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Lontano dai riflettori

Ecologisti e reti civiche, un anno dopo. Intervista a Michele Dotti

Il giovane soggetto politico degli "Ecologisti e Reti Civiche – Verdi Europei”, ha da poco compiuto un anno, ma sul suo percorso non si è ancora acceso l'occhio dei media tradizionali. Ci siamo rivolti a Michele Dotti, Co-portavoce del partito, perché ci racconti cosa è accaduto in questo tempo e quali sono le idee e le prospettive future.

di Andrea Degl'Innocenti - 26 Giugno 2012

Michele Dotti
Michele Dotti, ideatore del progetto "Abbiamo un sogno" e da poco eletto Co-portavoce nazionale di Ecologisti e reti civiche

È passato oltre un anno da quando, nel maggio 2011, nasceva a Roma un nuovo soggetto politico, a metà strada fra un partito e un movimento, che voleva tenere assieme varie realtà del mondo delle associazioni e della politica, dall'ex partito dei Verdi, alla rete di cittadini e attivisti nata attorno al sito internet Abbiamo un sogno, ai Sindaci della Buona Amministrazione, alla Costituente ecologista. Allora il nome non esisteva, sarà adottato solo in seguito: "Ecologisti e Reti Civiche – Verdi Europei”.

Molte cose sono cambiate da allora. Ciò che è rimasto invariato è l'indifferenza dei media tradizionali verso una delle realtà potenzialmente più innovative del panorama politico attuale. Per questo ne abbiamo parlato con Michele Dotti, ideatore del progetto Abbiamo un sogno e da poco eletto Co-portavoce nazionale del partito.

Ricordo che l'ultima volta che ci siamo sentiti stavate decidendo il simbolo della costituente...

Sì, la scelta del nostro simbolo è stato un grande momento di democrazia e partecipazione con oltre 200 banchetti e 700 attivisti e volontari impegnati in tutta Italia, che hanno permesso a 16mila persone di esprimere la propria scelta. Un segnale chiaro di quanto il nostro percorso sia realmente aperto al contributo attivo della popolazione, nei fatti e non solo a parole.

Da allora molte cose sono cambiate sulla scena politica italiana, e si può dire che la classe politica in genere non goda di molto credito agli occhi della popolazione.

È vero, mai come oggi i partiti sono stati lontani dalla gente. Voglio precisare: non è la gente ad essere lontana dalla politica, come spesso si sente dire, sono proprio i partiti ad essere lontani dai problemi reali della gente comune. Se la politica non torna ad occuparsi seriamente delle questioni vitali per il paese, temo che a farne le spese possa essere non tanto, o soltanto, l'apparato dei partiti quanto la tenuta dell'intero sistema democratico.

Cosa ne pensi della cosiddetta crociata anti-casta?

Mi pare che la reazione istintiva, di pancia, all'assurdità degli sprechi e dei privilegi della cosiddetta "casta" rischi oggi - paradossalmente - di essere quasi funzionale al sistema e distogliere l'attenzione dai veri problemi del paese e dalle possibili soluzioni ad essi. La rabbia è più che legittima e direi anche condivisibile oltre che comprensibile, però non è con la demagogia e il populismo che si possono trovare le soluzioni ai problemi.

Occorre un lavoro più umile, tenace e silenzioso di analisi ed elaborazione di proposte alternative possibili, per uscire dalla crisi mettendo in discussione l'intero sistema fondato sulla crescita; una crescita che è all'origine del problema per cui non può essere considerata una sua possibile soluzione. Noi crediamo che sia la conversione ecologica dell'economia, della società e della politica la via da seguire.

Come vi siete mossi in questo periodo?

In questi mesi abbiamo lavorato davvero molto e contemporaneamente su tre piani: il primo è quello della strutturazione interna, su basi di trasparenza e democrazia reale, parità di genere e promozione della partecipazione dal basso partendo dai territori; il secondo è quello dell'approfondimento e dell'elaborazione di proposte concrete per cambiare il paese e ridare una speranza per il futuro; il terzo è quello del dialogo e del confronto con tutte le realtà impegnate come noi nella costruzione di questo cambiamento, a partire dai movimenti referendari, al mondo civico, dall'associazionismo, ai sindaci dei comuni virtuosi, fino alle forze politiche costituenti o già strutturate.

Questo confronto ci pare essenziale per poter affrontare e vincere una delle principali sfide che abbiamo dinanzi: la frammentazione. Se riusciremo ad unire in un solo fiume i mille rivoli di partecipazione democratica che si impegnano per un futuro migliore noi non saremo il "quarto polo", come qualcuno ha scritto, ma il "primo" e avremo la forza necessaria per risollevare l'Italia da questa situazione drammatica!

