Specie 'aliene'? Bruxelles consulta i cittadini europei

La Commissione europea lancia l'allarme 'bioinvasione', la proliferazione di specie animali e vegetali estranee a un certo ambiente naturale che minaccerebbe le colture e la diversità biologica rappresentando un rischio anche per la salute. Bruxelles chiede ai cittadini di esprimersi su come affrontare il fenomeno.

Specie 'aliene'? Bruxelles consulta i cittadini europei
Secondo la Commissione europea la presenza di specie aliene invasive rappresenta la seconda più grave minaccia, dopo la perdita di habitat, alla biodiversità. Un fenomeno destinato ad aumentare con il crescere degli scambi e degli spostamenti - dato che molto spesso sono i mezzi di trasporto a ospitarle inconsapevolmente nel corso dei loro viaggi da una parte all'altra del mondo - e che riguarda particolarmente l'Italia, tra i paesi europei più interessati dalla bioinvasione. In Europa le specie esotiche sono già 11mila, in alcuni casi introdotte volontariamente - come il poligono del Giappone, una pianta erbacea portata dall'Asia per scopi ornamentali, rivelatasi capace di soffocare ed eliminare la flora autoctona – altre volte indirettamente, come nel caso dell’alga marina Caulerpa, trasferita accidentalmente dall'Australia al Mediterraneo e ormai una minaccia per le alghe native. Non tutte le specie esotiche danneggiano, però, l’equilibrio degli ecosistemi: quelle pericolose rappresentano circa il 10-15% del totale, ma sono in grado, in base alle stime di Bruxelles, di provocare danni all'agricoltura e all'allevamento, alla biodiversità e alla salute, per un valore economico di 12 miliardi di euro. L'introduzione di specie congeneriche o di predatori in un certo habitat, ad esempio, può tradursi in una minaccia di distruzione per quelle native, soprattutto acquatiche, con effetti che in molte aree non vengono denunciati dalle popolazioni, ad esempio per evitare limitazioni alla pesca. Di fronte all'inefficacia delle misure finora utilizzate, l'Esecutivo Ue intende presentare uno strumento legislativo specifico per prevenire, gestire e, dove possibile, ridurre il problema secondo regole comuni a livello europeo. La comunicazione sarà presentata entro la fine del 2012, ma prima il commissario per l’Ambiente Janez Potočnik vuole raccogliere le opinioni e i suggerimenti di tutti i soggetti interessati all'argomento. Autorità governative e non, industrie, associazioni dei consumatori e singoli cittadini possono quindi partecipare, fino al 12 aprile, a una consultazione pubblica online. I partecipanti potranno inviare i propri pareri sugli approcci più efficaci da adottare in tema di sorveglianza e ripristino degli ecosistemi danneggiati ed esprimersi su eventuali restrizioni commerciali e rispetto all'eradicazione. Per tutti un'occasione di prendere parola per cercare di orientare scelte che possono contribuire a salvare la diversità biologica del pianeta.

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