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Effetto Farfalla

Scegliere i prodotti in fondo allo scaffale, e se non fosse 'un caso'?

Che si tratti di insalata o di una scatola di biscotti, molti di noi quando si trovano al supermercato tendono a scegliere i prodotti collocati nella parte più profonda degli scaffali. E se dietro questo movimento istintivo si celasse la paura di accettare quello che ci capita?

di Daniela Mazzoli - 24 Febbraio 2012

carrello supermercato
Molti di noi quando si trovano al supermercato tendono a scegliere i prodotti collocati nella parte più profonda degli scaffali. Perché?

Non so se lo fanno solo le donne. Ma quando vado al supermercato mi accorgo che lo fanno continuamente. Si comincia dal banco ‘verdura e insalate’. Tutti i prodotti sono lì, col loro prezzo e ben illuminati. Sono verdi, interi e sani. Eppure la mano che sceglie va dritta verso la seconda fila, e se non basta verso la terza.

Allora mi chiedo ‘cosa c’è che non va nella prima?’. Qualcuno potrebbe obiettare che si tratta della temperatura, che magari le prime file sono più esposte allo sbalzo, ma non succede solo con gli alimenti deperibili.

Lo stesso identico movimento si ripete irrefrenabile anche tra gli scomparti del cibo in scatola, dei biscotti, della pasta, delle marmellate, del caffè. Il braccio si allunga, scansa il primo prodotto e si dirige spedito verso quello che sta dietro. È questione di pochi centimetri: che ci sarà di così diverso tra il primo pacco e il secondo? Che cos’ha il primo di sbagliato? Non è stato aperto, è stato solo ‘toccato’ da tutte le persone che lo scansano per andare a prendere quello successivo.

Spesso mi sono chiesta se il primo della fila sarebbe mai stato venduto o lo avrebbe atteso un epilogo di dismissione in magazzino, o se a forza di essere tolto e rimesso al suo posto, allora sì, si sarebbe talmente sciupato da risultare invendibile. In realtà, ho poi scoperto che i commessi spostano regolarmente le confezioni in modo che questo turpe destino non si avveri. Quindi, che lo sappia o meno, a qualcuno capita il primo pacco della fila, anche se lo prende in fondo in fondo.

Naturalmente l’ho fatto anch’io, perciò conosco il meccanismo così bene. È più forte della ragione, del buonsenso, di una certa forma di giustizia, non dico di compassione. E pensandoci un po’ ho capito, non so se sbaglio, che è il segnale di una insidiosa sfiducia. Nel presente, nella fortuna. Come se la carta che viene su dal mazzo non fosse quella buona. Come se ‘qui e ora’ non fosse il posto e il tempo adatto in cui stare.

Come se dietro, un po’ più in là, altrove, ci fosse la parte ideale, perfetta, nuova di zecca. Sarebbe lo stesso di un uomo che scegliesse solo donne che nessuno ha mai toccato, perché le crede di maggior valore. Ma sbaglierebbe anche lui, come ci sbagliamo noi. Non perché il contenuto dei pacchi, oltre alla confezione, è poi tutto uguale. Perché la cosa migliore, a prescindere dai paragoni, potrebbe essere quella che ci capita.

