
Siamo Nicolas e Federica e da pochi mesi abbiamo accesso a un ettaro di terreno in Abruzzo per coltivarlo e per costruire insieme alla gente comune del posto una nuova economia basata sulle risorse locali e sulla solidarietà. Per ingrandire il nucleo iniziale siamo aperti a coinvolgere anche persone arrivate da più lontano.
Il terreno che abbiamo è un vigneto abbandonato da 30 anni diventato un giovane bosco, inaccessibile per il sottobosco di rovi, rose canine, ginestre e biancospino.
Nell'inverno 2010/11 abbiamo liberato un quarto ettaro. Per la stagione 2011 la coltura principale sono le zucche, le patate, le carote e i ceci. L´anno successivo, dopo il pascolamento invernale delle galline e la decomposizione della pacciamatura attuale (costituita da rametti e paglia), il terreno è pronto per qualsiasi coltura, anche cereali. A partire da autunno 2011 dovrebbe esserci cibo sufficiente per 3-4 persone.
Per poter lavorare in un gruppo più grande di persone è ipotizzabile edificare il nostro terreno con delle capanne e coltivare i terreni abbandonati circostanti, senza comprarli, soltanto mettendosi d'accordo con i proprietari.
Non riteniamo realistico acquistare collettivamente una delle masserie abbandonate della zona. Qui ci sono molti terreni in vendita (costano a partire da € 5.ooo all'ettaro), alcuni con presenza di edifici che richiedono, però, un grande investimento di soldi, progettazione e lavoro per essere messi in sicurezza e resi abitabili. Dall'esperienza già fatta di altri gruppi sappiamo che è meglio dare la priorità alla produzione agricola e artigianale, non alla soluzione del problema abitativo che ha la tendenza di consumare più tempo, lavoro e soldi del previsto, portando quindi a conflitti e al fallimento economico del progetto.
Il problema abitativo, comunque, per il momento non c'è, perché abbiamo accesso al primo piano di una casa rurale a 50 metri di distanza dal terreno. In totale ci sono tre stanze di cui due soppalcate per dormire. Volendo possono abitarci 4 persone, soppalcando la cucina anche 6. Se lo spazio dentro casa diventa troppo stretto si può prendere in affitto un appartamento nel paese più vicino, Tufillo, a 1,5 km di distanza. In estate è facile dormire in tenda e nelle capanne realizzabili sul terreno sarà possibile dormirci anche in primavera e autunno. Queste capanne provvisorie-permanenti hanno il vantaggio di poter essere realizzate con spontaneità artistica, senza concessione e senza presentare un progetto architettonico. Essendo spazi piccoli sono anche più facili da riscaldare e da tenere in ordine.
Per il periodo dopo l'estate di quest'anno abbiamo un lavoro nelle Marche per cui possiamo offrire qui in Abruzzo una casa riscaldabile con una stufa a legna a 2-3-4 persone che vogliono passarci l' inverno 2011/12, nutrendosi fondamentalmente di patate, zucche, carote, ceci e uova. A novembre si possono raccogliere le olive insieme agli abitanti della zona e se dovesse mancare cibo o altro (caffè) lo mettiamo a disposizione a spesa nostra chiedendo in cambio il lavoro di continuare a rendere più accessibile il terreno tagliando gli alberi a fusto alto e raccogliendo i rametti secchi del sottobosco per alimentare la stufa che riscalda la casa. Speriamo di trovare presto, per i prossimi mesi e anni, persone interessate a lavorare, in alcuni periodi, insieme a noi, in altri periodi, quando abbiamo altri impegni in altri progetti, in autonomia.
Oltre al lavoro agricolo, abbiamo l' intenzione di aprire un laboratorio di ceramica.
Per l' estate 2011 invitiamo al cinema sotto le stelle e alla cottura della ceramica che stiamo preparando con la costruzione di un forno (in foto) in un non-luogo nello spazio pubblico vicino alla strada tra Tufillo e Dogliola, a 25 km dalla costa adriatica. Come conclusione dell'evento useremo il calore rimanente nel forno per la cottura del pane.
Chi vuole venire a trovarci può scrivere a:
cementobianco@yahoo.it oppure
chiamare 334 33 88 448

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