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SPECIALE » Il Giappone, Fukushima e il nucleare

Fukushima 'off-limits', troppo tardi per tornare indietro

20 Aprile 2011

bambina radiazioni giappone
Le autorità nipponiche vogliono designare come zona 'off-limits' l'area di venti chilometri intorno alla disastrata centrale di Fukushima

Il Governo di Tokyo intende imporre il divieto ai residenti di accedere nell'area di venti chilometri intorno alla disastrata centrale di Fukushima Daiichi, già oggetto di una direttiva per l'evacuazione della popolazione. Al fine di evitare che gli sfollati vi facciano ritorno, le autorità nipponiche vogliono designare la zona 'off-limits'.

Il governo giapponese ha inoltre vietato la vendita e il consumo di una varietà di pesce comune delle acque al largo di Iwaki, nella prefettura di Fukushima, dopo che le analisi hanno riscontrato valori eccedenti i limiti di legge per la concentrazione di sostanze radioattive. Ad annunciare la decisione del Governo è stato il segretario dell'esecutivo nipponico, Yukio Edano, secondo il quale un esemplare di 'konago', un piccolo pesce consumato spesso con salsa di soia e riso, ha evidenziato alti livelli di cesio radioattivo.

Intanto all'interno dell'impianto nucleare danneggiato dallo tsunami dell'11 marzo scorso, gli operai hanno iniziato il trasferimento dell'acqua altamente radioattiva dai reattori in un deposito.

Negli edifici dei reattori 1 e 3 della centrale il livello delle radiazioni è insostenibile per i lavoratori impegnati per periodi prolungati al ripristino del sistema di raffreddamento dell'impianto. A rilevarlo sono i due robot inviati dagli Stati Uniti per controllare le radiazioni, la temperatura, l'umidità e la densità dell'ossigeno all'interno della centrale e verificare se sia possibile far entrare gli operai nei reattori per riparare il sistema di raffreddamento il cui danneggiamento durante il terremoto ha provocato il gravissimo incidente.

Dopo la prima ricognizione dei robot mandati in missione, l'Agenzia per la Sicurezza nucleare del Giappone ha confermato che le barre di combustibile dei reattori 1 e 3 della centrale nucleare di Fukushima si sono parzialmente fuse. La Nuclear and industrial safety agency (Nisa) ha anche riferito di aver rilevato del tecnecio 99 nel reattore 2, un elemento radioattivo che si libera solo con la fusione del combustibile nucleare. Ciò fa crescere le preoccupazioni circa eventuali danni anche al secondo reattore dell'impianto.

Malgrado la gravità della situazione il capo di gabinetto nipponico Yukio Edano ha affermato che la centrale nucleare di Fukushima non collasserà se continueranno le operazioni di raffreddamento dei reattori. “Rispetto a prima – ha affermato Edano - la situazione si è stabilizzata e siamo stati in grado di raffreddare” i reattori dell'impianto.

Nel frattempo il vice direttore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica Denis Flory ha annunciato che un team di esperti dell'Aiea si recherà in Giappone per far luce sulle cause del disastro nucleare giapponese e sulle misure di sicurezza adottate dopo che l'impianto è stato colpito dal terremoto/tsunami. La speranza, ha spiegato Flory, è che gli esperti possano anche suggerire l'adozione di misure per migliorare la situazione sul terreno e permettere agli sfollati un rientro il più rapido possibile nelle aree che sono stati costretti ad abbandonare.

Per quanto riguarda la politica energetica che il Giappone è intenzionato a seguire, il primo ministro Naoto Kan intervenendo in Parlamento ha affermato che non si procederà con i piani sinora presentati (aggiungere almeno 14 impianti nucleari nel 2030) finché il governo non avrà completato una piena revisione dell'incidente e si sia assicurato della sicurezza degli impianti. Il disastro di Fukushima, viene da chiedersi, non costituisce una dimostrazione sufficiente della pericolosità del nucleare, specie in un arcipelago ad altissimo rischio sismico?

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A.P.

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Autore: Andrea Segrè
Casa editrice: Emi - Editrice Missionaria Italiana
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