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Bioedilizia

Elementi di bellezza della sostenibilità in città

Un quadro di Mondrian riprodotto sulla facciata di un palazzo di Milano. Da una riflessione sulla città, un progetto integrato di fotovoltaico, LED e verde verticale che unisce l’elemento estetico/artistico, fortemente valorizzato, a quello pratico: energia per chi vive o lavora. Marina Russo, biodesigner, ci racconta come nasce e come vuole crescere quest’esperimento.

di Marta Carugati - 1 Aprile 2011

bioarchitettura
Tutte le tradizionali tecniche costruttive partivano da un profondo legame con i materiali e la natura che li ha sempre donati generosa

Il concetto di bioarchitettura pone le sue solide basi sulla pratica di "costruire per la vita" (da bios = vita): un concetto che di questi tempi siamo costretti a recuperare dopo essercene allontanati.

Tutte le tradizionali tecniche costruttive partivano da un profondo legame con i materiali e la natura che li ha sempre donati generosa. La sinergia uomo-natura è sempre stata forte in passato e ha permesso all'artigiano/costruttore/artista/inventore di servirsene con rispetto e intelligenza creando opere meravigliose e utili all'umanità.

Oggi siamo così impoveriti culturalmente da lasciare dei vuoti intorno a noi e la città, che assorbe e catalizza gli estremi sugellati da tempo inesistente e stress da sovraccarico, ne riporta i segni: quartieri grigi e abbrutiti, privi di vitalità e di creatività che fanno crescere sentimenti di tristezza, rassegnazione e talvolta anche aggressività.

Ma la città potrebbe diventare teatro del cambiamento.

Ovunque, in ogni luogo del pianeta, è possibile rendere omaggio alla vera bellezza e creare uno spunto di riflessione su cosa sia il Bello.

È vero, è più facile pensare di salvaguardare un paesaggio naturale anziché uno antropico, certo sono le ultime oasi che ci rimangono, ma così facendo separiamo ciò che si deve salvare da ciò che si lascia degradare.

Siccome esistono entrambi i luoghi e fanno parte di un disegno comune che ci riguarda come esseri umani che li abitano, dovremmo recuperare la saggezza di una visione globale.

La capacità di creare un legame con ciascun luogo che si attraversa, si vive e si respira ci pone in ascolto, crea una condivisione che ci nutre e di cui siamo comunque parte, anche se avessimo scelto di vivere isolati in campagna o in montagna. Il pensiero verso l'umanità intera diventerà sempre più importante per il singolo che si nutre indirettamente anche di ciò che vivono i suoi simili lontano da lui.

Dovremmo estendere la salvaguardia dei luoghi a ciascun angolo della terra. Ogni luogo avrà le sue specificità ma andrà amato e curato altrettanto.

Le città offrono ambientazioni particolari che possono divenire oggetti di valorizzazione. È ciò che capita tutte le volte in cui pensiamo di utilizzare spazi apparentemente senza funzioni, per integrarvi ad esempio la tecnologia utile.

Sole
Le città offrono ambientazioni particolari che possono divenire oggetti di valorizzazione

Nelle città è possibile un'integrazione architettonica delle tecnologie solari?

Marina(*) risponde di averci sempre pensato, in particolare laddove è possibile godere di posizioni soleggiate. È così che le è “capitato” di conoscere le persone giuste per osare un intervento all'interno della città di Milano, zona MM Affori sud.

I protagonisti di questo fortunato incontro desiderano lasciare un segno nella loro città che possa essere apprezzato e ricordato dai nipoti e dalle generazioni future, perché il futuro è il sole e così, insieme a Marina, progettano una nuova facciata per un edificio prospiciente una piazza con affaccio perfettamente a sud in Via Pellegrino Rossi, angolo Via Cavalletto.

E la questione dei vincoli architettonici? “Siamo passati attraverso il vaglio di varie commissioni comunali ed anche della Metropolitana Milanese, ma per fortuna il progetto è piaciuto a tutti...”.

Ed ecco il risultato.

La copertura del negozio di alimenti ospita 60 kW di fotovoltaico e la facciata alta dell'edificio abitativo, sempre su piazza, aggiungerà in un secondo momento altri 30 kW. Si produrranno in totale circa 100.000 kWh.

L'energia prodotta va ad alimentare una pompa di calore usata per il riscaldamento dello showroom di arredamento ed elettrodomestici dei proprietari, l'illuminazione e il display integrato nella facciata.

L'impianto viene sorretto da una struttura metallica di supporto ai pannelli, il cui elettromagnetismo viene neutralizzato da un dispositivo che bonifica il campo.

Skudo, questo è il nome del dispositivo, è un filtro di stabilizzazione dell'onda elettromagnetica (un convertitore d'onda) usato anche in ambito sanitario negli strumenti elettromedicali per annullare gli eventuali danni al DNA umano, e che per esempio, nella provincia di Novara è stato usato per schermare tutti i punti WI-FI.

Il design della struttura che alloggia i pannelli fotovoltaici crea una linea morbida che copre il tetto del supermercato e si completa con una parete rivestita in doghe di legno protette da una resina lavabile, verde verticale, illuminazione a LED, pietra e una fontana a riciclo interno di acqua.

Una fase successiva prevede che gli stessi pannelli fotovoltaici siano inseriti sulla facciata del palazzo a lato, piuttosto rovinata, composta da verde verticale, intonaci fotocatalitici e luci a LED che con il colore evocheranno un quadro di Mondrian.

Marina Russo da molti anni si occupa di bioarchitettura e ha sempre pensato alla creazione di un design sostenibile anche nelle città: “Bisognava trovare un'idea forte come la riqualificazione delle pareti cieche dei palazzi che possono essere trattate come tele di un quadro composto da tecnologie moderne e materiali innovativi, organizzati in modo da divenire un contributo di bellezza e cultura verso una direzione precisa, quella che vede la modernità come un impegno sempre a favore della vita. Ne è nato un progetto che si è deciso di chiamare ‘arte fotovoltaica’, un modello che si desidera esportare in tante altre parti della città e in altri territori”.

Il progetto verrà presentato nell'ambito del convegno Design italiano Design tradito organizzato da Tito Caravello per ‘Cultura aperta’ alla fine dell’estate a Milano.

A chi si trovasse a passare a Milano il 2-3 aprile: siete tutti invitati all'inaugurazione del cantiere aperto in Via Pellegrino Rossi 80 per conoscere i protagonisti del progetto e le sue finalità, partecipare alle iniziative e visitare lo showroom che desidera diventare un punto di riferimento per chi cerca informazioni e prodotti per risparmiare energia.

Un weekend con tanti appuntamenti per scoprire i segreti del risparmio nella casa e in particolare:

Sabato e domenica alle 10.00, raccolta RAEE - Rifiuti Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche: Porta il tuo rifiuto che verrà smaltito correttamente e in cambio riceverai un regalo.

Domenica alle 14.30, a lezione di arredamento con Marina Russo, per conoscere le regole d'oro della casa sana.

Per informazioni sull'iniziativa: info@giussanishop.com tel 02 66221182

Dall’incontro è nata la proposta dell'associazione PAEA di attivare delle collaborazioni con i proprietari per organizzare eventi divulgativi, mostre e lezioni di didattica ambientale con le scuole del vicinato che implementino l'offerta di attività culturalmente interessanti nella zona.

*Marina Russo, biodesigner, è membro di ADI - Associazione per il Disegno Industriale.

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