Il Cambiamento RSS FaceBook

Crisi

Il nostro tempo è adesso, non trasformiamolo in una sala d'attesa

Il 9 aprile è stato un giorno di mobilitazioni e proteste, mai come in questo momento legittime e necessarie, contro la precarietà e l'annientamento del mondo del lavoro vissute nello slogan "il nostro tempo è adesso". Una manifestazione organizzata con l'appoggio di esponenti del mondo politico e sindacale, gli stessi che negli anni passati hanno contribuito a creare il problema.

di Marco Cedolin - 11 Aprile 2011

nostro tempo adesso
Il 9 aprile è stato un giorno di mobilitazioni e proteste contro la precarietà e l'annientamento del mondo del lavoro vissute nello slogan “il nostro tempo è adesso”

Quello del 9 Aprile, a Roma e in varie città d'Italia è stato un sabato di mobilitazioni e proteste contro la piaga della precarietà e più in generale contro la demolizione del mondo del lavoro che pregiudica le prospettive occupazionali di giovani e meno giovani, contribuendo a ridurre sul lastrico una marea di famiglie.

Proteste quanto mai legittime, soprattutto in un momento come quello attuale nel quale il baratro della disoccupazione e della precarietà sta approfondendosi sempre più, senza che la classe politica sembri intenzionata a proporre una qualche soluzione. Proteste colorate e pacifiche, vissute nello slogan "il nostro tempo è adesso" che campeggiava su molti striscioni, fra i giovani partecipanti alle manifestazioni.

Proteste sacrosante che meritano tutta la nostra condivisione, ma al contempo stridenti di contraddizioni manifeste che balzerebbero all'occhio anche ad un osservatore disattento.

Perché una protesta contro la precarietà e l'annientamento del mondo del lavoro, vissuta unicamente nella difesa di status quo che non esistono più e priva di un messaggio forte che domandi a gran voce l'abolizione della legge 30 e l'istituzione di un reddito di cittadinanza, uniche pietre miliari sulle quali si potrebbe tentare di costruire almeno i presupposti perché i lavoratori italiani possano riconquistare un minimo di dignità?

Perché una protesta contro la precarietà e la disoccupazione, a braccetto con tutti coloro, Cgil, PD, Idv, Verdi, Comunisti Italiani, Federazione della Sinistra (ed altri che ho dimenticato) che hanno contribuito a creare il problema, firmando e sottoscrivendo ogni genere di accordo o provvedimento legislativo che è stato determinante per creare precarietà e disoccupazione?

Vedere l'ex ministro Damiano che coccolò la legge Biagi durante gli anni in cui era al governo, insieme alla Cgil che della legge 30 avallò la nascita, inveire contro le situazioni da loro stessi create, genera un po' d'imbarazzo, facendo sì che l'aria fresca diventi stantia e s'inizi a percepire il lezzo dell'ipocrisia.

Per tutti, giovani e meno giovani, il nostro tempo è adesso, ma urliamolo forte, pretendendo i diritti che sarebbero basilari in qualsiasi paese civile e soprattutto urliamolo senza falsi megafoni e sanguisughe della politica e del mondo sindacale che difendono solamente la loro poltrona, arrivando al punto di contestare quello che loro stessi hanno costruito, pur di difendere il proprio status quo.

Se non urleremo forte e non avremo il coraggio di rifiutare il braccio di chi ha costruito questo inferno, il nostro tempo non arriverà mai e vivremo eternamente in una sala d'attesa fatta di false promesse e perline colorate.

Il Cambiamento è come un bel veliero, ogni giorno cerchiamo di migliorarlo, renderlo più bello e completo, per affrontare qualsiasi tempesta, ed arrivare ovunque, ma se Voi non ci aiutate a farlo galleggiare per fronteggiare il futuro, questo Veliero finirà in disarmo, non importa quanto sia bello e fin dove possa arrivare.
SE PENSI CHE IL CAMBIAMENTO
VALGA ALMENO UN EURO AL MESE
CLICCA QUI
PAEA CONSIGLIA
L'anticasta. L'italia che funziona
Un libro per quanti sognano ancora di “cambiare il Paese”, piuttosto che di “cambiare Paese”.La denuncia coraggiosa della Casta, che inizialmente aveva alimentato grandi... continua
Un lettore ha commentato questo articolo commenta commenta
12 Aprile 2011 13:47, diversamente occupate ha scritto:
Certamente molti politici che hanno provocato questa situazione pensano di poter mettere il cappello su una manifestazione nata per volontà di associazioni di precari e precarie che hanno invece ben chiaro con l'avvallo di chi e come la precarietà abbia avuto inizio in Italia. E' una loro illusione che qualcuno si aspetti qualcosa da loro. Se qualcosa dovessero farlo, accoglieremo l'inaspettata sorpresa.

