Polo petrolchimico Ravenna, chiusa l'inchiesta per le morti da amianto

A pochi giorni dalla nuova presentazione al Senato del disegno di legge sull'amianto da parte di comitati e associazioni di cittadini e lavoratori, a Ravenna si chiude l'inchiesta relativa alle morti causate da amianto nel polo petrolchimico locale. Cinquanta gli indagati, destinati a ridursi a causa dei decessi.

Polo petrolchimico Ravenna, chiusa l'inchiesta per le morti da amianto
Storie di ordinaria amministrazione. Purtroppo. A Ravenna si è chiusa l'inchiesta relativa alle morti causate da amianto nel polo petrolchimico della città. Cinquanta le persone indagate che presto diverranno la metà, visto che la maggior parte dei consiglieri di amministrazione e dei dirigenti che controllavano la società Anic-Enichem (l'azienda coinvolta nella vicenda), sono già deceduti. Ma come si è arrivati a questo esito? L'indagine coordinata dal PM Roberto Ceroni (che ha visto impegnati anche i carabinieri del Nucleo investigativo locale e i tecnici di Medicina del Lavoro dell'Ausl) , era stata avviata agli inizi del 2010 dopo che uno studio statistico dell’INAIL dell'anno precedente, certificava la morte - avvenuta tra il 1970 e il 2008 - di 156 lavoratori (o ex lavoratori) del polo petrolchimico ravennate, a causa di patologie quali il mesotelioma pleurico e il carcinoma polmonare. Dato il periodo di "incubazione" del mesotelioma pleurico (più o meno fra i 30 e i 40 anni), i decessi sono tutt'ora in aumento. L'amianto, infatti, è stato bandito da ogni ciclo produttivo solo nel 1992. L’inchiesta si è rivelata più difficoltosa e lunga di quanto preventivato inizialmente poiché, come raccontano i giornali locali che da tempo seguono il caso, si è dovuto procedere ad una messa in relazione delle cartelle cliniche dei lavoratori deceduti con le storie professionali e, successivamente, si è fatto un collegamento con i legali rappresentanti e i consiglieri di amministrazione di Anic Eichem che si sono succeduti nel range di tempo preso in esame nello studio dell'Inail. Una difficoltà, dal punto di vista processuale, sarà però dimostrare in aula la responsabilità di quelle morti, anche se su questo punto sembra si sia trovata una soluzione. Nell'inchiesta, infatti, è stato aggiunto anche un decesso "importante" avvenuto nel 2011. La morte in questione è rilevante perché, grazie a particolari macchine all'avanguardia per questo tipo di esami da laboratorio, si è riusciti a determinare il numero esatto di fibre depositate per centimetro quadrato. Il risultato ottenuto rappresenta un punto a favore della pubblica accusa, nel dimostrare il coinvolgimento dei rappresentanti della Anic, visto che i mesoteliomi (come anche le asbestosi), sono malattie dose-correlate: più fibre vengono inalate, maggiore sarà la portata invalidante per il corpo. LEGGI TUTTI GLI ARTICOLI SULL'AMIANTO LEGGI IL TESTO DEL DISEGNO DI LEGGE NUOVAMENTE PRESENTATO AL SENATO

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