Cosa è andato meglio rispetto alle previsioni e cosa peggio?

Come difficoltà posso dire che il percorso è più lento di quanto potessimo immaginare, riteniamo per due ordini di ragioni: la prima, assolutamente normale, è legata ai tempi della partecipazione. Abbiamo scelto di non cercare scorciatoie ma di promuovere una reale partecipazione democratica e trasparente dal basso, perché siamo convinti che queste siano fondamenta più solide, e questo comporta inevitabilmente più tempo rispetto a decidere in pochi, o pochissimi, come oggi accade per la quasi totalità dei partiti. L'altra ragione invece, che non riteniamo affatto normale, è legata alla incredibile difficoltà di avere accesso ai mass media, cosa che ci permetterebbe di far conoscere le nostre proposte e accelerare così la diffusione del nostro movimento. Questo è uno dei grandi problemi non solo nostri ma dell'intero paese, che va affrontato se vogliamo permettere alla pluralità delle voci della nostra ricchissima società civile di trovare spazio e visibilità al di fuori delle logiche di lottizzazione dei partiti.

Ciò che invece sta andando molto bene è la condivisione di valori e obiettivi fra le molte anime del nostro percorso: quella ecologista, quella civica, il pacifismo, il mondo della solidarietà e della legalità... che intrecciandosi stanno producendo elaborazioni sempre più ricche e articolate. Crediamo che sia questa la vera ricchezza che deve trovare voce nelle Istituzioni, a tutti i livelli, e per questo noi ci stiamo impegnando. Siamo convinti che molti italiani, stanchi delle vecchie logiche e delle vecchie modalità della politica, si riconosceranno nella nostra proposta e sapranno riconoscere la credibilità e autorevolezza di molti nostri compagni di cammino, accordandoci fiducia!

A cosa state lavorando per l'avvenire?

Abbiamo molte iniziative in essere e in cantiere: stiamo appoggiando la Campagna "Quorum Zero" per la democrazia diretta e stiamo per lanciare una Campagna che abbiamo chiamato "Un grande piano... di piccole opere", per rilanciare l'occupazione, difendendo la salute, tutelando l'ambiente e promuovendo un'economia diversa.

Pochi giorni fa in una Conferenza Stampa alla camera dei Deputati abbiamo fatto alcune proposte concrete al Governo Monti: cancellazione dell'IMU sulla prima casa a fronte dei tagli alle spese in armamenti (a incominciare dalla follia degli F35); deroga al patto di stabilità per i comuni che fanno scelte virtuose sul piano ecologico e sociale; creazione di una "zona franca fiscale" per le zone colpite dal terremoto dell'Emilia, per permette alle imprese di ripartire.

Stiamo inoltre lavorando ad alcuni grandi eventi: uno su "Etica e legalità" che si terrà a settembre con importanti ospiti e con la partecipazione delle principali associazioni che in Italia si battono contro le mafie e la corruzione, partendo dai casi di successo concreti. Lo terremo ad Ottaviano nel Castello Mediceo, confiscato al boss Cutolo e ora sede del Parco Nazionale del Vesuvio, quindi un luogo simbolo che unisce i valori della legalità e della conversione ecologica. Altri ancora sono in programma in diverse Regioni su agricoltura, ricostruzione post-sisma, conversione ecologica.

Infine, ed è forse la cosa più importante e che raccoglie tutte le altre, intendiamo promuovere delle "primarie delle idee e dei programmi", confrontandoci con tutte le forze a cui accennavo anche sopra, per consentire ai cittadini di esprimersi non tanto sui leader, quanto sui contenuti programmatici rispetto ai temi decisivi, partendo dall'acqua, l'energia, i rifiuti, le politiche di occupazione, la mobilità, il welfare, i diritti, la salute...

Questa è una vera novità, che riavvicinerà la politica ai cittadini e aprirà una pagina nuova nella storia della nostra politica repubblicana. Il nostro cammino dunque continua, aperto a chiunque abbia voglia e possibilità di dare un contributo costruttivo.

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Un lettore ha commentato questo articolo commenta commenta
27 Giugno 2012 11:18, Giuseppe Liguori ha scritto:
Condivido pienamente l'analisi del nostro co-portavoce nazionale Michele Dotti. Giuseppe Liguori (Coordinamento provinciale Ecologisti e Reti civiche - COSENZA)
 
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