Il Cambiamento RSS FaceBook

NEWS » In bacheca

Ripopolare la campagna abruzzese, con Nicolas e Federica

10 Dicembre 2010

Siamo Nicolas (36anni) e Federica (34 anni), all'inizio di un progetto di ripopolamento della campagna in Abruzzo e ci piacerebbe trovare più partecipanti alla nostra iniziativa.

Abbiamo comprato un ettaro di terreno con una casetta da ristrutturare. Per il momento l' obiettivo è quello di raggiungere l' autosufficenza alimentare completa entro un anno, attraverso la coltivazione del terreno. Abbiamo esperienza e semi da collaborazioni passate con altre aziende agricole.

Possiamo ospitare altre persone a partire da primavera 2011 e offriamo la possibilità di autocostruirsi una casetta a chi vuole stabilirsi definitivamente. Insieme ad altre persone si potrebbe ipotizzare anche la coltivazione dei terreni circostanti attualmente abbandonati per cui non è necessario l'acquisto, mettendosi d' accordo con i proprietari (in comodato d' uso) anche se a lungo andare è più sicuro comprare i terreni (qui costano a partire da 5.000 euro all'ettaro).

Chi è interessato può contattarci via mail (cementobianco@yahoo.it) o per telefono (334 33 88 448) o venire a trovarci direttamente, siamo in provincia di Chieti, a 20 km da Vasto-San Salvo, a Tufillo, contrada Trochi nr.1.

A presto!

Nicolas e Federica

9 lettori hanno commentato questo articolo commenta commenta
25 Aprile 2012 00:09, emanuele ha scritto:
riconvertire un paesello è un bel casino...se penso solo al sistema fognante...mille volte meglio ripopolare la campagna
25 Marzo 2011 11:02, nicolas ha scritto:
Caro Ambrogio,
una campagna disabitata non è coltivabile tranne con trattore e diserbante. Gli edifici storici abbandonati già esistenti spesso sono pericolanti e richiedono molte risorse economiche per essere messe in sicurezza e rese abitabili. Cerchiamo di risolvere il problema abitativo nel modo più veloce ed economico possibile attraverso la realizzazione di alcune capanne provvisorie-permanenti per poter dedicare la maggior parte delle risorse di tempo che abbiamo a disposizione alla coltivazione del terreno. Preferirei farTi vedere dal vivo quello che stiamo faccendo, magari vieni a trovarci per darci una mano nel controllo delle rovi, delle rose cannine e del biancospino (di cui lasciamo una siepe esterna per la nidificazione degli ucelli e come barriera contro i cinghiali).
un caro saluto,
Nicolas
23 Marzo 2011 10:09, ambrogio lamesta ha scritto:
Cari Nicolas e Federica, capisco perfettamente quello che sentite ed immagino quello che state facendo: e' anche il mio sogno. Quello che mi rattrista pero', lo ribadisco, e' la, consentitemi il termine, di costruire nuovi edifici, anche se con materiali di risulta. Mi piacerebbe sognare che le iniziative come la vostra si limitino solo a restaurare, con materiali naturali, quello che c'e' gia' (in italia abbiamo 25.000 centri storici e centinaia di migliaia di casali). Purtroppo molte delle iniziative ecologiche promosse dal cambiamento (l'ultima, il villaggio ecologico umbro i Dario Fo), prevedono l'urbanizzazione di nuove aree (ancora?). In che cosa saremmo allora diversi noi decrescenti? Nell'uso di materiali naturali? Troppo poco, se poi distruggiamo tutto il resto....
22 Marzo 2011 19:53, nicolas ha scritto:
caro marco ed ambrogio, non vogliamo edificare una zona vergine ma ripopolare la campagna (che in passato era coltivata). L ettaro che abbiamo comprato in passato era un seminativo e un vigneto. I terreni abbandonati di questa zona favoriscono la diffusione degli incendi. Infatti, tre anni fa un incendio ha distrutto molti ettari di bosco e distrutto anche una parte dei pochi terreni che erano ancora coltivati dagli ultimi contadini anziani di questa zona. Togliendo i rami secchi del sottobosco e tagliando i giovani alberi di frutta a fusto alto cerchiamo di creare una barriera contro la diffusione degli incendi. Un altro problema dei terreni abbandonati sono i cinghiali e i cacciatori. Non abbiamo un trattore ne altri attrezzi motorizzati percui abbiamo bisogno della manodopera di piu persone che hanno bisogno di abitazioni. Le costruzioni esistenti abbiamo gia ristrutturato mentre le costruzioni nuovi che vogliamo realizzare sul nostro terreno saranno costruite con i materiali reperibili sul terreno stesso per minimizzare il problema del trasporto.
un caro saluto, Nicolas
19 Marzo 2011 01:01, marco ha scritto:
pienamente daccordo con ambrogio... sarebbe meglio riconvertire le città ed i centri abitati invece di pensare di occupare zone vergini con "isole ecocompatibili".. al limite se si punta alla campagna si può comunque restaurare il vecchio anche là, senza costruire nulla di nuovo..
17 Marzo 2011 12:40, Federica ha scritto:
ciao a tutti,ci scusiamo, non abbiamo letto i commenti finora poichè usiamo poco l'internet,ad Ambrogio rispondo,nonostante siano passati dei mesi, che le casette a cui noi pensiamo sono ovviamente costruite senza cemento, qui abbiamo molte pietre, canne, terra, paglia, legno. Ripopolare la campagna per noi non vuol dire urbanizzare la natura, ma per ricostruire una economia autosufficiente a livello locale è necessaria la presenza delle persone tutto l'anno.
un caro saluto, federica
14 Dicembre 2010 02:24, marco ha scritto:
cavolo è una cosa che volgio fare anche io appena ho la possibilità, insieme a mia madre vogliamo sostituire un rudere con una casetta di legno ecocompatibile al 100% in un posto del genere.. solo che lì a chieti, in montagna, mi sa che è troppo freddo d'inverno.. nessuno conosce "paesi di transizione in posti più caldi?"
11 Dicembre 2010 21:07, marco ha scritto:
Nicolas e Federica, in bocca al lupo! Ambrogio, banalmente: se prendo, diciamo, 2 ettari di territorio rurale abbandonato, cioè 20mila mq, e ne ricopro chessò, magari 80 con mattoni, pietra, legno, sughero, e qualche altro materiale, magari da bioedilizia, e andando a vivere in quegli 80 riporto in vita gli altri 19mila e 920, beh,credo che si stia realizzando qualcosa di bello, un bello scambio, una bella simbiosi, cioè mutuo beneficio, fra natura ed esseri umani, fra persone e ambiente... ...o no?
10 Dicembre 2010 14:24, ambrogio lamesta ha scritto:
Apprezzo molto questo tipo di iniziativa ma quella in questione ha un grandissimo difetto: perche' invitare a costruirsi una casetta in campagna? Non basta l'enorme, folle, consumo di territorio italiano? Dite di voler ripopolare la campagna. Volete anche ricoprirla di cemento (laddove nopn lo e' ancora)?
AZIONI
stampa invia SCRIVI ALL'AUTORE commenta 9 commenti
CONDIVIDI
Condividi su Facebook Condividi su Ok Notizie Condividi su Fai Informazione Condividi su del.icio.us Condividi su Twitter Condividi su Digg Condividi su Technorati Condividi su Google


