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Ilva, 336 milioni pubblici per bonificare il territorio

6 Agosto 2012

ilva taranto
Lo stabilimento dell'Ilva di Taranto (Foto: Flickr, tiziakaya)

"Abbiamo approvato il decreto" per l'Ilva che "rende disponibili le risorse previste dal protocollo di intesa del 26 luglio", si tratta di "336 milioni di euro". Lo dice il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, lasciando Palazzo Chigi al termine del Cdm. Il decreto stabilisce inoltre "la semplificazione delle procedure" che garantirà "interventi in tempi certi".

Il Consiglio dei ministri "sulla base della relazione del ministro dell'ambiente ha approvato un decreto legge per consentire l'avvio immediato delle bonifiche nelle aree inquinate nel sito di interesse nazionale di Taranto". Lo riferisce la nota di Palazzo Chigi. "In questo modo sono state individuate misure che, attraverso la semplificazione e l'accelerazione delle procedure, rendono rapidamente spendibili le risorse previste dal Protocollo d'intesa del 26 luglio". Durante il Consiglio si è ricordato che il Cipe ha deliberato, "tra gli interventi di manutenzione straordinaria del territorio, misure per il risanamento ambientale e la riqualificazione di Taranto, in particolare del quartiere di Tamburi". Come ha sottolineato il ministero della salute, "il sito di Taranto è stato incluso nel Progetto SENTIERI (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento), finanziato dal ministero della salute e condotto sotto il coordinamento dell'Istituto superiore di sanità, Dipartimento ambiente e prevenzione primaria. Nel 2009, in proposito, il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie ha finanziato un ulteriore progetto, avviato nel 2010 ed ancora in corso, relativo alla 'Sorveglianza epidemiologica di popolazioni residenti in prossimità di siti contaminati', coordinato dall'Istituto superiore di sanità".

Per conoscere il risultato finale del riesame dei provvedimenti giudiziari legati alla vicenda dell'Ilva e quindi sul sequestro dell'area e sugli arresti domiciliari di azionisti e manager, si dovrà aspettare il 9 agosto. Intanto, scoppia il caso con la pubblicazione su La Gazzetta del Mezzogiorno di un'intercettazione del 2010 in cui il ministro dell'Ambiente Corrado Clini verrebbe definito da un dirigente Ilva "un uomo nostro" a proposito delle autorizzazioni ambientali richieste dall'azienda. Il ministro ha smentito pubblicamente e subito dopo è arrivata una nota del Procuratore della Repubblica di Taranto: "In nessuna di tali intercettazioni risulta - direttamente o indirettamente - il nome del ministro dell'Ambiente, Corrado Clini".

Sono 41, inoltre, le persone denunciate dalla Digos della questura di Taranto per i disordini avvenuti il 2 agosto scorso in occasione della manifestazione sindacale a sostegno dei lavoratori dell'Ilva. "Durante la manifestazione un gruppo di contestatori aveva interrotto il comizio finale dei segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil in piazza della Vittoria. I denunciati sono accusati di danneggiamento, perché avrebbero abbattuto le transenne poste a protezione del palco, e di accensione di fumogeni in luogo pubblico" riferisce l'Ansa.

Fonti: Agenzia Dire, Ansa

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4 lettori hanno commentato questo articolo commenta commenta
29 Novembre 2012 19:02, carlo ha scritto:
Ci sono tutte le buone ragioni per : mandarli in galera, niente denaro pubblico, confisca dei loro patrimoni, uso esclusivo dei loro soldi per risacire e bonificare l'intera zona .Stesso trattamento a chi ha agevolato il disastro dall'esteno, amen !!!
8 Agosto 2012 09:16, Brigante Peuceta ha scritto:
come mai per Mestre-Marghera sono stati stanziati 2 miliardi nel breve e altri 3 miliardi a medio termine? Forse si tratta di nazioni diverse?
7 Agosto 2012 11:35, Fabrizio ha scritto:
Le lobbyle banche, i potentati in genere, per mano di Monti(Clini), continua nell'attuare il programma P2ista che prevede il potere assoluto dei grandi gruppi industriali.Possiamo chiamarla agenda Monti. I cittadini di Taranto devono alzare la testa con un atto di coraggio e chiedere la riconversione di quel cantiere killer.Così com'è e con poco più di 300 milioni di euro non si bonifica proprio un bel niente.Sebbene per noi italiani siano una cifra enorme sottratta dalle nostre tasse!!
6 Agosto 2012 18:57, Maria Teresa ha scritto:
Prima lo Stato (cioè noi) ha dato un sacco di soldi a Riva (proprietario dell'ILVA) per l'acquisto dell'acciaieria; sempre lo Stato (cioè noi) ha agevolato l'acciaieria perché non si potevano perdere posti di lavoro; ora lo Stato (cioè sempre noi) paghiamo per i danni ambientali prodotti dall'ILVA... Ma quanto ci costa questa acciaieria? Eppure chi inquina dovrebbe pagare i danni, così sostengono le direttive dell'UE: com'è che in Italia devono sempre e solo pagare i poveretti che pagano più tasse che in ogni altro paese? Quando mai gli utili di Riva e dell'acciaieria sono stati divisi fra gli italiani? Pensate un po' a quanti posti di lavoro potevano essere creati, se quei soldi fossero andati alla ricerca, alle nuove tecnologie, all'agricoltura biologica, allo sviluppo vero, quello che crea posti di lavoro dignitosi e non diffonde inquinamento, malattia, morte.
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