Black Friday: il venerdì nero per l’ambiente e l’economia

Eccoci pronti alla folle rincorsa che ci proietterà fino a Natale nella "sacra maratona" dell’acquisto compulsivo. I blocchi di partenza ufficiali hanno anche un giorno designato, il cosiddetto Black Friday, che quest’anno cade proprio oggi, il 24 novembre.

Black Friday: il venerdì nero per l’ambiente e l’economia

Gli Stati Uniti "dettano legge" e noi europei ovviamente eseguiamo, da bravi consumatori proni al volere dei campioni del consumismo. Il Black Friday che per noi, così come la festa di Halloween, non aveva alcun significato, viene importato dall’Impero come altra trovata per venderci qualsiasi cosa. Il Black Friday sarebbe un giorno particolare in cui i negozi fanno grandi sconti ma in effetti è già diventata la Black Week (Settimana Nera), perché è iniziata lunedì scorso e il prossimo lunedì ci sarà il Cyber Monday. Poi diventeranno  ovviamente due, poi tre settimane Black, e così si arriverà a Natale e oltre, declinando il Black in tutti i modi e in tutte le salse. L’importante è attrarre il consumatore con questi specchietti per le allodole. Una volta entrati nei negozi e nei magici portali di Amazon e compari, attirati da qualche prodotto in sconto, si finirà per comprarsi di tutto.  Ma il Venerdì Nero è solo l’ennesimo esempio di consumismo senza freni. Nei supermercati già da settimane c’è l’invasione di pandori, panettoni, torroni, regali e giocattoli. Si ergono intere muraglie di cioccolate e dolciumi di tutti i tipi, dalle marche più pregiate e conosciute a quelle sconosciute vendute a prezzi irrisori che viene da chiedersi quale schifezza ci potrà mai essere dentro a quelle confezioni. Ed è evidente dalla incredibile quantità esposta che tutta quella roba non potrà essere venduta interamente, quindi  produttori e venditori danno già per scontato che anche vendendone probabilmente la metà, comunque ci guadagneranno, il resto alimenterà le discariche o gli inceneritori. Tutto calcolato e ben mirato, la mole serve ad impressionare il consumatore e a fargli credere che è bene che partecipi pure lui all’orgia dell’abbondanza.

Ma sia chiaro, siamo in crisi nera, nerissima (forse per quello si chiama Venerdì Nero), nessuno ha più un euro in tasca. E’ solo una illusione ottica che le automobili hanno ripreso a essere vendute con percentuali a due cifre, che si continua a comprare soprattutto cose superflue di cui potremmo tranquillamente fare a meno e quindi lavorare meno per acquistarle. Ci si lamenta e si fanno le file davanti ai negozi per comprare cellulari costosissimi, ci si lamenta e si compra ogni cosa ci possa fare stare al passo con i tempi, ci si lamenta ma i soldi da buttare si trovano sempre. Il super ricco si compra l’ennesima Ferrari e l’italiano medio o anche basso, si compra la macchina nuova a rate, anche se la sua andava benissimo. Si spendono cifre pazzesche in gratta e perdi o al bar ma poi si impreca contro il governo ladro e le tasse. Oppure contro bersagli ancora più facili come gli immigrati che ci rubano soldi e lavoro. Ma le pubblicità sono così mirabolanti, gli sconti invitanti e le promozioni speciali che non si può resistere.  E poi non si può mica non regalare nulla a Natale, sarebbe troppo brutto, impensabile. Come fare a raccontarlo ai bambini? Poveri piccoli consumatori.

Quest’anno fate una sana follia e un vero regalo al vostro buon senso. Prendete a pretesto proprio il Black Friday per non comprare nulla e iniziate a pensare di regalare per Natale ai vostri figli e ai vostri cari cose molto più preziose degli oggetti acquistati che ormai non si sanno più dove mettere.  Pensate a fare qualcosa con le vostre mani e la vostra fantasia, non importa cosa ma che sia fatto da voi, ed esclusivo per davvero. Un bel libro di fiabe per i vostri figli, inventate e scritte da voi in uno dei quaderni non usati che avete di sicuro buttati da qualche parte. Inventatevi giocattoli costruiti dalle vostre mani anche con pezzi di qualsiasi oggetto inutilizzato che avete già in casa, in cantina, o con del legno che vi procurate in una falegnameria chiedendo degli scarti.  Regalate libri di vostre poesie o racconti ai vostri parenti, regalate vostre opere d’arte, disegni fatti da voi, non al computer. Tirate fuori i colori che avete sicuramente in fondo a qualche cassetto e date spazio alla fantasia reale e non virtuale. Non importa se non siete Raffaello, l’importante che almeno per una volta regaliate qualcosa di voi. Se avete uno strumento musicale impolverato e usato in passato quando avevate tempo, riprendetelo in mano e organizzate per i vostri cari un concertino natalizio di musica composta da voi. Regalate canzoni scritte da voi e cantatele a tutta la famiglia riunita, non siamo un popolo di cantanti? Dimostriamolo. Dimostrate a voi stessi e agli altri che ancora c’è del reale in voi, che c’è della fantasia, della creatività e che per regalare qualcosa a qualcuno non bisogna per forza comprare. L’albero di Natale inventatevelo voi, di qualsiasi tipo, non lo comprate o non tagliate alberi. Fatevi venire idee e condividetele. Una idea è la miccia che messa assieme ad altre idee fa i fuochi di artificio. Tirate fuori libri di ricette mai aperti o chiedete alla nonna e i dolci fateli voi, altro che pandori e panettoni di gomma. Che bel Natale sarebbe, come stupireste tutti, tanto con le "cinafrusaglie" che comprate non si stupisce più nessuno. Avete un mese di tempo, ce la potete fare. Non fatevi fregare ancora una volta; non comprate niente, farete un grande servizio alla vera economia che non è buttare i soldi ma è la saggia gestione della vostra casa e di quella comune. Farete un regalo anche all’ambiente evitando montagne di rifiuti. I vostri figli e nipoti vi ringrazieranno per avergli prestato reale attenzione e tempo, il regalo più prezioso, quello che manca sempre di più, troppo indaffarati nella corsa al consumo che fa perdere ogni senso di ciò che è veramente vivo, sano e importante. Dimostriamo di essere ancora persone e non delle carte di credito viventi.

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