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Francia, il batterio killer colpisce 7 bambini. Avevano mangiato carne

17 Giugno 2011

hamburger
Sette bambini francesi si sono sentiti male dopo aver consumato hamburger surgelati

Dalla Germania alla Francia, il batterio killer continua a generare allarme in Europa. Ieri sette bambini francesi sono stati ricoverati in ospedale a Lille con sintomi compatibili con quelli provocati dal batterio Escherichia Coli. I bambini si sono sentiti male dopo aver consumato hamburger surgelati di marca Steak Country acquistati in un supermercato appartenente alla catena internazionale Lidl.

La carne tritata che ha provocato l'intossicazione dei piccoli proveniva dalla Germania. L'azienda produttrice è la Seb, con sede nella Francia settentrionale, che ha precisato di aver confezionato gli hamburger con carne lavorata sul posto, ma proveniente da capi bovini macellati appunto in Germania.

Il ministro della Salute italiano Ferruccio Fazio ha rassicurato i consumatori italiani affermando che “possono stare tranquilli”. Fazio ha inoltre ricordato che ieri i carabinieri dei Nas, su disposizione del ministro della Salute, hanno sequestrato in provincia di Verona circa 5 tonnellate di carne - tra hamburger e polpette - a marchio Steaks Country, dell'azienda francese che è all'origine dell'infezione per batterio E.coli che ha colpito i bambini francesi. Si tratta di 1570 confezioni di hamburger da un chilo e 4mila confezioni di polpette da 900 grammi.

Il sequestro è avvenuto nella piattaforma logistica della Lidl, che sta collaborando con i Nas e si sta occupando del ritiro dai suoi punti vendita dei prodotti 'sospetti'. I campioni dei prodotti, che costituiscono la gran parte degli hamburger e polpette Steaks Country presenti in Italia, saranno analizzati dall'Istituto Zooprofilattico di Padova per verificare la presenza di batteri infettivi. La restante parte degli hamburger e polpette Steaks Country verranno sequestrati domani dai Nas.

La Commissione europea ha confermato le informazioni delle autorità sanitarie francesi secondo cui quello di Lille non è lo stesso ceppo di Escherichia Coli che ha provocato 39 vittime in Germania. “È virulento, forte, ma non è lo stesso”, ha riferito Frederic Vincent, portavoce del commissario Ue alla Salute John Dalli.

Eppure, secondo l'Enpa e numerosi ricercatori, il caso dei bambini francesi sembra confermare che il vero 'colpevole' dell'infezione causata dall'Escherichia Coli si annida negli allevamenti intensivi.

L'Escherichia coli è infatti un batterio che vive nell’intestino dei mammiferi e che si diffonde nell’ambiente e si trasmette ai vegetali attraverso le deiezioni usate per concimare i campi. Inoltre la variante isolata presenta un alto tasso di resistenza agli antibiotici.

Pertanto, come ha spiegato l'Enpa, “gli ultimi sviluppi dell’infezione potrebbero confermare che il panico che negli ultimi giorni si era creato sul consumo di prodotti vegetali rappresentava soltanto una 'faccia della medaglia' poiché i cetrioli, la soia e i germogli sono semplici vettori dell’infezione mentre il vero focolaio potrebbe trovarsi proprio all’interno delle stalle”.

Ciò che sta succedendo in Germani ed in Francia dovrebbe dunque secondo l'associazione rappresentare un monito per tutti: “gli allevamenti sono non soltanto crudeli, economicamente insostenibili e inquinanti, ma rappresentano anche una minaccia concreta e diretta per la nostra salute”. Il problema è inoltre aggravato dall'uso eccessivo di antibiotici negli allevamenti che “renderebbe questo batterio molto resistente ai trattamenti farmacologici”.

L'Enpa ribadisce pertanto la necessità di intervenire tempestivamente per evitare di trovarci in futuro “a gestire situazioni ancora più drammatiche”.

A.P.

 
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