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In estinzione

Nasce il network per la gestione del Lupo in Appennino

Gestori dei parchi, Enti, ONG e ricercatori insieme per condividere metodi di tutela e conservazione del Lupo e rilanciare l’esperienza di Appennino Parco d’Europa (APE).

di Legambiente - 16 Dicembre 2010

lupo in appennino
Il Network mira a diffondere le migliori pratiche per la coesistenza cercando di minimizzare il conflitto che spesso si crea tra alcuni esemplari e le attività zootecniche

Negli Appennini il Lupo ha un alleato in più. Anzi, una vera e propria rete di alleati fatta di istituzioni, esperti e ricercatori che oggi, per la prima volta, si sono riuniti presso la sede del Parco Nazionale della Majella a Badia Morronese vicino Sulmona (AQ) per condividere le misure di conservazione e gestione del Lupo nell’Appennino sfruttando l’esperienza acquisita con APE (Appennino Parco d’Europa).

Il Network Istituzionale, fa parte del progetto LIFE Wolfnet promosso dal Parco Nazionale della Majella (coordinatore), il Parco Nazionale del Pollino, il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi-Monte Falterona e Campigna, la Provincia dell’Aquila, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Lazio e Toscana e Legambiente. Altri 8 enti pubblici, tra riserve naturali, parchi nazionali e regionali, province appenniniche, hanno cofinanziato il progetto mentre tutte le regioni interessate dalle attività hanno reso il loro supporto istituzionale.

“Con la prima riunione del Network – spiega Nicola Cimini, Direttore del Parco Nazionale della Majella – vogliamo gettare le basi per una proficua collaborazione tra tutti i soggetti che da tempo lavorano per la tutela e la gestione del Lupo, che oggi è diventato un simbolo del relazione tra fauna selvatica e uomo, un legame complesso e in continua evoluzione. Condivideremo analisi, metodi e riflessioni per migliorare la gestione di questa specie coinvolgendo gestori e ricercatori in una discussione aperta sulle criticità e sulle prospettive del rapporto tra lupo e attività antropiche”.

Il Network mira, infatti, a diffondere le migliori pratiche per la coesistenza cercando di minimizzare il conflitto che spesso si crea tra alcuni esemplari e le attività zootecniche, di prevenire il fenomeno delle mortalità illegali, ridurre i rischi sanitari, gestire l’impatto delle attività antropiche sul ciclo biologico della specie.

“Obiettivo più alto del progetto – conclude Cimini - è poi quello di elaborare ed esportare un modello gestionale, sostenibile sul lungo termine e rimodulato sulle caratteristiche territoriali di ciascun ente gestore, all’interno di altre aree protette dell’Appennino”.

Secondo Legambiente il Network è un importante ed ambizioso tentativo di creare un sistema pilota di coordinamento e di sinergia tecnico-istituzionale. Il tavolo di coordinamento permanente infatti è composto da tutti i oggetti coinvolti nel progetto APE - Appennino Parco d’Europa e sottoscrittori della Convenzione degli Appennini.

“Mettendoci in rete – ha dichiarato Antonio Nicoletti, responsabile nazionale Aree Protette e Biodiversità di Legambiente – saremo in grado di pianificare ed attuare più facilmente misure coordinate di protezione per il lupo in Appennino in linea anche con le azioni previste dal LIFE, sfruttando le migliori esperienze maturate anche nell’ambito di altri progetti. Il Nework istituzionale assume dunque un ruolo fondamentale per il rilancio dell'esperienza di APE costituendo anche l’occasione per far emergere la straordinaria importanza della realtà naturalistica dell’Appennino, soprattutto in relazione alle ambiziose prospettive di gestione del Lupo”.

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