
Mi sembra che le cose vadano tutte al contrario e tutto dovrebbe essere diverso. Leggo un articolo. Un ultimo ritrovato della cosiddetta sonification (vale a dire tradurre in segnali acustici le informazioni computerizzate), una sedia che ci avvisa quando stiamo seduti in posizioni scorrette o, peggio, quando è troppo che non ci spostiamo. Una 'mamma tecnologica' che con un suono ci dice "stai seduto dritto, alzati, sgranchisciti le gambe..."
Mi pare assolutamente assurdo. Posso sospettare i luoghi e i tempi che impongono l'essere a bloccarsi davanti ad uno schermo. Posso immaginarli e non condividerli. A ben pensare, quando sarei dovuta stare seduta davanti al banco per studiare, non lo facevo, e di certo non era mia madre a dirmi "alzati!".
A parte poche riflessioni puramente personali, la cosa imbarazzante è che il congegno tecnico invade, ancora e sempre più, lo spazio di scelta e azione dell'uomo. Anche nelle cose più banali e normali, come prendersi una pausa quando se ne ha necessità. Scegliere di alzarsi e fare due passi o due chiacchiere, non quando ci è imposto ma quando ne avvertiamo l'esigenza.

Se è pur vero che non ogni trovata tecnica debba per forza essere utilizzata, è certo che gli studi avanzano là dove è possibile un mercato. Di certo non si impegnano denari e eccelse menti se alla fine dei conti non si ha un ritorno economico.
Di fatto, direttamente dalla mente di Risto Koiva e dai suoi colleghi dell’Università di Bielefeld, arriva la nuova sedia. Grazie a quattro sensori posizionati sul sedile e ad altri quattro sistemati sullo schienale, Intelli Chair invia attraverso il sistema bluetooth le informazioni circa la nostra postura e il tempo trascorso seduti. Il computer analizza e ci avverte, quando lo ritiene opportuno, con un segnale acustico.
L'utente avverte un segnale e reagisce di conseguenza: si alza e fa una pausa. Questo sistema, sarà che sono ancora legata a vecchi modelli, mi pare un po' da esperimenti pavloniani.
Viene definita 'seggiola intelligente', intelligente la seggiola che potrebbe essere usata in uffici e forse nelle scuole (non nego un timore per le conseguenze nascoste). Mi viene per un attimo da pensare dove sia, per contro, l'autonomia e l'intelligenza di chi la usa. La possibilità di decidere nel privato della pausa e del tempo di cui ciascuno dispone. La tecnica non è di per sé qualcosa di negativo né pericoloso. Il problema è il potere che lasciamo ad essa prendere.

Ideale in casa oppure in presenza di impianti alimentati da pannelli fotovoltaici (baite, camper, ecc..) in quanto prolunga l'autonomia della batteria grazie al ridottissimo consumo e lunga vita... continua
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