Il Cambiamento RSS FaceBook

SPECIALE » Se indignarsi non basta

Il movimento degli Indignados e la crisi finanziaria

La crisi ha rivelato il grado in cui le società occidentali hanno dogmaticamente affidato il loro rapporto con il futuro ai mercati finanziari, partendo dalla volontà di non perdere né rischiare mai. Eppure non è questo il solo modo in cui le società hanno organizzato e concettualizzato il loro rapporto con il lungo periodo. Lo dimostra il modo in cui avvengono gli scambi economici in Imerina, nel Nord del Madagascar.

di Flaminia Ripani - 14 Ottobre 2011

crisi finanziaria soldi
La crisi ha rivelato il grado in cui le società occidentali hanno dogmaticamente affidato il loro rapporto con il futuro ai mercati finanziari

La crisi finanziaria, che ha colpito le economie mondiali nel 2007 e le cui conseguenze continuano a farsi sentire, sta dando luogo al movimento degli Indignados che a partire dalla Spagna ha attraversato l’oceano per arrivare negli Stati Uniti e poi tornare in Italia, mostrando così sempre più profondamente di essere 'la crisi' del rapporto delle società occidentali con il loro futuro, ovvero una crisi del lungo periodo. Senza dubbio la crisi ha portato con sé un sentimento di incertezza generalizzato.

E tuttavia, fino a quando i mercati finanziari funzionavano sembrava (ufficialmente) che non ci fossero dubbi circa il futuro di crescita e di abbondanza che il modello di sviluppo occidentale avrebbe garantito e stava difatti creando. Quando i mercati finanziari 'funzionavano' il futuro sembrava avere un futuro. E tuttavia, non appena i mercati hanno smesso di funzionare è sorta l’angoscia data dall’impressione che proprio il futuro stesse chiudendo le sue porte dorate all’Occidente.

La crisi sta così rivelando il grado in cui le società occidentali hanno dogmaticamente affidato il loro rapporto con il futuro, e la fiducia che in esso si ripone, ai mercati finanziari. Non è un caso se le misure volte ad affrontare la crisi sono state guidate dall’imperativo di ridare liquidità ai mercati: sino a quando i mercati non mostrano segnali di ripresa la fiducia nelle possibilità future sembra fuggire sempre più lontano.

E tuttavia, se i mercati finanziari sono il luogo a cui l’Occidente ha affidato il suo rapporto con il lungo periodo, viene da chiedersi quale sia il principio che ne regge il funzionamento. Seguendo un economista che viene quanto mai nominato in tempi di crisi- Jhon Maynard Keynes- i mercati sono radicati nel principio della liquidità. Per liquidità si intende il principio grazie al quale i titoli rappresentanti gli investimenti possono essere scambiati tra di loro senza limiti di tempo o di spazio (per questo la moneta è considerata il titolo liquido per eccellenza).

Quando la liquidità sfugge dai mercati le crisi arrivano, e gli investimenti, come qualsiasi attività reale, che prima venivano indiscriminatamente finanziati, non possono più esserlo. Invero, ciò che la liquidità rende possibile è investire avendo l’impressione di poter sfuggire il rischio inerente l’investimento stesso, rifiutando in principio la possibilità di perdere, senza che sia quindi necessario interessarsi all’andamento reale degli investimenti.

Le società occidentali avendo affidato il rapporto con il lungo periodo ai mercati finanziari, l’hanno invero costituito sulla volontà individuale di trattenere per sempre e ovunque ciò che si ha in forma di moneta, ovvero sulla volontà di non perdere né rischiare mai, quando perdere e rischiare sono due condizioni senza cui ciò che non si conosce, ovvero il futuro, non può invece propriamente mai arrivare. E tuttavia, questo non è il solo modo in cui diverse società hanno organizzato e concettualizzato il loro rapporto con il lungo periodo.

imerina
In Imerina, nel nord del Madagascar, la terra Ancestrale può passare di mano in mano, ma non può mai essere posseduta

Lo scambio in Imerina

Le ricerche antropologiche di Maurice Bloch [1] (London School of Economics) circa il modo in cui si svolgono gli scambi economici in Imerina - Nord Madagascar - rivelano un differente modo di relazionarsi con il lungo periodo. In Imerina gli scambi economici non sono sottoposti a nessuna valutazione morale, e tuttavia la compravendita dei terreno è proibita. Tale divieto dipende dall’energia degli antenati, la quale è contenuta e circola nelle profondità della terra Malgasciana e la cui integrità dev’essere mantenuta, poiché da questa dipende il benessere nel lungo periodo.