14 lettori hanno commentato questo articolo commenta commenta
1 Marzo 2012 13:26, Michele ha scritto:
Anche io devo dire che sono stupito dal tono dei commenti. In realtà non c'é molto da stupirsi considerato che, per la legge dello specchio, ognuno vede nell'altro il proprio riflesso (risultandone il più delle volte infastidito). L'ovvietà riscontrata nel ragionamento proposto da Daniela altro non è che l'ovvietà presente nelle affermazioni che tanto insistono sulla data di scadenza. C'é anche da dire che far a notare a qualcuno un comportamento automatico e inconscio (quale quello di afferrare i prodotti in fondo allo scaffale) può risultare fastidioso per chi, in questo modo, si rende conto di quanto la meccanicità domini la propria vita. Non riesco a spiegarmi altrimenti tutto questo accanimento nei confronti di un'ipotesi che, se non condivisa, potrebbe essere semplicemente ignorata.
1 Marzo 2012 13:07, daniela ha scritto:
Mi sembra che in alcuni commenti ci sia una certa fretta di chiudere il discorso, liquidandolo con una semplificazione. Insomma è una questione pratica! Ma se anche fosse 'tutto qui', se fosse solo un problema di scadenza, questo vi sembra forse poco o meno su cui riflettere? Le questioni pratiche sono le più importanti proprio perché sono spesso frutto di una complicata operazione teorica, oltre che retorica.
1 Marzo 2012 10:58, claudia b. ha scritto:
beh per lo meno a me leggendo i commenti viene in mente un'altra faccia della medaglia, e cioè che anche l'ossessione per il nuovo non è altro che una manifestazione della cultura dello spreco. se infatti nessuno prende il prodotto che scade prima, quello diventerà probabilmente un rifiuto. ci avevate pensato?
1 Marzo 2012 10:45, Massimo ha scritto:
Si prende la merce in fondo semplicemente x la scadenza!! Quelle in prima fila di solito sono quelle che scadono a breve...senza tutta sta retorica...
1 Marzo 2012 10:33, Domenico ha scritto:
non so c'è è necessario uno studio psicologico o sociale. Anch'io facendo la spesa a volte cerco "nel fondo", dovuto al fatto ceh da piccolo mia madre faceva cosi: la ragione era sopratutto nel latte e uova, le cui confezioni erano piu recenti.
1 Marzo 2012 10:30, mattia ha scritto:
Bah... Io direi che la gente che ha fretta prende il primo della fila. I prodotti nuovi vengono messi dai commessi dietro, in modo che quelli che scadono prima vengano presi dalle persone frettolose che non hanno tempo di cercare il prodotto più fresco. Il motivo per cui io prendo il latte o il formaggio in fondo è molto molto semplice: il primo scade domani, l'ultimo fra 4 giorni!!! Vale normalmente per tutti i prodotti, anche il dentifricio! Le confezioni a forza di stare in negozio tendono a sbiadire o avere polvere, quindi la roba nuova viene messa regolarmente dietro, senza tante strane teorie, è solo semplice pratica!!
1 Marzo 2012 10:25, Marco ha scritto:
Ma dove vivi? Hai mai visto cosa succede nel corso della gionata ai prodotti esposti sugli scaffali? Quelli in prima vila sono i più palpeggiati, a volte cadono in terra e vengono rimessi a posto. Inoltre quelli nelle prime file hanno sempre la scadenza più corta. Sveglia, carpe diem.
1 Marzo 2012 09:53, daniela ha scritto:
Poiché viviamo in un mondo caotico, in cui l'ordine di crea e si mantiene in equilibrio solo per brevi periodi è molto 'rischioso' fissarsi in un atteggiamento, fondarsi su illusorie stabilità che saranno certamente messe in crisi e contraddette dal prossimo evento, partito chissà quando, chissà da dove (questo è appunto l'effetto farfalla). Perciò anche i sistemi di sicurezza a cui ti riferisci nel tuo post, caro Michele, erano e saranno destinati a deludere le aspettative troppo alte che si hanno nei loro confronti, e su cui i venditori di garanzie statistiche lucrano facilmente. La cosa migliore sarebbe costruire anche noi, come il caos in cui viviamo, un sistema elastico, capace di trasformarsi, una psiche mobile, un'anima ludica in grado di adattarsi meno dolorosamente possibile ai nuovi ordini, ai cambiamenti, alla frattura delle certezze e delle regole valide fino a un attimo fa.
29 Febbraio 2012 18:33, Michele ha scritto:
Ciao Daniela, interessante la tua riflessione. Si potrà anche essere che, come scrive chi ha commentato l'articolo prima di me, che si tratti solo di una questione di date di scadenza. Però, dal momento che il comportamento è generalizzato e non mi pare che al mondo ci siano così tanti volponi, spezzo una lancia a favore della tua analisi psicologica. Combinazione anche io, per caso (per chi crede che esista) ho scritto un post sull'insicurezza prendendo spunto da un avvenimento che è accaduto in azienda. Se ti va di leggerlo e farmi sapere cosa ne pensi qui di seguito trovi il link: http://jetztindeutschland.com/2012/02/29/la-sicurezza Buona serata, Michele.
29 Febbraio 2012 14:34, daniela ha scritto:
Ci sono due tipi di 'cause' a cui si fa riferimento qui. Una è la causa 'finale': quella di controllare la scadenza e così poter scegliere il prodotto che dura di più a partire dal momento dell'acquisto. E' lo scopo: vogliamo poter consumare il prodotto per un tempo molto lungo. Perciò prendiamo il pacco che sta dietro. Un'altra è la causa 'efficiente' e dipende da chi fa la scelta: ha a che vedere con le capacità, le predisposizioni, gli automatismi, le abitudini, i pregiudizi. Sono vere entrambe, non si escudono ma coesistono. Dipende dal nostro modo di osservare le cose. C'è chi guarda la luna, e chi il dito che la indica.
29 Febbraio 2012 13:41, Marco ha scritto:
Confermo il liscio totale :) Semplicemente i supermercati e ipermercati truffatori sperano che nessuno legga le date di scadenza e contano sulla pigrizia per rifilare i prodotti marci agli ingenui. Non è psicanalisi, è truffa :)
29 Febbraio 2012 12:24, Andrea ha scritto:
Confermo!!Questo gesto di andare ai prodotti riposti in fondo non è altro che la ricerca di quelli con scadenza piu lunga,cosa che è molto importante soprattutto per gli alimenti freschi(insalata in sacchetto).Mi ha fatto sorridere tutto questo studio sul comportamento umano....

29 Febbraio 2012 12:14, Babara ha scritto:
Sorrido....e se fosse per la SCADENZA??? ;-) Solitamente i prodotti nuovi sono disposti in fondo allo scaffale, lavoro in una ditta di generi alimentari, questa è un modo per favorire la vendita dei prodotti più vecchi. Basta avere un po' di occhio..
29 Febbraio 2012 11:53, King ha scritto:
Spesso gli addetti agli scaffali mettono la merce in scadenza più avanti, mentre la più recente dietro. Provare per credere
 
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