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Energie Alternative

Authority per l'Energia: le reti non reggono la produzione da rinnovabili

Le infrastrutture energetiche italiane non riescono a sostenere l'energia prodotta dalle fonti rinnovabili e a gestirne la non programmabilità. L'Autorità per l'energia elettrica e il gas lancia l'allarme sullo sviluppo di un settore che, soprattutto al Sud, non può contare su una rete adeguata.

di Angela Lamboglia - 15 Novembre 2011

eolico
Le infrastrutture energetiche italiane non riescono a sostenere l'energia prodotta dalle fonti rinnovabili e a gestirne la non programmabilità

In occasione della sua ultima relazione al Parlamento, l'Autorità per l'energia elettrica e il gas (AEEG) ha sollevato il problema dell'inadeguatezza della rete energetica nazionale a gestire l'intermittenza delle fonti rinnovabili e il sovraccarico di energia prodotta.

Con oltre 11 GW installati, il trend di crescita delle energie rinnovabili in Italia sta infatti superando velocemente le aspettative. Lo sviluppo del settore si sta concentrando in un numero limitato di aree, prevalentemente Puglia, Campania, Basilicata, Calabria e Isole maggiori, ormai quasi in grado di coprire con le sole fonti alternative la propria domanda energetica, ma particolarmente deboli sul piano infrastrutturale.

Questa debolezza - afferma l'Authority - insieme alla non programmabilità della produzione di energia da rinnovabili, legata alla natura stessa delle fonti, si traduce nella congestione delle reti che non riescono a distribuire la potenza generata. Uno spreco di energia preziosa, tra l'altro cofinanziata attraverso il sistema degli incentivi a prescindere dal suo effettivo utilizzo.

pannelli solari
Il trend di crescita delle energie rinnovabili in Italia sta superando velocemente le aspettative

Su questo tema è intervenuta anche Terna, principale proprietario e gestore della rete di trasmissione nazionale ad alta tensione. In un recente documento, la società si è fatta avanti per costruire dei sistemi di accumulo, che consentirebbero di conservare l'energia prodotta dagli impianti non programmabili e di dispacciarla nei momenti in cui il fabbisogno è più elevato. In particolare, si tratterebbe di realizzare batterie amovibili, da collocare all'interno o nei pressi delle stazioni elettriche.

La proposta è già oggetto di un braccio di ferro con i produttori, che chiedono, piuttosto, di sfruttare gli impianti a gas al momento non utilizzati e di potenziare le reti energetiche.

Di fatto l'Authority non si sbilancia su quale sia la soluzione ottimale per riportare il sistema in equilibrio e chiede al nuovo governo di individuare la strada più vantaggiosa, tra accumuli, ricorso alle centrali, ampliamento della rete.

In ogni caso, in assenza di interventi, avverte l'AEEG, il problema tenderà ad aggravarsi man mano che lo sviluppo tecnologico consentirà di ricavare maggiori quantitativi di energia dal vento e dal sole che non potranno però essere immessi nel sistema.

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15 Novembre 2011 14:01, Pier Luigi Caffese ha scritto:
Gli abbagli di Terna ed Authority. 1.Come si fa a dire che le reti di trasmissione italiane non reggono le rinnovabili?Significa non conoscere l'evoluzione della tecnologia di energy storage sia idrico che chimico,lasciate stare le batterie che vanno bene solo per automotive e sono carissime. 2.Se abbiamo un eccesso o peak di energia la posso convertire subito in quella regione in stoccaggio chimico che è il mio progetto azur fuel che fatto con il peak costa meno(basta leggersi gli studi Usa Epri-DOE) e bstano 3 laghi marini per risolvere il problema italiano 3.Nel mondo si discute di ridurre i costi di grid e noi abbiamo Terna e l'Authority che vogliono aumentarlo perchè le reti lunghe di trasmissione non servono a niente,si deve stoccare in loco per ridurre costi altissimi di trasmissione e perdite in rete del 40% 4.Chi paga le perdite o le batterie carissime o gli accumuli d'acqua Terna messi in tariffa?Qui c'è un conflitto di interessi enorme perchè Terna non ottimizza i costi e L'Authority vorrebbe passarli in tariffa fissa ancor prima dell'asta dell'acqua.Questo è un balzello mediovale come la tassa sul macinato che Terna se potesse introdurebbe.Per questo le tariffe vanno fatte dal MSE e non dall'Authority 5.Terna e AAEE non sanno come si produce azur fuels e lo dimostrano perchè a loro non interessa niente ma interessa noi italiani per lo smog 6.L'Authority è anche quella del gas e propende per gassificatori e gasdotti dall'estero.Peccato che siamo a 60 miliardi di import fossile ed il nuovo Governo dovrà stopparlo al 50% del mix. Qui l'Authority dovrebbe copiare i tedeschi che fanno windgas dal vento e lo immettono nei gasdotti esistenti e sinergizzano il gas con lo stoccaggio che è un concetto moderno ma non conosciuto da noi.Terna sbaglia a voler fare reti lunghe ed accumuli inutili ma la Authority invece di dire sempre no alle mie proposte dovrebbe andare in missione in Germania ed Usa e non appoggiare politicamente le baggianate di Terna.
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