La terra Ancestrale può passare di mano in mano, ma non può mai essere posseduta. Tutti i restanti beni economici possono invece essere posseduti e tuttavia, devono anche essere lasciati andare gradualmente nel corso della vita e definitamente alla morte dell’individuo che li possiede, al fine di vivificare l’energia ancestrale. I Merina reputano altamente rischiosa la volontà individuale di competere con l’energia Ancestrale, poiché quest’ultima quando individualmente trattenuta non circolerebbe più mettendo a rischio il benessere futuro.

Per i Merina la limitata vita individuale non deve invero competere con ciò che non può mai essere posseduto: l’esistenza di lungo periodo di tutti gli uomini. L’energia ancestrale che scorre nelle profondità della terra è simbolo del lungo periodo inteso come quella dimensione che unisce gli individui nello spazio e attraverso i tempi, la quale è già da prima della nascita e dopo la morte del singolo. Il singolo individuo per accedere a questo spazio condiviso deve accettare la dimensione della perdita durante la vita. Se in Imerina il rapporto con il lungo periodo è governato da un principio di perdita è perché l’attività economica deve conoscere un limite, che invero consiste nella riproduzione degli individui nel tempo e delle uguali possibilità a loro aperte già da ora.

crisi mercati finanziari
"Ciò che l’attuale crisi finanziaria globale sta rivelando è il lungo periodo - il futuro - nella sua propria abissalità che sfugge ad ogni controllo individuale"

Il lungo periodo: dopo o è già qui?

Il lungo periodo, cosi come lo intendiamo noi, è un particolare tempo che verrà – 'dopo' - e 'la crisi' ha mostrato come il suo stesso arrivare è visto dipendere dal funzionamento dei mercati finanziari, ovvero è costruito sulla volontà individuale di trattenere e mai di perdere. E tuttavia, in Imerina, il lungo periodo non è un tempo che arriverà poi ma, è quella dimensione che già da sempre sostiene l’umanità e della cui attività umana non può fare a meno.

La dimensione del lungo periodo è per i Merina già qui da sempre, simboleggiata dall’energia ancestrale che vivifica la terra, per unire uomini nel tempo e nello spazio che gli accedono perdendo ciò che già hanno per consentire alla creatività di dare i suoi frutti e così alla ricchezza di arrivare.

Il futuro è la dimensione che unisce diversi individui, distanti culture, e le generazioni attraverso il tempo. La volontà individuale di trattenere corrisponde alla volontà di porsi al di sopra del tempo e dell’esistenza di tutti gli uomini, e invero corrisponde ad una mancanza di fiducia nel futuro e nelle possibilità creative umane.

E tuttavia, l’esperienza culturale dei Merina mostra come come l’accesso a tale dimensione, condivisa da tutti gli uomini, richieda il previo contatto individuale con la dimensione della perdita, che invero - come sostenuto da Massimo Amato (Università Bocconi) - ad oggi è e continua ad essere rifiutata, facendola così accadere per tutti, inaspettatamente e indifferenziatamente in tempi di crisi. Ma allora, si potrebbe affermare, ciò che l’attuale crisi finanziaria globale sta rivelando è il lungo periodo - il futuro - nella sua propria abissalità che sfugge ad ogni controllo individuale.

