La Maremma in bilico tra asfalto e cemento

Dall'Autostrada Tirrenica alle centrali geotermiche sul Monte Amiata, la montagna 'sacra'. Carlo Carlucci denuncia lo scempio paesaggistico che continua ad essere perpetrato ai danni della Maremma toscana, territorio risalente al tempo degli etruschi.

La Maremma in bilico tra asfalto e cemento
Fra poco si apriranno i cantieri del corridoio tirrenico nonchè le trivellazioni relative al riassetto delle Centrali geotermiche di Piancastagnaio e quelle dell’erigenda Bagnore 4 la quale con tutta probabilità metterebbe fine a quello che resta dell’acqua dell’Amiata. Alla crisi galoppante la Regione Toscana risponde col cemento, coll’asfalto, con ‘le compensazioni ambientali’, un eufemismo per non dire soldi, di Enel. Bernardo Girotto, cittadino del grossetano, aveva recentemente, fuori da ogni intento polemico e con tono piuttosto accorato, inviato una mail che ricapitolava in modo sintetico il danno irreversibile al territorio e quindi ai suoi abitanti arrecato dal cemento e dell’asfalto che verranno riversati con l’autostrada su quello che resta dell’ultimo paradiso. Mi sono ricordato di certe lezioni del prof. Vittorio Coraiola al liceo classico di Trento in quei lontani anni cinquanta. Ogni qualvolta capitava l’occasione, durante una lezione di matematica o di fisica, ci faceva presente che cosa rappresentasse in termini di consumo di suolo una nuova strada, le urbanizzazioni inutili, il maledetto cemento che cominciava a imperversare. Il boom vero e proprio doveva ancora avvenire, ma il professore con dolente gravità preavvertiva dei pericoli e dello scempio che si sarebbe fatto del Bel Paese. Ecologista ante litteram, con tono pacato e solenne preparava i suoi studenti a quanto sarebbe avvenuto e che si è compiuto (e che, come potete vedere, ancora non basta). Di certo il dr. Rossi formatosi nel distretto industriale di Pontedera non ha avuto la fortuna di incontrare qualcuno, come il prof. Coraiola, che contribuisse in maniera decisiva alla sua sensibilità ambientale. Per Rossi come per la 'Casta' (intendendo col termine tutti quelli che contano, che hanno operato e che operano nel mondo economico targato prima Pci adesso Pd) alla crisi irreversibile di proporzioni oramai planetarie di questo Sviluppo e quindi del cemento, delle autostrade, dell’auto, delle discoteche, e chi ne ha più ne metta, si può reagire in una maniera sola, creando cioè più autostrade e quindi più slancio vitale alle auto e, oltre all’ennesimo consumo di suolo, contribuendo allo scempio paesaggistico (e agrario!) di un territorio che fa data dal tempo degli etruschi. Bernardo Girotto ha saputo riproporre in forma piana, accessibile e profonda le ragioni di coloro che difendono la Maremma e Rossi, messo da parte il suo naturale ostracismo che l’aveva portato a liquidare gli oppositori alla Tirrenica e agli inceneritori come di destra, cioè fascisti, si è provato ad usare lo stesso tono conciliante, fuori da ogni vis polemica, adottato da Bernardo. Ma è durata poco nel senso che, terminati i convenevoli concilianti, subito ha avvitato su questo incipit l’organigramma della Casta, che è quello poi della Confindustria: un’esaltazione dellè virtù sacrosante di sua maestà l’Autostrada (oltretutto inutile e sommamente dispendiosa). Un’ impossibilità di dialogo che rasenta l’assurdo. Lo stesso vale per la geotermia sull’Amiata. Tuonava contro gli amiatini trent’anni fa Padre Balducci, rei a suo dire di aver venduto la loro madre, la Montagna Incantata, di averla snaturata con le tante strade asfaltate che salgono verso la vetta, rei di essersi convertiti al cinismo dilagante il quale prospettando benefici immediati (i soldi Enel, i famosi e fumosi posti di lavoro) e maschera il disastro ambientale in atto. Formatosi in tempi di vacche grasse nel mito dello Sviluppo, costi quello che costi, Rossi e la gente al suo seguito non concepiscono altre strade per risolvere la crisi che le Autostrade e tutto quanto sembra garantire, ancorchè beffardamente, ancora un po’ di fiato. È come il caso dell’ILVA di Taranto che vede uniti (gli opposti coincidono) Pd e Pdl contro il Gip che ha ordinato la chiusura dello stabilimento in attesa che venga bonificato. Il mondo è a un bivio decisivo. Forze nuove, giovani non ancora ben collegate si stanno piano piano compattando. A noi vecchi che non abbiamo saputo adeguatamente opporci agli scempi non rimane, nella montante nuova sensibilità, che stimolare e se possibile chiedere la giusta mercede per tutti gli amministratori coinvolti. Per preparare il terreno al nuovo corso. Il bivio è questo e Martini & Rossi i due dell’aperitivo Regione Toscana probabilmente saranno costretti (loro coi vassalli, valvassori e valvassini) a scendere dal loro scranno per il rendiconto finale.

Commenti

Quando, ormai sempre più spesso, sentiamo i politici-governativi (cioè quelli che pensano e operano a orientare e dirigere i cittadini solo in termini e in vista del potere ) pronunciare da un pulpito le frasi " nè di destra nè di sinistra, ma per il bene comune, per uscire dalla crisi, per riprendere il nostro posto. etc. etc.", oppure, dall'altro, " siamo pronti a governare l'Italia e il nostro obiettivo è la ...maggior occupazione, ..maggior equità, ...maggior giustizia , etc. etc. ...maggiorando, capiamo tutti la totale degenerazione della funzione dei partiti, il cui dovere costituzionale di " c o n c o r r e r e con metodo democratico a d e t e r m i n a r e la politica nazionale" ( art. 49 Cost.) è stato tradito fino al punto di immedesimarsi nello stesso gorgo in cui si è avvitata l'economia capitalistica che predica la "concorrenza" ma la ha attuata, per i piccoli imprenditori, nella lotta per il fatuo-nicchia e, tra i grandi, nella corsa al monopolio multinazionale dei singoli settori condizionanti i piccoli accumulatori del fatuo. Politica e Economia ( con la P e la E maiuscole, come tristemente ormai comunemente si è accettato di dire )sono diventate delle lapidi funeree a cui i più variopinti fiori di serra e di plastica non danno il men che minimo foscoliano anelito alla dignità della libertà. La pseudo-destra mistifica il suo onnivoro liberismo di prepotente classista assoggettatrice della classe lavoratrice proletaria con la...manfrina delle grandi opere. La pseudo-sinistra mistifica la sua incapacità di determinare l'indirizzo sociale dell'economia nazionale con la ...manfrina della manutenzione dell' esistente (manutenzione...costante e giornaliera, si dice adesso ). Destra e Sinistra con D e S maiuscole, come le lettere maiuscole di Politica e Economia!!! Impegnamoci a mandare "fuori casa" perchè...."morosi" ( altro che gli stupidi slogan " tutti a casa" )i partiti con la p minuscola ! Demistifichiamo i vari ENEL, ENI, TESORO, BANCA D'ITALIA e chiamiamoli a rendiconto della loro responsabilità sociale e politica.
Franco, 10-09-2012 07:10

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