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Modi di abitare

Cohousing a Ferrara, una scelta di sostenibilità sociale e ambientale

Sta prendendo vita a Ferrara un progetto di cohousing, fortemente voluto dall'associazione Solidaria, ideato da un nucleo di cittadini e cittadine che si autodefiniscono "gruppo d'acquisto case". Ad accomunare i cohousers estensi è la scelta di uno stile abitativo basato sui principi della solidarietà, della condivisione, del rispetto dell'ambiente e della riduzione dei consumi.

di Alida Nepa - 14 Febbraio 2012

cohousing ferrara
Il progetto di cohousing voluto da Solidaria prevede il recupero di una struttura rurale le cui origini documentate risalgono a fine '700

A Ferrara sta prendendo vita un condominio speciale, un cohousing, fermamente voluto dall’associazione Solidaria: è una struttura rurale originariamente composta da casa colonica, fienile, forno, porcilaia e ghiacciaia, le cui origini documentate risalgono a fine '700, già con la denominazione Il duchino.

Il progetto attuale che recupererà l'antica corte prevede una casa colonica in classe energetica A e fienile in classe B, 18 appartamenti completi di varie metrature progettati insieme, 250 mq di spazi comuni interni per le attività comuni e 7000 mq di verde per un orto comunitario, una tartufaia, moltissimi alberi, tanti angoli-gioco per i bambini e panchine per chiacchierare; il tutto a poche decine di mt dalla pista ciclabile e dalla fermata dell'autobus ed esattamente a 4,5 km dal Castello Estense, le cui torri si scorgono dalla casa.

Il cohousing è stata la scelta di un gruppo originario di 8 famiglie normalissime, cioè coppie, giovani single, famiglie monogenitoriali, anziani, bambini di ogni età e qualche cane, che fanno lavori normalissimi come impiegati, insegnanti, infermiere, informatici, chimici e pensionati.

Quello che li unisce è semplicemente il desiderio di cohousing, uno stile abitativo basato sui principi della solidarietà, condivisione, rispetto dell'ambiente, decrescita dei consumi. Il loro è un progetto politico nell'accezione più nobile del termine (politico da pòlis = città) quindi rivolto non solo alle persone che ci abiteranno, ma alla città.


Il cohousing è stata la scelta di un gruppo originario di 8 famiglie

La progettazione partecipata ha permesso di conoscere tutta la filiera, di capire come si costruisce un prezzo, di entrare nel merito di scelte costruttive e impiantistiche diventando consumatori più consapevoli. Gli ideatori di questo progetto si definiscono infatti un “gruppo d'acquisto case”.

I progetti sono tanti, dal car-sharing alla banca del tempo, dall’orto condiviso alla biblioteca a disposizione della città... Un percorso difficile ma stimolante che permetterà ai cohousers estensi di vivere in un luogo ricco di energie dove poter migliorare la qualità della vita condividendo progetti, tempi e spazi al normale costo di una normale casa. Nella carta costituzionale del cohousing sono specificati i 5 pilastri su cui si baserà lo stile di vita comunitario: Ridurre, Riciclare, Riparare, Rispettare, Rallentare.

L’associazione Solidaria crede che il futuro abitare sarà in immobili costruiti o ristrutturati secondo i canoni del risparmio energetico e della bioedilizia, economici da gestire e sani. In questi immobili vorrebbero incoraggiare la nascita di gruppi che credano in un modello di convivenza attiva e aiuto reciproco, in poche parole rapporti come 'quelli di una volta', cortili, giochi spontanei tra bambini, vicini presenti.

I cohousers credono che vivere in un normale appartamento ma poter avere spazi comuni come una bella cucina con camino, locali da adibire a laboratori e orti comunitari possa facilitare relazioni positive col nostro prossimo, far crescere bambini più felici e adulti meno stressati. Sognano una diversa progettazione degli spazi residenziali volta a favorire le relazioni anziché l'isolamento: stanno male nelle villette a schiera con le siepi altre 3 metri, vogliono che i loro bambini nelle sere d'estate giochino fuori, vorrebbero sedersi davanti alla porta a fare due chiacchiere, sognano di poter giocare a carte col loro vicino di casa e molto altro.


