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Greenpeace: l’Eco-guida ai prodotti elettronici. HP in testa

Greenpeace ha presentato ieri la versione aggiornata dell’Eco-guida ai prodotti elettronici, che vede HP sorpassare Dell e Nokia e ottenere il miglior punteggio in termini di sostenibilità della sua produzione. L’ultima edizione della ricerca di Greenpeace valuta quindici aziende IT su tre parametri: politica energetica, eco-compatibilità dei prodotti, sostenibilità della filiera.

di Greenpeace - 10 Novembre 2011

elettronica
La Eco-guida ai prodotti elettronici ha determinato significativi miglioramenti nell’industria IT, come l’estromissione di sostanze pericolose o inquinanti dalla produzione

Greenpeace ha presentato ieri la versione aggiornata dell’ Eco-guida ai prodotti elettronici, che vede HP sorpassare Dell e Nokia e ottenere il miglior punteggio in termini di sostenibilità della sua produzione.

L’ultima edizione della ricerca di Greenpeace valuta quindici aziende IT su tre parametri: politica energetica, eco-compatibilità dei prodotti, sostenibilità della filiera. La novità di questa edizione è che le aziende vengono anche valutate per le emissioni di gas serra prodotte dall'intera catena produttiva; dalle materie prime dei singoli componenti alla produzione, fino alla fase di recupero a fine-vita dei prodotti, nonché per l’impegno a utilizzare energia da fonti rinnovabili.

“Molte aziende hanno già accettato di mettere al bando le sostanze chimiche più pericolose [1]. Ora chiediamo loro di migliorare sul piano dell’approvvigionamento dei minerali necessari e di gestire i consumi energetici con criteri di maggiore efficienza lungo tutta la filiera”, commenta Salvatore Barbera, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia.

“HP arriva in testa alla classifica con ottime performance sulla misurazione e riduzione delle emissioni di CO2 nella scelta delle materie prime e nella produzione e sostenendo una legislazione più ambiziosa in materia di salvaguardia del clima. Tuttavia ognuna delle aziende incluse nella nostra classifica mostra ampi margini di miglioramento su questi parametri e per ciascuna vi è l’opportunità di esprimere in futuro una reale leadership nel contenere gli impatti sul clima” conclude Barbera.

eco guida greenpeace
L’ultima edizione della ricerca di Greenpeace valuta quindici aziende IT su tre parametri: politica energetica, eco-compatibilità dei prodotti, sostenibilità della filiera

L’azienda produttrice di computer Dell arriva seconda, ma con un balzo in avanti di 10 posizioni rispetto all’ultima classifica. Dell ottiene una buona performance per avere i target climatici più ambiziosi: ridurre del 40% le proprie emissioni da qui al 2015.

Dopo due anni al top della classifica, Nokia è invece scivolata dal primo al terzo posto, principalmente a causa di deboli performance sul fronte dell’uso di energie pulite.

La Research in Motion (RIM), azienda produttrice dei telefoni BlackBerry, viene classificata per la prima volta ma si piazza in fondo alla classifica, soprattutto a causa dell’incompletezza e poca trasparenza nella documentazione delle sue performance ambientali.

I nuovi criteri di valutazione introdotti nella Eco-guida ai prodotti elettronici si basano sulla possibilità di creare un’industria elettronica davvero sostenibile. I prodotti elettronici prevedono un impiego intenso di energia e materie prime: la nuova guida mostra come le aziende dell’IT possano fare da apripista, riducendo i propri consumi energetici e utilizzando il loro peso industriale a sostegno di una legislazione più ambiziosa in materia di energia verde.

Note

[1] La Eco-guida ai prodotti elettronici ha determinato significativi miglioramenti nell’industria IT, come l’estromissione di sostanze pericolose o inquinanti dalla produzione. L’Eco-guida è parte di una più ampia campagna di Greenpeace per spingere l’industria dell’elettronica a trovare soluzioni per la riduzione delle emissioni di gas serra a livello globale.

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Un lettore ha commentato questo articolo commenta commenta
10 Novembre 2011 13:17, Masque ha scritto:
Sarebbe interessante se in queste indagini tenessero anche conto della durabilità dei prodotti e delle loro politiche di marketing. Ad esempio, se un'azienda fa un marketing molto aggressivo, spingendo i consumatori a cambiare molto frequentemente il proprio prodotto con nuove versioni, dovrebbe venire penalizzata parecchio. In modo simile, se vengono commercializzati prodotti sottocosto che si rompono facilmente e risultano più costosi alla riparazione, che non alla sotituzione, dovrebbe venire penalizzata. In etrambi i casi si generano moltissimi rifiuti inutili e si forza una produzione costante di nuovi apparecchi, che non sarebbe necessaria, se la gente non fosse costretta o spinta psicologicamente a sostituire quelli che attualmente ha. Mi vengono in mente proprio due aziende che, nel tempo, sono salite di graduatoria nelle classifiche di Greenpeace. Il migioramento è dovuto all'impiego di materiali meno inquinanti, ma tuttavia, penso che sia scorretto considerarle aziende "verdi" proprio per le loro politiche che producono obsolescenza forzata. Una delle due aziende a cui mi riferisco, è Apple, l'altra proprio HP.
AZIONI
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