1. Parry, J., Bloch, M., (1989): “Money and morality of exchange” Cambridge University Press, Cambridge

Il Cambiamento è come un bel veliero, ogni giorno cerchiamo di migliorarlo, renderlo più bello e completo, per affrontare qualsiasi tempesta, ed arrivare ovunque, ma se Voi non ci aiutate a farlo galleggiare per fronteggiare il futuro, questo Veliero finirà in disarmo, non importa quanto sia bello e fin dove possa arrivare.
SE PENSI CHE IL CAMBIAMENTO
VALGA ALMENO UN EURO AL MESE
CLICCA QUI
PAEA CONSIGLIA
Futuro sostenibile. Le risposte eco-sociali alle crisi in Europa
Sachs e l’équipe da lui coordinata al Wuppertal Institut analizzano i principali fattori della crisi ecologica e sociale globale e propongono ai paesi industrializzati un’agenda... continua
La sfida del bruco
L'autore sostiene che una crescita illimitata, come quella perseguita tenacemente dall'economia contemporanea, è in evidente contrasto con il funzionamento della biosfera, ed oltre a... continua
Il vicolo cieco dell'economia
È inutile "mettere la freccia a sinistra", se non si può sorpassare. E il sorpasso del capitalismo, anche da sinistra, è impossibile se se ne condivide... continua
Un lettore ha commentato questo articolo commenta commenta
14 Ottobre 2011 18:46, Franco ha scritto:
Molto, molto interessante questo articolo sulle ricerche antropologiche di Maurice Bloch e particolarmente illuminanti le spiegazioni sul concetto di energia ancestrale collegata indissolubilmente alla vita finita dell'individuo nell'accettazione culturale della perdita in contrapposto al possesso e all'accumulo proprietario che invece domina e guida la mentalità e l'azione capitalista in particolare dell'occidente industrializzato.
Mi va il pensiero sull'assurda -teologicamente e anche razionalmente-trasposizione ufficiale e canonica del Genesi, e da questo in altri testi biblici, dei termini primigenii "custodire" e "educare" in "dominare" e "assoggettare".
Quanto male ( discriminazioni, guerre, razzismo,distruzioni, desertificazioni, genocidi) continuano a fare queste interpretazioni, quanto disdoro, scandalo e avversione portano alle stesse religioni da parte degli oppressi da quel modo di tradurre e concepire un dovere di riconoscenza ancestrale dell'uomo e di tramutarlo invece in un potere di approfittamento e sorpuso!
Mi auguro che questa rivolta giovanile non si fermi alla superficie -coriaceamente e pervicacemente costruita da disumani interpretatori e predicatori- e sappia giungere, con il pensiero e la determinazione nella ricerca della verità, alle vere radici della convivenza umana. Utopia? No! E' verità e giustizia, che possono finalmente diventare modo di vivere e di far vivere, presente, che vive per il futuro e con il futuro.
AZIONI
stampa invia SCRIVI ALL'AUTORE commenta 1 commento
CONDIVIDI
Condividi su Facebook Condividi su Ok Notizie Condividi su Fai Informazione Condividi su del.icio.us Condividi su Twitter Condividi su Digg Condividi su Technorati Condividi su Google


PAROLE CHIAVE
crisi  finanza  economia  indignati 
ARTICOLI CORRELATI
EVENTI CORRELATI
IN VETRINA
Rifiuti Zero - Una Rivoluzione in Corso


Autore: Paul Connect
Casa editrice: Dissensi
Leggi la scheda...

STRUMENTI PER IL CAMBIAMENTO

Lampadina Led 6W -220V - Luce bianca

Nuova lampadina a LED, ideale in casa per risparmio energetico (solo 6W=c.a 60W tradizionali ) e lunga vita (oltre 50.000 ore), ma anche in baite con impianto luce alimentato a 220V tramite... continua € 26,40
VEDI GLI ALTRI STRUMENTI
 

Economie

Ufficio di Scollocamento
Vuoi passare
dal virtuale al reale?

VAI ALL'AREA INCONTRI!

RUBRICHE

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

I BLOG DEL CAMBIAMENTO

Chiara Quiri

A Casa di Bio

di Chiara Quiri
Luca Lombroso

Clima e dintorni

di Luca Lombroso
Daria e  Marco

Daria & Marco

di Daria e Marco
Giancarlo Tarozzi

Guarire è Crescita

di Giancarlo Tarozzi
Cristiano  Bottone

Io e la Transizione

di Cristiano Bottone
Pierluigi Paoletti

La nave dei folli

di Pierluigi Paoletti
Gianni Davico

La vita 2.0

di Gianni Davico
Tamara Mastroiaco

La voce dell'astice

di Tamara Mastroiaco
Chiara Canzi

no.profit

di Chiara Canzi
Claudia Bruno

NoiAltre

di Claudia Bruno
Zoran Menez

Petrolio

di Zoran Menez
Carmela La Salandra

Riciclando

di Carmela La Salandra
Marina Díaz i Jurnet

Tre, Due, Uno

di Marina Díaz i Jurnet
E-Commerce PAEA
TRE - Tecnici Risparmio Energetico