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Monte Amiata: Arcidosso frena sulla geotermia

Il Comune di Arcidosso, il cui territorio sarà coinvolto dall'attivazione della centrale Bagnore 4 dell'Enel, ha deciso di porre momentaneamente un freno alla costruzione immediata di nuove centrali geotermiche amiatine. Il motivo? "Ci sono le cifre che parlano, percentuali più che sospette di morti in più che gli studi commissionati imputano a 'stili di vita', ma questa formula liquidatoria incomincia a non reggere". Lo racconta dall'Amiata Carlo Carlucci.

di Carlo Carlucci - 22 Novembre 2011

monte amiata
"Ci sono le cifre che parlano, vi sono percentuali più che sospette di morti in più"

Il battibecco ‘caldo’ tra Franci (Sindaco di Castel del Piano) e Ciaffarafà (capolista di opposizione a S.Fiora) - cognome surreale, come la politica geotermica in Amiata - su chi abbia per primo lodato la geotermia del Grande Fratello Enel ricorda nei toni e nella passione (non certo civile) l’atmosfera del Palio di Castel del Piano. È una corsa a vantare ascendenze e priorità (in premio ci sono le elargizioni di Enel). Non parliamo di Marras il quale nelle osservazioni depositate in Regione (e che si supponeva quanto meno contenessero richieste di cautela) e da noi ottenute con il legittimo accesso agli atti, solo lodava e non vedeva l’ora che iniziassero i lavori per Bagnore 4, che per la Provincia di Grosseto, da lui rappresentata, andava tutto benone e di più.

In agosto è scomparso il prof. Gaggi che coordinava e tirava le fila dello studio affidato dalla Regione all’Università di Siena nella persona del prof. Riccobono. È di questi giorni la notizia che il prof. Riccobono è indagato per una precedente perizia sull’uranio impoverito in un poligono di tiro in Sardegna. Del prof. Gaggi, e ci duole la sua scomparsa, ricordiamo benissimo il suo esordio (quando la Bramerini lo presentò al popolo amiatino) che si sarebbero fatte delle indagini ma che a priori escludeva qualsiasi rischio e pericolo dalla attività geotermica in Amiata.

Gli studi di Riccobono e Gaggi, va da sé, confermarono, coi dovuti avverbi assolutori (tuttavia, qualora, etc.) l’assoluta, integrale ‘genuinità’ della geotermia amiatina. E oggi appunto la preparazione al palio geotermico dei sindaci fantini.

Tuttavia, è improvvisa la notizia che il fronte dei fantini sindaci (opposizioni comprese), compatto, monolitico di fronte alla possanza dell’Enel e ai suoi soldi munificamente elargiti (certificati verdi) ai ‘comuni geotermici’ (da toccare legno, ferro e qualcos'altro) si è incrinato. Il sindaco Landi di Arcidosso (aria-acqua veleni a più non posso) e tutta la sua giunta hanno detto 'alt' al palio geotermico. Come mai? Abbastanza semplice.

bagnore amiata
A partire dall’entrata in funzione della centrale di Bagnore 3, fumi e arsenico ricadono o insistono su Arcidosso

Bagnore 4, la prossima mega centrale da 40 KW, è sì situata nel Comune di S.Fiora ma i fumi, le fonti d’acqua che hanno cominciato a mostrare percentuali di arsenico molto preoccupanti proprio a partire dall’entrata in funzione della centrale di Bagnore 3, fumi e arsenico ricadono o insistono su Arcidosso. Così proprio nel paese d’origine dell’Ass. Regionale all’Ambiente, la dr. Bramerini, che ha traghettato l’Enel al Protocollo di 650 milioni di euro siglato con la Regione Toscana improvvisamente si chiede più cautela, altri studi. Una normativa più completa sul cocktail micidiale di veleni che Enel preleva a 3-4 mila metri di profondità.

Ci sono le cifre che parlano, vi sono percentuali più che sospette di morti in più che gli studi commissionati imputano a ‘stili di vita’, ma questa formula liquidatoria incomincia a non reggere. Il sindaco Landi in qualità di primo cittadino sa bene, e Dio sa quante volte glielo abbiamo ripetuto, di essere il primo responsabile per la salute - e per le morti sospette - dei suoi cittadini.

Dal territorio di Arcidosso escono dunque improvvisamente voci fuori dal coro. Certamente la Regione dovrà tenerne conto. La "banda Bassotti" con Scajola in testa che ha prolungato tutte le centrali geotermiche - tutte prive di VIA! - al 2024, appare fuori gioco. È andata male all' Enel (e a Scajola ‘a sua insaputa’) col nucleare francese, ed è proprio un peccato: Enel Green Power aveva già preparato le T-Shirt ‘nuclearizzate’, omaggio della ditta, da regalare in giro, poi la tragedia di Fukushima ha guastato, a mo' di Provvidenza manzoniana, i (loschi ) piani.

In Regione, intanto, fervono e si evolvono i progetti di ricerca di ulteriori centrali targate Enel ma anche De Benedetti. Chi pianifica cotanto fervore di ricerca? Un funzionario della Regione, un tecnico, un ingegnere che sembra sia stato un dipendente Enel. I conti tornano sempre. Tutti. Auguri sindaco Landi e bon courage!

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PAROLE CHIAVE
geotermia  inquinamenti  amiata 
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Autore: Andrea Segrè
Casa editrice: Emi - Editrice Missionaria Italiana
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