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Grecia in sciopero contro l'austerità, ma la 'dittatura' è internazionale

19 Ottobre 2011

Sciopero in Grecia
Lo sciopero Generale in Grecia sta paralizzando completamente il paese, isolato anche dai collegamenti con l'estero per via dell'assenza di voli

La Grecia si ferma. Per 48 ore, a partire da questa mattina, nessuno lavorerà. Chiuderanno le scuole, gli uffici postali, le banche, i supermercati tutte le attività commerciali, persino i ministeri. Fermi anche aerei, treni e navi, il paese resterà isolato. Si tratta dello sciopero più grande dalla caduta del regime dei colonnelli, nel 1974.

Scioperano anche i giornalisti per protestare contro i tagli e i licenziamenti imposti in molte redazioni: le edicole resteranno spoglie, gli studi televisivi deserti, vuote le redazioni di tutte le testate.

La situazione in Grecia è ormai insostenibile. Il governo di Giorgio Papandreou ha imposto misure di austerità eccezionali. Il nuovo piano che dovrebbe essere approvato domani prevede misure davvero drastiche, fra cui la riduzione degli stipendi del 60 per cento a circa 30mila impiegati, per la durata di un anno. E poi licenziamenti, tagli ai fondi pubblici e privatizzazioni e privatizzazioni e privatizzazioni.

Neanche si può affermare che sia colpa del premier greco. Si tratta semplicemente del collaudato modus operandi del sistema economico globale, attraverso le potentissime armi che portano il nome di Fmi, Bce, Commissione europea: approfittare dei paesi in difficoltà per depredarli delle proprie risorse. In alcune parti del mondo è necessaria la guerra, in altre è sufficiente il default.

E che la Grecia sia in default ormai è una certezza. Lo sanno bene i leader europei, che neanche parlano più di salvataggio e lasciano intendere che l'obiettivo delle manovre è piuttosto quello di attutire il colpo e salvaguardare la moneta unica.

"Ma allora, perché la 'troika' (Fmi, Bce e Commissione, ndr) non impone subito alla Grecia un default pilotato?" si chiede in un bell'articolo per il Manifesto del 5 ottobre Guido Viale. "Perché nel frattempo - si risponde -, con la scusa di evitarlo, la depreda; cioè, la fa depredare dalla finanza internazionale che è il suo mandante: stipendi, occupazione, pensioni, sanità, scuole, servizi pubblici, spiagge, isole, porti, tutto viene messo in vendita a prezzi di saldo, per costituire il 'tesoretto' da devolvere ai creditori; e per cedere alla finanza internazionale i beni comuni del paese".

È in quest'ottica che va letta la recente approvazione da parte della Commissione europea del pacchetto di misure chiamato "six-pack", la confezione da sei. Come spiega in un articolo Susan George, presidente onorario di ATTAC France, questo pacchetto approvato il 28 settembre scorso conferisce all'Unione una capacità decisionale senza precedenti riguardo l'approvazione dei bilanci dei singoli stati membri.

Spiega la George: "Cominciando con il 2012, gli europarlamentari e il Consiglio analizzeranno i bilanci nazionali prima ancora che i parlamenti nazionali possano esprimersi in alcun modo o persino che possano avere la possibilità di vederli. Se gli stati non diminuiscono il loro debito abbastanza rapidamente o se rifiutano i "suggerimenti" di bilancio di Bruxelles, entreranno in campo le misure obbligatorie. In caso di ulteriore recalcitranza da parte degli Stati membri, la sanzione può comportare depositare o pagare a fondo perduto lo 0,01, lo 0,02 o persino lo 0,05% del PIL del paese all'Unione Europea, a seconda di come severamente venga giudicata la non conformità dello stato".

Si tratta di un affondo decisivo. L'Europa si è accaparrata il diritto di decidere se, come e quando far fallire uno stato. Così, mentre i cittadini greci scioperano per rivendicare i loro diritti, la loro - la nostra - sovranità fugge via, e si avvicina un po' di più ai palazzi del potere globale.

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A.D.

