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Territorio

La bassa Val Susa contro la cementificazione dell'Area Braida

Contro il progetto di costruzione di un nuovo quartiere ad Avigliana, una cittadina della bassa Val di Susa, è stata lanciata una petizione online per raccogliere firme. La polemica nata attorno alla possibile cementificazione dell'Area Braida riapre il vecchio dibattito sul consumo di suolo in Piemonte.

di - 18 Ottobre 2011

avigliana
Il comune di Avigliana conta circa 12mila abitanti ed è sito nella bassa Val di Susa, a 25 km ad ovest di Torino

Il comune di Avigliana conta circa 12mila abitanti ed è sito nella Bassa Val di Susa, a 25 km ad ovest di Torino. È, secondo l’opinione di molti, un comune virtuoso che si è schierato più volte in favore delle politiche ambientali, gestione energetica, gestione dei rifiuti e la preservazione del territorio.

È proprio su quest’ultimo punto, però, che ora l’amministrazione comunale si confronta con una parte degli aviglianesi. Lo scorso luglio ha presentato una variante che prevede la costruzione di un nuovo quartiere in un’area di 32.000 m2 conosciuta come Area Braida e molto vicina al Lago Grande – la cittadina conta, infatti, due laghi.

Il progetto prevede una scuola, un gruppo di circa 200 abitazioni fra cui un 30% dedicate a social housing, locali commerciali ed un’area di giardini. “Un progetto necessario che offrirebbe dei servizi che adesso risultano mancanti nella città occupando un terzo dell’Area Braida”, ha dichiarato uno degli assessori del comune.

Ma non tutti hanno la stessa opinione. Fabio Panicco, aviglianese, si sente “tradito” dall’amministrazione comunale di cui si autodefinisce un “estimatore critico” perché, afferma, “occorre trovare delle soluzioni che permettano di soddisfare le esigenze della città senza dover sacrificare il territorio”. Con lo scopo di fermare il progetto, ha pubblicato una petizione online che ha raggiunto circa un centinaio di firme, fra cui quelle di noti difensori dell’ambiente come Luca Mercalli o Claudio Chiaberge, ex sindaco e assessore di Avigliana.

Nell’incontro pubblico tenutosi il 7 ottobre con il sindaco, Carla Mattioli e l’assessore all’urbanistica, Rino Marceca, le persone che hanno assecondato la critica al progetto sul web hanno ribadito la necessità di trovare altre vie per soddisfare le necessità sociali della città, senza ricorrere al consumo di suolo e all’espansione della città, un argomento su cui si dibatte da anni in Piemonte e con cui fino al momento gli amministratori aviglianesi si erano mostrati molto sensibili, includendo persino la preservazione del territorio come priorità nell’ultimo programma elettorale.

avigliana
Il comune di Avigliana si è schierato più volte in favore delle politiche ambientali

Critiche precedenti

Questa non è, però, la prima volta che sorgono delle contestazioni al progetto. Il primo a mostrare il suo dissenso era stato infatti l’Ente Parco Naturale dei Laghi di Avigliana, con una serie di osservazioni tecniche sulle conseguenze che questo intervento poteva portare al parco naturale e descrivendo la zona come “l’ultimo pezzo rimasto di una vasta zona di prati umidi del sistema idrografico del Lago Grande”.

L’Ente sottolineava la necessità “che ogni intervento sul territorio debba prevederne un consumo nullo e debba essere incentrato esclusivamente sul recupero e la riqualificazione dell’esistente” e formulava anche una proposta concreta per la zona: “riqualificare e restaurare il patrimonio per farne un polmone di salute urbana sfruttando quelle che sono le sue caratteristiche per renderla un giardino naturale a bassissimo costo di manutenzione e gestione”.

Dopo l’intervento del presidente del Parco, la variante urbanistica oggetto della discussione è stata già rivista in alcuni dei suoi punti, ma non annullata. Da lì è sorta la petizione online, che dopo la riuscita raccolta firme è stata recentemente chiusa dall’amministratore e consegnata al Consiglio Comunale per essere letta nella prossima seduta prevista, nella quale sarà messa al voto l’approvazione della variante.

Tutte le informazioni riguardanti la richiesta popolare e le osservazioni dell’Ente del Parco di Avigliana si trovano sul sito web Salviamo l'Area Braida, dove si può ovviamente leggere la petizione e dove è nato anche un dibattito aperto sulla questione.

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