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Bioedilizia

Fratello Sole, se la luce in casa è tutto

Le città sono sempre più inquinate e con un’altissima densità di costruzioni. Gli scarichi delle industrie e delle auto riducono la durata e l’intensità della luce del giorno fino al 50%, le nostre case si fanno sempre più ombra l’una con l’altra. Spesso anche una cattiva progettazione impedisce alla luce del sole di entrare all’interno di un edificio perché non tiene conto della corretta esposizione al sole, non prevede sufficienti aperture verso l’esterno, ignora la presenza di edifici o alberi troppo vicini, sottovaluta l’eccessiva sporgenza di tetti e balconi. Ecco che il nostro organismo si ammala e arriva anche il cattivo umore.

di Anna Rita Signore - 14 Settembre 2010

Illuminazione spazi abitativi
La luce all’interno di un edificio deve avvicinarsi il più possibile, in quanto a ritmo, intensità e qualità, a quella esterna: bisogna vivere il decorso della luce del giorno, soprattutto nelle stanze più importanti

L’importanza della luce naturale – L’organismo umano, nel corso dei millenni, si è adattato alla Natura e ai suoi ritmi: in particolare, molte delle nostre funzioni vitali si sono adeguate alle caratteristiche della luce solare, alle sue variazioni d’intensità e di colori nell’arco della giornata, al "ciclo naturale" luce-buio. Il nostro corpo è in grado di percepire e reagire all’energia trasportata da tutte le radiazioni solari, "visibili" (luminose) e "non visibili" (ultraviolette e infrarosse). Così, sotto forma di raggi ultravioletti, la radiazione solare regola la produzione ormonale e stimola la formazione di vitamina D3, importante per la crescita delle cellule e delle ossa; sotto forma di infrarossi, rafforza il sistema immunitario, influenza la circolazione del sangue e il metabolismo; sotto forma di raggi luminosi, infine, sincronizza il nostro orologio biologico con quello solare adeguando in questo modo i ritmi dell’organismo a quelli della Natura, in particolare al ciclo giorno-notte. Molte delle nostre attività fisiologiche funzionano ritmicamente, con alti e bassi nell’arco delle 24 ore: come il ritmo sonno-veglia, la secrezione di ormoni, la temperatura corporea, la pressione arteriosa, la moltiplicazione delle cellule. In particolare, il ritmo naturale buio-luce regola il sonno e la veglia: al buio viene prodotta la melatonina, l’ormone sonnifero che favorisce il sonno.

Vivere in ambienti poco luminosi può causare perciò una serie di patologie più o meno gravi. E può renderci anche di cattivo umore. Infatti, anche il nostro umore si altera in funzione della quantità di luce a cui siamo esposti: la luce naturale, sia diretta che riflessa, stimola la produzione di serotonina, il neuro-trasmettitore la cui carenza determina proprio la depressione.

Questo spiega perché il buonumore esploda nei mesi estivi più luminosi e perché diminuisca quanto più ci allontaniamo dall’equatore. Infatti, sono proprio i paesi del Nord meno esposti al sole – come la Finlandia – ad avere il triste primato di suicidi e di alcolizzati. La Sindrome Depressiva Stagionale, o SAD, è una patologia legata al clima e ricorre soprattutto in autunno e inverno; ma colpisce anche quelli che vivono per la gran parte della giornata in ambienti poco luminosi o illuminati artificialmente.

Ciononostante oggi trascorriamo, a volte senza possibilità di scelta, il 90% della nostra vita al chiuso, in spazi spesso o sempre 'all’ombra'.

Benessere psico-fisico
Se cambia la nostra condizione psico-fisica cambia anche lo spazio intorno a noi. Allo stesso modo, se interveniamo sullo spazio può cambiare quel momento psico-fisico

Mente, corpo e spazio: amici inseparabili – "Ogni condizione psichica è contemporaneamente una condizione fisica, e viceversa. Qualsiasi nostro stato d’animo e qualsiasi aspetto della nostra vita sono correlati: così, ad esempio, quando siamo depressi o malinconici, tendiamo a stare in 'penombra', ad isolarci dallo spazio esterno; allo stesso modo, uno spazio privo di finestre o in 'ombra', ci porta alla depressione e all’isolamento", dice Jader Tolja, medico, psicoterapeuta e docente di Body Conscious Design.

Per dimostrare la relazione tra lo spazio in cui viviamo e la nostra condizione psico-fisica, il Dott. Tolja ha condotto alcuni esperimenti sui suoi studenti: li ha sottoposti a particolari esercizi allo scopo di riprodurre in loro precise condizioni psico-fisiche, poi ha chiesto loro di disegnare una stanza. Ricorrendo ad esercizi cosiddetti 'di anatomia esperienziale' che utilizzano il tatto, il movimento o il respiro, ha sviluppato una condizione sensoriale: un viaggio all’interno del corpo al fine di percepire e prendere coscienza di ogni componente anatomica.