3 lettori hanno commentato questo articolo commenta commenta
19 Ottobre 2011 20:38, Franco ha scritto:
La Grecia commise l'...imperdonabile errore di vendere i suoi porti alla Cina comunista, che, consapevole delle sue necessità di sfamare il popolo con derrate alimentari sempre meno producibili e prodotte nel sempre più cementificato e industrializzato suo territorio, si era previdentemente accaparrati e comprati anche vasti terreni agricoli in Africa da quei governi, affamati di soldi per i debiti con il FMI e costretti a vendere i loro "gioielli di famiglia".
L'Europa, sobillata dagli USA, che si erano resi conto che i furbi neocapitalistcomunisti stavano pagando Grecia e Africa CON IL PONDEROSO DEBITO-CREDITO USA-CINA, ha stoppato in una morsa la Grecia senza accorgersi che così si apriva al ricatto degli USA anche nei suoi confrontia. Solo lo "zoccolo duro" della Germania dell'euro potrà impedire la rappresaglia che tenderà a essere ritirata per tutto il tempo in cui il nuovo balzo del costo del petrolio causato dalla paventata minaccia di guerra all'Iran permetterà all'economia USA di recuperare il maggior numero possibile di dollari dai forzieri cinesi. La storia ha già dimostrato che l'ultima guerra mondiale, se non anche la prima, avvenne perchè un paese voleva vivere di rendita sui danni di guerra dell'altro.Ora, nei "corsi e ricorsi storici" di vichiana memoria e insegnamento, ai paesi si sostituiscono i sistemi, ma la musica è sempre la stessa! La musica però, a differenza dei films e delle chiacchiere, rimane impressa e riconoscibile per più generazioni talchè i sincopati direttori non tarderanno a essere sonoramente fischiati e smascherati.
19 Ottobre 2011 15:30, Fausto ha scritto:
Toc toc "Aspettando godot" c'é qulcuno alla porta.... Brussel dichiara guerra al Popolo Greco La Grecia è stata svenduta ai Banchieri, i banchieri vogliono essere serviti e protetti, Brussel soddisfa le loro richieste e manda come risposta alle manifestazioni che da mesi si susseguono nelle piazze la Famigerata Gendarmeria Europea = EUROGENDFOR. Questa è la prima missione che viene fatta (Ufficialmente) dalla gendarmeria Europea, era chiaro che prima o poi doveva essere messa alla prova per constatare la sua capacità in azione e quale sia la sua efficienza nel massacrare i cittadini Europei nel momento in cui chiedono i loro diritti fondamentali, questi "super man" sono stati formati su richiesta di alcuni stati della UE: Francia, Italia, Portogallo, Spagna e Olanda, da alcuni mesi anche la Romania fa parte di questa EGF "European Gendarmerie Forces", il Quartiere Generale si trova a Vicenza nella Caserma "Generale Chinotto", può essere usata come truppa Ausiliare per la NATO, UNO e OSZE, principalmente è attiva negli stati della UE che ne fanno richiesta in caso di sommossa. http://www.mentereale.com/articoli/brussel-dichiara-guerra-al-popolo-greco ps:Dopo l'antipasto ecco un primo Piatto 1 1=.........
19 Ottobre 2011 14:45, renato ha scritto:
La situazione greca è molto simile all'italiana. In entrambi i casi si può distinguere il debito pubblico da quello privato, anche se entrambi si vanno a sommare nelle varie considerazioni. Il debito pubblico incontrollato è da ascrivere alla cattiva amministrazione. Anche in Grecia il nepotismo e la ricerca o conferma di voti hanno indotto i partiti a seguire una certa politica, accettata dalla maggioranza della popolazione, che poteva portare solo al rosso contabile. Inoltre. in Grecia, una parte considerevole del debito pubblico è costituito da prodotti bancari nefasti che certi funzionari pubblici si sono lasciati "rifilare" da dei marpioni. Il debito privato è costituito in massima parte da perdite subite da cittadini-investitori e banche che si trovano in possesso di titoli il cui valore reale è solo una parte, a volte minima, del nominale. Mettiamo nello stesso calderone i due debiti ed abbiamo la situazione economica reale. Una "conversione a lungo termine" del debito avrebbe come conseguenza perdite nelle parti interessate ma con la prospettiva di riprendersi. Ciò però non sta bene soprattutto alle grandi banche straniere che in Grecia hanno investito. Ecco perché le danze di Merkel e Sarkozi. Delinquenti sono coloro che architettarono la colossale frode. Non da meno sono i sistemi bancario e finanziario che si prestarono al gioco. Ma sia i cittadini-investitori che i "proletari" non possono chiamarsi fuori dalle responsabilità. Ognuno, pescando nel calderone, troverà tracce del proprio agire...diciamo egoistico . E non aiutano certo i media che condiscono il variegato menù con abbondante faziosità.
AZIONI
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