
E se non ci fosse la Bellezza? E se non ci fosse la Natura a ricordarci il senso del nostro esistere? La formula magica è semplice e sta nel semplice. Lasciatevi condurre dal silenzio e dalla meraviglia che offre il mondo. Pochi minuti e si scompare di fronte alla potenza della Bellezza.
Rinunciate per qualche ora all’osceno costruito a tavolino dal modello sociale del consumatore. Sì, è questa la mia ricetta, ogni tanto mollate il vostro iPhone, il vostro cellulare, il vostro PC, lasciate spenta la TV a schermo piatto, allontanatevi dalla plastica, dall’usa e getta, dal cemento di un centro commerciale in cui trascorrere le domeniche. Ritornate ad apprezzare la Natura perché natura siamo.
Oggi ho ascoltato il grido dell’Etna.
Il grido della Terra. Sembra urlare di dissenso verso chi continua a sfregiarla, sopraffarla, deriderla portando avanti il disvalore, quel disvalore che demolisce la vita stessa. L’umanità sembra avere perso il senso della vita come privilegio. Ricordatelo la vita è un privilegio.
Osservate ed ascoltate come grida la terra, sembra avere perso la calma. Osservo e riosservo, ascolto quell’eruzione, i suoi rumori ed il loro evolversi e d’improvviso i pensieri mendicano metafore. È forse un incitarci alla rivolta morale dell’uomo verso l’uomo? È forse uno sgridarci per come stiamo contribuendo quotidianamente a distruggere la Bellezza naturale? È la manifestazione naturale di un disaccordo con il panta rei?
Ad un tratto la Terra sputa rosso, un rosso vivo che sembra sangue. Sembra quasi che ci voglia restituire tutto il sangue che noi, umanità, le abbiamo riversato addosso in questa epoca.
Penso e sono mille le rimembranze che affiorano. Il sangue versato in Libiada una 'guerra chirurgica' che ha fatto strage di civili sotto gli occhi complici e consenzienti della diplomazia internazionale e di un’informazione silente. Il sangue che ci viene succhiato dai processi di 'decostituzionalizzazione' in atto nei paesi europei.

In Grecia, per esempio, dove in nome dell’indebitamento e della speculazione la comunità internazionale accetta senza battere ciglio la morte suicida della gente disperata, l’abbandono davanti ai centri Caritas o sui gradini delle chiese dei bimbi, tanti, che le madri non possono più permettersi di sfamare. Il sangue gelido davanti alla malnutrizione di mezzo milione di bambini greci e davanti al nascere di una nuova povertà ed di un nuovo colonialismo economico che ha privato quella popolazione dei diritti.
Penso al mio paese dove le stesse logiche illogiche hanno condotto a calpestare la Costituzione con la quale i padri costituenti vollero sancire la centralità della persona umana, persona che ora, invece, viene disumanizzata, perseguita, abbrutita, impoverita culturalmente e materialmente e alla quale le si è tolta ogni forma di sovranità e alla quale, come se non bastasse, le vengono offerte menzogne e corruzione.
Penso al sangue delle stragi senza colpevoli di quello che fu il belpaese, a quello della violenza razzista, a quello degli atti abusivi e antidemocratici delle forze dell’ordine, come nella scuola DIAZ di Genova, a quello sopraffattore ed ingiustificato dei militari nel Nord Kivu in Congo, a quello degli stermini arbitrari di indigeni per accaparrarsi le loro terre e le loro ricchezze, al sangue vigliacco legato ai traffici illeciti di bimbi, a quello del traffico degli organi; penso al sangue dei 60 miliardi di animali uccisi annualmente per riempiere le pance di meno della metà della popolazione mondiale. E quanto sangue ancora ed ancora e l’Etna lo sa, e ce lo risputa con veemenza. Riguardatelo quel rosso vivo e sappiate che la vita piange.

Ammiro un’altra volta ancora il lamento esplosivo del vulcano e penso al senso non senso in cui ci ha condotto questo mondo. L’uomo, animale intelligente, avrebbe dovuto vivere per godere e beneficiare della Bellezza del pianeta, per convivere con essa, per assaporare il pregio dell’esistenza nella libertà e nella armonia con gli altri elementi naturali.
Ma abbiamo preferito fare altro della nostra libertà per imprigionarla nel sistema delle illusioni: passa così l’intero vivere tra la ricerca del lavoro, il fare soldi, il cemento all’interno del quale viviamo, le scatolette metalliche dentro le quali ci muoviamo e le malattie del benessere che cureremo con i soldi guadagnati; intrappolati negli anni di lavoro e nelle stime pensionistiche, incastrati dall’art.18, dall’IMU e dall’IRPEF, dal mutuo per la casa. E intanto la Bellezza passa accanto e con essa, forse, l’essenza della vita. Ci sfugge, dissipiamo la Bellezza e la vita piange, ma un giorno la Bellezza ci salverà!
Prima di quel tempo, però, occorre investirsi personalmente per insegnare all’umanità ad apprezzarla nuovamente perché se solo l'uomo ritornasse a capire il valore della Bellezza riuscirebbe a rivoltarsi dapprima dentro se stesso e a cambiare, a vivere nel rispetto degli altri, degli altri esseri viventi e porrebbe fine alla cupidigia.
Mi ritrovo nuovamente davanti alla Terra che sbraita, i miei occhi osservano quell’immagine che appartiene alle nostre origini e sono un puntino insignificante nell’universo, sono silenzio impotente. Tutto svanisce, i miei perché si svuotano di significato ed ogni preoccupazione viene portata via dalla compassione e dal senso di vittoria della Natura. Si azzera la mente.
La Bellezza ci salverà, ci salverà la Bellezza…
Ringrazio i gentilissimi ragazzi di Etna Walk ed il caro fotografo Salvo Orlando per avermi autorizzato a utilizzare i loro spettacolari filmati.
Vulcani e Dintorni dell'Io