "antiche". Questa religione arcaica da cui deriverebbero tutte sarebbe dimostrata dal fatto che tutte le religioni usano gli stessi simboli, o che comunque molti miti e simboli si ripetono. Queste "ripetizioni" sarebbero state trovate persino in quelle aree che, a nostro vedere, non erano mai entrate in contatto con l'Occidente (ad esempio in Sud America' prima di Colombo). Questa cosa e' strabiliante ovviamente e difficile da credere e da spiegare, ma e' un fatto. Campbell ci mostra pure come nelle varie culture indoeuropee i miti e i simboli si ripetono, c'e' un continuum. Tutti concordono sul fatto che le grandi religioni monotesiste derivano da un'unica comune, che ha origine tra il tigri e l'eufrate. I teosofi vanno oltre, sostengono che questa religione comune a tutte le razze umane nasce ad Atlantide (quindi il mito di Atlantide sarebbe in realta' un fatto) e che la dottrina piu' antica in assoluto che conserva i segreti della nacita del cosmo, del pianeta e dell'uomo sia tibetana, da cui nascono l'induismo prima e poi le altre religioni. Il dato di fatto e' che l'induismo (attenzione il termine induismo comprende diverse dottrine nate in diversi periodi storici) e' la religione piu' antica in assoluto conosciuta nella storia, dato che secondo gli accademici la stessa Bibbia ebraica ha riferimenti a scritti sanscriti, sumeri, etc. Essa (ma direi piu' correttamente la religione vedica) ufficialmente nasce diciamo nel 2.000 a.C. circa, ma seguendo sia le teorie della Gimbutas (anche se la Gimbutas "piazza" la civilta' neolitica piu' "evoluta" in Europa), quanto quelle di Wells e degli altri citati, le sue radici sono certamente piu' antiche dato che abbiamo tracce di civilta' evolute gia' nel neolitico, da cui l'induismo e' certamente il prodotto di tradizioni filosofiche e religioni tramandate grazie a forme di scritture "primitive" (o meglio a noi sconosciute, come la scrittura cuneiforme ad esempio) o attraverso il linguaggio orale probabilmente precedenti all'avvento dell'Induismo, filosofie e religioni molto piu' antiche legate probabilmente al culto della Dea Madre (gimbutas). Va detto che secondo Wells "non ci puo' essere civilta' senza religione, ma le due cose nascono insieme", quindi, seguendo questa "teoria", le religioni conosciute probabilmente hanno origine nella preistoria, perche' gia' nella preistoria (gia' nel neolitico) abbiamo civilta', religioni tramandate o con codici a noi sconosciuti, o attraverso il racconto orale (che dovrebbe in linea teorica garantire un certo continuum anche nei millenni), e culmina con i codici dei testi sacri a noi pervenuti che abbiamo decifrato. Le grandi religioni monoteiste deriverebbero tutte da quest'area (india, mesopotamia, iraq, iran, siria, egitto) e sarebbero quindi "conseguenze" di queste religioni e dottrine di antichissime origini diffuse in quelle aree. Tutte e tre le religioni abramitiche (Cristianesimo, Ebraismo e Islam) sono dunque le piu' giovani, e hanno in comune questa Bibbia, che si rifa' a religioni precedenti. Islam e Cristianesimo, a loro volta, hanno basato le loro dottrine sulla parola di "profeti" (Gesu' Cristo la prima, Maometto la seconda) che a loro volta comunque professavano la "parola di Dio", ovvero gli insegnamenti della Bibbia Ebraica. Ne consegue che tutte e tre hanno un'origine comune (che riconoscono), ma man mano si sono differenziate. A prescindere queste differenze, chiamiamole "interpretazioni" dei testi sacri, si trovano anche all'interno di una stessa religione. Spero di essermi chiarito. a.r.
capitanvegan, 18-01-2012 03:18

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