Scollocarsi o aspettare una pensione che forse non arriverà mai?

La nostra società è basata su presupposti, regole, credenze per le quali la nostra realizzazione interiore e la felicità sono sicuramente agli ultimi posti. Dipende da noi decidere se sottostare a questo oppure no. E se è no, allora...

Scollocarsi o aspettare una pensione che forse non arriverà mai?

La nostra realizzazione interiore e la nostra felicità sono state stato soppiantate dalla ricerca delle cosiddette sicurezze. Con la scusa dell’avere il necessario per vivere, ci hanno fatto credere che il posto fisso, la carriera, la casa di proprietà, l’automobile nuova, la possibilità di acquistare di tutto e, alla fine della giostra, una bella pensione per farci stare inutili il resto della nostra vita di fronte a un televisore, fossero sicurezze indiscutibili.

Non ci hanno però detto che tutto questo non solo il più delle volte non dà reale felicità, ma per ottenerlo spesso dobbiamo dare in cambio la nostra libertà, la nostra anima e le nostre aspirazioni interiori. Nella giusta preoccupazione di avere un riparo, cibo e vita dignitosa, ci hanno insegnato a ritenere indispensabili una miriade di cose inutili o superflue, facendoci pure fare enormi sacrifici per raggiungerle. E così il consumismo si è preso la nostra vita e le nostre menti e alla fine ci si guarda indietro e ci si chiede: ma io ho realizzato quello che volevo profondamente essere? E spesso ci si trova a rispondersi di no. A giudicare dal successo dei corsi sullo scollocamento che organizziamo, sembra che sempre più persone cerchino soluzioni per uscire dalla trappola. Non è certo un caso se il recente corso in Toscana ha avuto ben 25 partecipanti più varie persone lasciate a casa.

Tutte le favolette che ci hanno raccontato si stanno sgretolando: il lavoro fisso è diventato cosa rara e anche se ottenuto, diventa spesso la fine delle proprie aspirazioni. Lavoro, comunque sia, lo si trova poco soprattutto perché ci continuano a dire che bisogna cercare lavoro in posti saturi e senza prospettiva. La pensione, beato chi ci crede e se mai ci arriverà, sarà ben poco rispetto a quello che a prezzo di grandi sacrifici si è dato. Nel pacchetto finto regalo del consumismo è necessariamente contenuto l’individualismo e quindi i diritti si sgretolano, lo stato sociale diventa una chimera.  Questa crisi però può rivelarsi una grande opportunità.  Infatti il giochino con il quale ci hanno rimbambito fino ad ora pare non funzioni più tanto bene e si cercano delle alternative, ci si fanno domande, si insinuano dei dubbi e si chiedono risposte a chi ha messo in discussione le favolette da molto tempo e ha percorso strade alternative senza essere morto di fame e cercando anche le famose sicurezze di base ma con parametri e prospettive di vita assai diverse dall’acquisto dell’auto nuova o il maglioncino firmato per non sentirsi poveri.

In questo quadro gli incontri sullo scollocamento si moltiplicano e i prossimi due si terranno a maggio il primo nelle colline marchigiane nel bellissimo agriturismo Tenuta Santa Elisabetta, dove parlerò io assieme ad Andrea Strozzi, coautore del libro Solo la crisi ci può salvare (QUI per info e iscrizioni), e il secondo in Umbria al PER - Parco Energie Rinnovabili (QUI per info e iscrizioni), che è il più importante centro per le tecnologie alternative italiano strutturato come Eco hotel e dove si tocca con mano il cambiamento anche dal punto di vista energetico e ambientale assieme ad Alessandro Ronca responsabile e fondatore del Centro.

Vi aspettiamo nelle Marche e in Umbria in posti di grande significato e pregio naturalistico per dare alternative concrete e aiutare le persone a ritrovare la propria strada.

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