Acqua piovana, negli Stati Uniti usarla equivale a rubare

A chi appartiene l'acqua piovana? Chiunque di noi risponderebbe: "A nessuno". Eppure, in alcune zone del mondo raccogliere l’acqua piovana equivale a rubare. Succede così negli Stati Uniti che solo di recente, grazie soprattutto ai comitati civici e ai movimenti cittadini, hanno intrapreso un percorso per cambiare la legislazione vigente in materia di utilizzo dell'acqua piovana.

Acqua piovana, negli Stati Uniti usarla equivale a rubare
Se ci venisse rivolta questa domanda "Secondo lei, l’acqua piovana a chi appartiene?" tutti risponderemmo istintivamente: "A nessuno". E tutti daremmo per scontato che se una persona decide di raccogliere la pioggia che cade sul tetto della propria abitazione la può utilizzare come meglio crede: per innaffiare il giardino, per lo sciacquone del WC, per lavare l’auto, ecc. Eppure, negli Stati Uniti raccogliere la pioggia è illegale. Proprio in alcuni stati centro-occidentali dove le precipitazioni sono tra le più scarse del paese (Arizona, Colorado, New Mexico e Utah) raccogliere le acque meteoriche è illegale e perseguibile a livello penale. Secondo la legislazione vigente in Colorado, ad esempio, è illegale appropriarsi dell’acqua che piove dal cielo, perché - così facendo - si impedisce alla pioggia di arrivare ai corsi d’acqua, la cui gestione e distribuzione (per uso irriguo e/o potabile) è già stata data in concessione a terzi dallo Stato. La pioggia che cade su un tetto del Colorado, cioè, appartiene per legge già a qualcun altro e, pertanto, impedire a quella stessa acqua di raggiungere un fiume o una falda acquifera, equivale a rubare. In materia di acque meteoriche, la legislazione del Colorado prevede il diritto di "previa appropriazione" a favore degli enti governativi e/o dei loro concessionari. Il Senatore Chris Romer, del partito democratico, decise di costruire una nuova casa e di dotarla di un sistema di raccolta delle acque meteoriche per fronteggiare il problema della scarsità di acqua in Colorado. Il Senatore dava per scontato che ottenere il permesso edilizio sarebbe stato facile, ma si sbagliava. Infatti, scoprì in quell’occasione che nel suo Stato la cosa era totalmente illegale. In seguito a questa scoperta, Romer, decise di proporre due disegni di legge, fortemente sostenuti anche da Marsha Looper del partito repubblicano, e approvati nel 2009. La prima legge – la Senate Bill nr. 80 - consente ai residenti delle aree rurali che non sono collegati all’acquedotto di ottenere il permesso di installare un sistema di stoccaggio dell’acqua piovana. La seconda - la House Bill nr. 1129 – guarda invece al futuro e autorizza una decina di complessi residenziali di nuovissima costruzione a dotarsi di un sistema di raccolta delle acque meteoriche. L’iter legislativo è stato accompagnato da uno studio approfondito che ha dimostrato come in Colorado solo il 3% dell’acqua piovana arriva effettivamente ai corsi d’acqua, mentre il restante 97% evapora o viene trattenuto dalle radici delle piante. Parlare di furto di acqua piovana o di eventuali danni al ciclo naturale dell’acqua, perciò, non ha alcun senso. Al contrario, utilizzare la pioggia invece dell’acqua di rubinetto per usi non alimentari è un modo intelligente per conservare questa preziosa risorsa, specialmente negli Stati centro-occidentali come il Colorado, dove la scarsità di precipitazioni e la siccità sono un problema sempre più sentito dalla popolazione. Anche se dal punto di vista giuridico stoccare la pioggia rimane comunque illegale, le due leggi approvate in Colorado stanno facendo scuola e qualcosa sta cambiando anche negli stati limitrofi. La crescente scarsità di acqua potabile e l’urgenza di poter utilizzare l’acqua piovana per usi domestici, ha portato i cittadini statunitensi a creare comitati civici e a battersi per cambiare la legislazione. E così nello Utah gli enti governativi hanno lavorato insieme ai cittadini per redigere una legge che consente ad ogni abitante di poter raccogliere la pioggia. La Senate Bill nr. 32 è approvata pochi mesi fa e consente di poter immagazzinare le acque meteoriche senza richiedere permessi, ma semplicemente dandone comunicazione al sito istituzionale. A Santa Fe, nel New Mexico, per tutti gli insediamenti di nuova costruzione è ormai obbligatorio dotarsi di un sistema di raccolta delle acque piovane, in modo da poter fronteggiare la scarsità di precipitazioni dello Stato. In Arizona, la città di Tucson sta incentivando gli abitanti ad installare in ogni casa un sistema di stoccaggio della pioggia, al fine di creare un innovativo 'sistema urbano' diffuso di raccolta delle acque meteoriche. In tutto lo Stato nord-occidentale di Washington, invece, è illegale raccogliere l’acqua piovana, tranne a Seattle, dove è consentito possedere un barile di tipo standard ad uso familiare (mentre è vietato possedere cisterne di capienza maggiore, che necessitano di speciali autorizzazioni). Da quando il problema della scarsità di precipitazioni si è acuito e i cittadini sentono la necessità crescente di raccogliere la pioggia per risparmiare denaro e fronteggiare i periodi di siccità, l’opinione pubblica statunitense ha sperimentato un brusco risveglio. Si è resa conto, per la prima volta, che un’azione apparentemente scontata come utilizzare la pioggia ad uso domestico non è un diritto acquisito, ma una concessione governativa - e oltretutto aleatoria. Tanto che anche l’autorevole Food and Water Watch (tra le cui campagne c’è proprio la sensibilizzazione all’utilizzo dell’acqua piovana) consiglia di controllare molto attentamente i singoli regolamenti comunali e di verificare se l’installazione di sistemi di raccolta sia legale o meno.

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