Al contrario, facendo sviluppare ad esempio calcoli matematici, ha attivato una condizione razionale. "L’essere umano è organizzato per pensare e per interagire con l’ambiente con tutto il corpo: non solo con la parte corticale del cervello che presiede alle funzioni razionali, ma anche con gli organi, i tessuti, le ossa, la pelle, i muscoli, il respiro, la voce…" sottolinea Tolja.

"La percezione degli organi interni cambia concretamente il nostro rapporto con lo spazio: questa condizione è naturale, ma purtroppo si sta perdendo sempre più. Diciamo che la si riconosce nei bebè, nelle donne gravide, negli animali, nelle culture mediterranee e africane".

Trovandosi in queste diverse condizioni psico-fisiche, cosa disegnano gli studenti?

"Dopo un esercizio finalizzato in particolare alla percezione delle viscere, disegnano finestre più grandi, ne aprono molte soprattutto sui lati e spesso disegnano anche quello che c’è fuori dalle finestre: fanno disegni più luminosi, addirittura disegnano i raggi di luce. Questo perché si attiva il Sistema Nervoso Parasimpatico, gli organi si rilassano, il livello di serotonina aumenta e con essa aumenta la sensazione di benessere. Quando le viscere sono aperte, anche la visione si apre e diventa più luminosa, lo spazio diventa più denso e più abitato: c’è un senso di appartenenza al mondo esterno, siamo aperti alle relazioni con gli altri.

Raggi di luce
Vivere in ambienti poco luminosi può causare una serie di patologie più o meno gravi e può renderci anche di cattivo umore

Quando, dopo calcoli matematici, si trovano, invece, in una condizione razionale, restringono l’apertura delle finestre: si attiva il Sistema Nervoso Corticale che ha a che fare più con la ragione che con l’esperienza sensoriale. In questa condizione l’organismo si trova in uno stato di contrazione e isolamento. Il primo caso, portato all’estremo - conclude Tolja - produrrebbe una casa di vetro, il secondo un bunker".

In sintesi, se cambia la nostra condizione psico-fisica cambia anche lo spazio intorno a noi. Allo stesso modo, se interveniamo sullo spazio può cambiare quel momento psico-fisico.

Lo spazio ideale è dato dall’alternanza tra luce e buio – Gli esperimenti descritti dal Dott. Tolja possono essere tradotti anche in questo modo: più finestre su più lati attivano una condizione di tipo viscerale, è stimolata la produzione di serotonina, si crea una condizione antidepressiva. Al contrario, spazi poco luminosi portano ad uno stato di chiusura e depressione.

Buio e luce sono inseparabili, ci insegna la Natura: per questo vanno interpretati come complementari e non come opposti. Il nostro benessere psico-fisico richiede una perfetta armonia ed equilibrio tra i due elementi. Così come avviene in Natura, l’uno non deve risultare eccessivo rispetto all’altro. La luce all’interno di un edificio deve avvicinarsi il più possibile, in quanto a ritmo, intensità e qualità, a quella esterna: bisogna vivere il decorso della luce del giorno, soprattutto nelle stanze più importanti.

L’architettura moderna produce spesso bunker o case di vetro. Spazi troppo luminosi causano stress, spazi troppo poco luminosi o illuminati artificialmente provocano, invece, una perdita della sincronizzazione con la Natura che viene pagata in termini di malattie e disagi psicologici.

Il Cambiamento è come un bel veliero, ogni giorno cerchiamo di migliorarlo, renderlo più bello e completo, per affrontare qualsiasi tempesta, ed arrivare ovunque, ma se Voi non ci aiutate a farlo galleggiare per fronteggiare il futuro, questo Veliero finirà in disarmo, non importa quanto sia bello e fin dove possa arrivare.
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3 lettori hanno commentato questo articolo commenta commenta
20 Settembre 2010 10:37, Fabio BKK ha scritto:
Complimenti per la velocita' di azione!
E complimenti anche per il sito che sto scoprendo un pezzo per volta...
20 Settembre 2010 10:25, redazione ha scritto:
ciao fabio, grazie della segnalazione e scusaci per la svista. l'immagine è stata sostituita. un saluto
20 Settembre 2010 10:14, Fabio BKK ha scritto:
Articolo interesante anche se la foto non mi sembra la piu' azzeccata (si tratta di una delle celle della prigione politica dei Khmer Rossi - chiamata anche Tuol Sleng - S21).
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