EVENTI CORRELATI
IN VETRINA
Una gioia silenziosa


È possibile oggi abbandonare la vita urbana, abbracciare una vita senza comodità, accettare la precarietà, il caldo, il freddo, l’incontro con i mille mestieri...continua

STRUMENTI PER IL CAMBIAMENTO

E-Check - La valigia del risparmio energetico

Una valigia per risparmiare energia! Contiene la strumentazione e il materiale didattico per realizzare diagnosi energetiche e impostare semplici interventi di risparmio energetico negli edifici... continua € 605,00
VEDI GLI ALTRI STRUMENTI
 
Ufficio di Scollocamento
Vuoi passare
dal virtuale al reale?

VAI ALL'AREA INCONTRI!

RUBRICHE

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

I BLOG DEL CAMBIAMENTO

Chiara Quiri

A Casa di Bio

di Chiara Quiri
Luca Lombroso

Clima e dintorni

di Luca Lombroso
Daria e  Marco

Daria & Marco

di Daria e Marco
Giancarlo Tarozzi

Guarire è Crescita

di Giancarlo Tarozzi
Cristiano  Bottone

Io e la Transizione

di Cristiano Bottone
Pierluigi Paoletti

La nave dei folli

di Pierluigi Paoletti
Gianni Davico

La vita 2.0

di Gianni Davico
Tamara Mastroiaco

La voce dell'astice

di Tamara Mastroiaco
Chiara Canzi

no.profit

di Chiara Canzi
Claudia Bruno

NoiAltre

di Claudia Bruno
Zoran Menez

Petrolio

di Zoran Menez
Carmela La Salandra

Riciclando

di Carmela La Salandra
Marina Díaz i Jurnet

Tre, Due, Uno

di Marina Díaz i Jurnet
E-Commerce PAEA
TRE - Tecnici Risparmio Energetico