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Diritti umani

Sovranità alimentare: si chiude il primo forum europeo

Si è chiuso ieri, 21 agosto 2011, il primo forum europeo sulla sovranità alimentare tenutosi a Krems, in Austria, dove si sono riuniti oltre 400 delegati provenienti da 34 Paesi e 120 organizzazioni. Servono scelte sostenibili per affrontare la crisi alimentare e restituire dignità ai produttori locali.

di Daniela Sciarra - 22 Agosto 2011

terra grano
Si è chiuso ieri, 21 agosto 2011, il primo forum europeo sulla sovranità alimentare

La sovranità alimentare è stata proposta dal movimento contadino internazionale Via Campesina nel 1996. È cresciuta così tanto da subire una critica della politica neoliberista che fornisce un quadro completamente diverso sull'organizzazione di politiche alimentari e agricole a livello internazionale, regionale e locale. Il primo Forum risale al 2007, in Mali. Da allora il quadro delle politiche, dei diritti e delle buone pratiche legate alla sovranità alimentare è stato ulteriormente sviluppato e, infatti, il Forum di Krems, ha l’obiettivo di consolidare il dibattito in Europa.

I principi della sovranità alimentare risuonano negli interventi, nei dibattiti e gruppi di lavoro che caratterizzano la 6 giorni del forum – iniziato il 16 agosto scorso – e coinvolgono oltre 600 agricoltori, cittadini, consumatori, ma anche opinion leader e osservatori provenienti da Africa, Asia, Nord America e America Latina.

Al Forum si sottolinea come l’Europa debba prendere atto del fatto che, almeno fino ad oggi, non sia riuscita nell’intento di delineare un sistema agroalimentare in grado di contrastare la crisi alimentare che purtroppo lascia senza cibo ancora 1 miliardo di cittadini nel mondo. Ma quale ruolo l’Europa deve ricoprire in questo senso e quali strategie deve mettere in atto per delineare un sistema agro-alimentare alternativo e sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale?

Da Krems c’è chi ha sottolineato come l'Unione Europea non debba servire gli interessi delle corporazioni alimentari e soprattutto nella fase attuale di riforma della Politica agricola comune (PAC). “Solo se la PAC post 2013 sarà fondata sul concetto di sovranità alimentare, - ha spiegato Irmi Salzer co-organizzatore del Forum - può essere assicurata la sopravvivenza del miliardo e mezzo di contadini e delle aree rurali più povere”.

Ma il tema dell’agricoltura sostenibile non riguarda solo le comunità più fragili e i paesi in via di sviluppo e, infatti, l’Europa deve occuparsene seriamente. La Politica Agricola Comune impegna il 40% circa del bilancio comunitario, influenzando direttamente le politiche alimentari dei 27 Paesi membri dell’Unione e condiziona il futuro della loro agricoltura a livello mondiale.

Nel 2014 entrerà in vigore la nuova PAC che dovrà tener conto del fatto che l’attuale sistema del settore agricolo e dell’industria alimentare in Europa è ancora lontano dalla sostenibilità da molti punti di vista: sociale, economico, ambientale ed etico. Il cibo non è solo una merce e la riforma della Pac deve essere l’occasione per affermare un sistema capace sia di garantire cibo a prezzi e quantità non influenzabili dalla speculazione, sia di immettere sul mercato alimenti sani per i consumatori, prodotti nel rispetto dell’ambiente, del lavoro, del benessere animale.

Il concetto di Sovranità Alimentare è nato in risposta al sistema neoliberista e come alternativa sia per le politiche alimentari locali, regionali e internazionali, sia come alternativa alle politiche agricole. Parlare di sovranità alimentare vorrà dire porre al centro la questione dei diritti nel mondo; dare centralità al diritto di accedere e produrre alimenti localmente, garantendo l’accesso ai beni comuni, alla terra e all’acqua. E vorrà dire anche sostenere lo sviluppo di filiere corte e produzioni locali che garantiscono un maggior equilibrio ambientale e quindi un modo concreto per contribuire alla lotta ai mutamenti climatici e alle sue conseguenze. Fenomeni che pesano maggiormente proprio sull’agricoltura rurale e sulle popolazioni più esposte alla fame.

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3 lettori hanno commentato questo articolo commenta commenta
24 Agosto 2011 20:39, Jaulleixe ha scritto:
Ciao Daniela. Hai sicuramente ragione intorno alla complessità dell'argomento. La domanda era infatti rivolta indirettamente anche alle istituzioni, che solitamente bypassano sistematicamente i temi caldi: ci si chiedeva in sostanza se era la complessità o l'assenza di tale specifico tema che aveva determinato il taglio dell'articolo... grazie ancora di aver risposto
23 Agosto 2011 22:37, Daniela ha scritto:
Grazie Jaulleixe del commento. Sono d'accordo con te sull'importanza di trattare il tema dell'allevamento intensivo rispetto alla Sovranità alimentare. Ma credo anche che il tema, proprio perchè complesso e legato a doppio filo a molti altri aspetti - dal diritto al cibo all'accesso alla terra, dalla tutela del territorio al benessere animali, etc.. - richieda una trattazione specifica, magari attraverso un nuovo articolo. Grazie, ciao
23 Agosto 2011 19:59, Jaulleixe ha scritto:
Molto interessante, ma non è stato approfondito il ruolo e soprattutto il peso dell'allevamento intensivo all'interno dello sfruttemento dei terreni ad uso agricolo e della progressiva riduzione ad aree non più coltivabili di alcuni territori? Grazie comunque di qualunque risposta
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