Pescatori-spazzini, ora potranno ripulire i mari dalla plastica

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge Salvamare presentato dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa. I pescatori potranno ripulire il mare dalla plastica che rimarrà nelle loro reti, cosa che prima non potevano fare.

Pescatori-spazzini, ora potranno ripulire i mari dalla plastica

I pescatori potranno portare a terra la plastica accidentalmente finita nelle reti. Finora erano costretti a ributtarla in mare perché altrimenti avrebbero compiuto il reato di trasporto illecito di rifiuti, sarebbero stati considerati produttori di rifiuti e avrebbero dovuto anche pagare per lo smaltimento.

Quella della plastica in mare è un’emergenza planetaria, da affrontare adesso, non si può rinviare.

Con la legge Salvamare appena approvata, intanto, i pescatori che diventeranno “spazzini” del mare potranno avere un certificato ambientale e la loro filiera di pescato sarà riconoscibile e riconosciuta. I rifiuti potranno essere portati nei porti dove saranno allestiti punti di raccolta e verranno introdotti meccanismi premiali per i pescatori.

Il Mediterraneo è particolarmente esposto al problema della plastica, in quanto si tratta di un mare semichiuso: si pensa che siano almeno 250 miliardi i frammenti di plastica al suo interno. Nel Tirreno il 95% dei rifiuti galleggianti avvistati, più grandi di venticinque centimetri, sono di plastica, il 41% di questi sono buste e frammenti.

In Italia esistono già progetti sperimentali di coinvolgimento dei pescatori nella raccolta della plastica che stanno dando risultati: nell’Arcipelago Toscano da un anno (a Livorno) e anche in Puglia, dove la Regione sta avviando la sperimentazione.

Da non dimenticare anche il progetto “Pulizia dei fondali marini” ideato e messo in opera dall’ottobre 2010, a soli due mesi dall’uccisione del ’Sindaco pescatore’, Angelo Vassallo. Un progetto portato avanti in collaborazione con i pescatori di Acciaroli e il comune di Pollica (Salerno).

Tutelare il mare deve essere un impegno concreto, lo dobbiamo anche a tutte quelle specie animali – tartarughe, uccelli marini, balene e delfini che scambiano la plastica per cibo e muoiono per indigestione o soffocamento.

Come ricordano i ricercatori, nel Mar Mediterraneo 134 specie sono vittime di ingestione di plastica, tra cui 60 specie di pesci, le 3 specie di tartarughe marine, 9 specie di uccelli marini e 5 specie di mammiferi marini. Tutte le specie di tartarughe marine presenti nel Mediterraneo presentano plastica nello stomaco.

“Il ddl Salva mare – spiega Legambiente – è un tassello importante nella lotta all’inquinamento dai rifiuti che colpisce pesantemente il mare, una sfida mondiale a cui l’Italia sta dando il proprio contributo anticipando spesso gli altri paesi europei. Abbiamo fatto da apripista grazie alle leggi sulla messa al bando dei sacchetti di plastica, sui cotton fioc e sulle microplastiche nei prodotti cosmetici, ora per proseguire su questa strada auspichiamo che si proceda rapidamente alla discussione parlamentare del testo del ministero dell’Ambiente e all’approvazione anche della legge di recepimento della nuova direttiva europea sulla plastica monouso”.

 

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