MeditAmare, a Imperia una rete solidale di cohousing diffuso

Il rispetto dei luoghi e della vita, la cura di noi stessi e del Pianeta. L'associazione culturale MeditAmare, di Imperia, è una rete solidale per la meditazione nella natura che pratica il cohousing diffuso e promuove la decrescita. Per saperne di più, abbiamo intervistato Matteo Lodi e Martina Ghiazza, promotori di un progetto nato dall'idea di "cambiare vita in modo concreto ed immediato".

MeditAmare, a Imperia una rete solidale di cohousing diffuso
Si chiama MeditAmare, ha sede ad Imperia ed è un'associazione culturale che rilancia la meditazione e la decrescita attraverso l'esperienza di vita del cohousing diffuso. Matteo Lodi e Martina Ghiazza ci hanno raccontato la storia del loro progetto appena nato, invitando chiunque desideri 'scollocarsi' dall'attuale stile di vita ad unirsi a loro. Ma attenzione: non si tratta del solito ecovillaggio in campagna, ma di una rete di scollocamento sul mare, dispersa fra i borghi ed in città. Come è nato il vostro progetto e da quanto tempo è attivo? MeditAmare è nata dall'idea di cambiare vita in modo concreto ed immediato, senza ingarbugliarsi con incontri e regole preliminari per diventare da subito costituzione di un ecovillaggio. Dopo aver visitato vari ecovillaggi (Torri superiore, Bagnaia) ed aver seguito altre esperienze in via di formazione, con tutto il loro carico di vicissitudini e anche di fallimenti, abbiamo trascorso un periodo in toscana, finché, nel 2009, il promotore (Matteo) ha deciso di trasferirsi per primo ad Imperia, Liguria ponente. Qui ha iniziato ad incontrare persone e a coagulare i soggetti pronti al concreto cambiamento della propria vita. Sono quelli desiderosi di uscire dalle città e da stili di vita diventati insostenibili per unirsi a chi è insediato da tempo in una comunità e creare una rete di sostegno per i prossimi scollocabili. Questi ultimi sono arrivati e stanno arrivando, e condividono con i nativi di questa zona aspirazioni compatibili con quelle di MeditAmare. Siamo un centro di studio e di pratica di molte filosofie e spiritualità, senza preclusioni, ma riserviamo particolare attenzione alla Natura profonda dell'Essere. Seguiamo anche il buddhismo impegnato di Thich Nath Hahn, monaco vietnamita che ci ispira nelle meditazioni e nelle camminate. Abitiamo un piccolo borgo di pescatori ai margini di una piccola città di provincia, sul mare, con clima mite, dove si va in bicicletta e non si usano guanti d'inverno. Si consuma poco per il riscaldamento e c'è poca competizione commerciale e lavorativa. Avete avuto difficoltà materiali per far partire il vostro progetto? La difficoltà iniziale è stata quella di creare rapporti di fiducia con i proprietari delle case in cui abitiamo, perché bisognava mostrare loro che siamo precisi nel pagamento e che teniamo molto a preservare gli immobili in locazione. Le persone della nostra realtà meditativa sono affidabili nell'uso delle risorse, dunque lo sono anche nei consumi e nell'uso degli immobili, così come nel creare fiducia con i residenti e con i possibili datori di lavoro. Superiamo le difficoltà promuovendo la Luce in noi, meditando e nutrendo le buone relazioni attorno a noi, facendo azioni gratuite verso la Natura, raccogliendo rifiuti dalla spiaggia come preghiera concreta. Avete suscitato già delle reazioni con l'ecovillaggio? All'inizio alcuni erano diffidenti verso le nostre bandiere della pace al vento; allora le abbiamo tolte e ci hanno richiamato per stare insieme nel secondo inverno. Riuniti in associazione sia di promozione sociale che di volontariato, promuoviamo attività sul territorio e favoriamo la ricerca di lavori e di case per i nostri associati che arrivano da fuori, abbandonando smog e vita caotica. Alcuni del posto ci aiutano con le potature degli alberi e ci offrono consigli per la coltivazione. Quali sono i vostri punti di riferimento nel campo della medicina naturale e della coltivazione del biologico? Seguiamo le guide di Aam Terra Nuova e diversi di noi hanno esperienze orticole. Stiamo promuovendo progetti sulla differenziata ed il compostaggio; orti sociali col Comune, per diffondere consapevolezza emotiva nelle scuole; medicina naturale profonda ed un centro olistico in un immobile abbandonato sul mare. Come avverrà l'ampliamento dell'ecovillaggio? Siamo ancora all'inizio, ma già in fase di ampliamento e di attrazione di nuovi ospiti e residenti. Dopo un periodo di prova con condivisione delle spese, si possono fare settimane di volontariato agricolo o di sistemazione nelle case, in attesa di trovare la propria abitazione sul mare o sulle colline. Cerchiamo persone motivate alla decrescita e molto autonome caratterialmente, dotate di capacità di organizzazione individuale, ma in grado di condividere con gli altri la ricerca del lavoro e della casa. La rete è di grande sostegno, ma il nostro è un cohousing diffuso: ognuno sceglie e vive la propria casa ed ospita gli altri secondo la propria possibilità. Avete rapporti con altri ecovillaggi (mi viene in mente, ad esempio, Alcatraz), e ci sono differenze fra voi e loro? Conosciamo gli altri ecovillaggi, ma siamo molto differenti: non abbiamo una struttura centralizzata e tutto è molto autogestito nella relazione con gli altri. Non siamo neppure il classico ecovillaggio in campagna, ma stiamo piuttosto in appartamenti sul mare, sparsi nei borghi ed in città. Insomma, siamo una rete di scollocamento sul mare! Alcatraz ha una figura leader, noi cerchiamo di non avere guide carismatiche, ma intense collaborazioni tra tutti. Cosa ne pensate dell'Ufficio di Scollocamento promosso da Il Cambiamento? Ci sentiamo di essere una succursale dell'Ufficio di Scollocamento Paea, un'ottima idea per chi non se la sente di continuare la corsa della crescita economica frustrante! Siamo una possibilità di nuova vita realmente valida e diversa per chi ha il coraggio di superare i freni e le paure che le comodità urbane creano. Per contatti ed ospitalità o scollocamenti: meditamare@libero.it; oppure: 335 6262838 Per ulteriori info si possono visitare i siti MeditAmare e La via dell'Uno.

Commenti

I miei migliori auguri per questo progetto, spero di riuscire a fare anch'io qualcosa di simile. Qui sta il nostro futuro, nella ricerca personale e di condivisione senza vincoli se non quelli del rispetto reciproco.
maria, 13-03-2012 11:13

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