Rispetto al sindacato, che quegli accordi li ha firmati, per quanto riguarda noi (Diversamente occupate), tra i gruppi promotori della manifestazione, abbiamo deciso innanzitutto di dare fiducia al comitato di Giovani Non+ disposti a tutto, che sta provando a portare cambiamento nella Cgil e a porre all'ordine del giorno il problema del precariato, perché l'assunzione di responsabilità che la segretaria Camusso ha espresso (anche in un'intervista presente nel numero della rivista Dwf "Lavoro. Se e solo se") abbia un seguito concreto.

Anche in questo caso questo non significa che al sindacato deleghiamo la lotta che vogliamo portare avanti e che staremo in attesa del loro intervento, ma che siamo aperte, come le altre associazioni che hanno aderito, ad alleanze possibili, purché sia chiaro che i nostri obiettivi non sono dell'ordine di qualche gentile concessione.

L'obiettivo è un sistema di welfare universale, la continuità del reddito, i diritti di maternità, malattia, formazione, sciopero a tutti i lavoratori e le lavoratrici. Per noi la piazza di sabato è stata un inizio, uno spazio di condivisione tra reti diverse e un messaggio a quanti sono precari e pensano ancora che si tratti di una sciagura individuale cui rispondere con soluzioni individuali. È significativo della cultura di questo paese non dare fiducia e valore a mobilitazioni di associazioni e gruppi e reti di giovani che hanno fatto un enorme lavoro di tessitura per unire le forze e le pratiche di migliaia di precari in tutta Italia.

Far sperimentare a questo paese le conseguenze della nostra indisponibilità è il prossimo passo ed è a questo a cui dobbiamo lavorare d'ora in avanti.

Diversamente Occupate - http://diversamenteoccupate.blogspot.com/
AZIONI
stampa invia SCRIVI ALL'AUTORE commenta 1 commento
CONDIVIDI
Condividi su Facebook Condividi su Ok Notizie Condividi su Fai Informazione Condividi su del.icio.us Condividi su Twitter Condividi su Digg Condividi su Technorati Condividi su Google


EVENTI CORRELATI
IN VETRINA
Rifiuti Zero - Una Rivoluzione in Corso


Autore: Paul Connect
Casa editrice: Dissensi
Leggi la scheda...

STRUMENTI PER IL CAMBIAMENTO

Filtro sottolavello con rubinetto a 3 vie

Il kit filtro AQ5 ad uso domestico è la tecnologia appropriata per ripristinare le proprietà organolettiche senza alterare il contenuto salino dell'acqua e con la garanzia di... continua € 433,58
VEDI GLI ALTRI STRUMENTI
 

Economie

Ufficio di Scollocamento
Vuoi passare
dal virtuale al reale?

VAI ALL'AREA INCONTRI!

RUBRICHE

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

I BLOG DEL CAMBIAMENTO

Chiara Quiri

A Casa di Bio

di Chiara Quiri
Luca Lombroso

Clima e dintorni

di Luca Lombroso
Daria e  Marco

Daria & Marco

di Daria e Marco
Giancarlo Tarozzi

Guarire è Crescita

di Giancarlo Tarozzi
Cristiano  Bottone

Io e la Transizione

di Cristiano Bottone
Pierluigi Paoletti

La nave dei folli

di Pierluigi Paoletti
Gianni Davico

La vita 2.0

di Gianni Davico
Tamara Mastroiaco

La voce dell'astice

di Tamara Mastroiaco
Chiara Canzi

no.profit

di Chiara Canzi
Claudia Bruno

NoiAltre

di Claudia Bruno
Zoran Menez

Petrolio

di Zoran Menez
Carmela La Salandra

Riciclando

di Carmela La Salandra
Marina Díaz i Jurnet

Tre, Due, Uno

di Marina Díaz i Jurnet
E-Commerce PAEA
TRE - Tecnici Risparmio Energetico