I cohousers credono che vivere in un normale appartamento ma poter avere spazi comuni possa facilitare le relazioni positive con il prossimo

Sembra impossibile? Ma è sempre stato così! Per migliaia di anni la dimensione della famiglia era quella del villaggio ed è questa la dimensione dove si vive e si cresce meglio, dove si possono conciliare i tempi soffocanti tra famiglia e lavoro, prevenendo le patologie legate alla solitudine e all'isolamento ormai comunissime sia negli adulti che nei bambini.

Una delle obiezioni che si sente fare più spesso ai futuri abitanti di un cohousing è: “Bello, bellissimo ma si litigherà come in tutti i condomini!”. Giustissima obiezione. Infatti la nascita di un cohousing consiste non solo nell'individuare strutture e terreni disponibili, come spesso si crede, ma nel lavoro di formazione del gruppo. Un semplice condominio con sale e spazi comuni non è sufficiente a creare un cohousing; è indispensabile un percorso di condivisione, la volontà, lo spirito di collaborazione.

Nel 2009 attraverso un Bando del servizio “Politiche della famiglia” del Comune di Ferrara è stato finanziato un facilitatore a Solidaria, che ha aiutato moltissimo nel percorso di consolidamento del gruppo e nella messa a fuoco delle aspettative.

Nel 2010, dopo avere definito l'importanza del gruppo e avere anche messo in conto che non tutti i soci probabilmente sarebbero arrivati al traguardo, per una serie di ottimi motivi, le famiglie si sono lanciate nell'ardua ricerca di un immobile idoneo: cercavano un immobile già esistente da ristrutturare, in modo da non cementificare altri terreni vergini; volevano un numero di unità immobiliari almeno il doppio rispetto al numero di famiglie aderenti perché cercavano di realizzare un progetto aperto, rivolto alla città.


La nascita di un cohousing consiste anche nel lavoro di formazione di un gruppo

Una volta individuato l’immobile adatto, altri mesi, anni sono trascorsi per capire la struttura più idonea per l’acquisto, come gestire e cercare i finanziamenti, l’impresa, l’architetto, tenere unito e motivato il gruppo… Non è stato tempo buttato via, infatti gli stessi cohousers ammettono che ora, con l’esperienza acquisita, in pochi mesi sarebbero in grado di attivare un altro cohousing a Ferrara.

Vivere in cohousing è stata quindi per i cohousers ferraresi una scelta di sostenibilità sociale - ovvero la volontà di basare la convivenza su relazioni armoniche e benefiche, sviluppando capacità comunicative ed empatiche, di sostenibilità ambientale - cioè la decisione di tenere nel massimo conto i fattori ambientali nella scelta del luogo, nella costruzione dell'immobile, nei comportamenti quotidiani ed in ogni scelta comunitaria e non ultimo di sostenibilità economica - quindi la determinazione di ridurre gli sprechi, riciclare, riparare e autoprodurre, fuori dagli schemi 'lavoro-guadagno-spendo'.

Per informazioni Solidaria
info@cohousingsolidaria.org

Nell'area formazione trovi anche:

GUIDA AL COHOUSING: IL CONDOMINIO SOLIDALE

Il 17 febbraio a Ferrara il Convegno:

COHOUSING? PARLIAMONE

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Che cos'è il cohousing? Una particolare forma di vicinato dove coppie e singoli, ognuno nel proprio appartamento, decidono di condividere alcuni spazi e servizi comuni come il mangiare, la... continua
Un lettore ha commentato questo articolo commenta commenta
20 Febbraio 2012 23:39, maria ha scritto:
mi auguro che queste iniziative si espandano perché mi sembra siano le basi di una futura civiltà a misura d'uomo
AZIONI
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PAROLE CHIAVE
cohousing  edifici  edilizia  abitare 
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Famiglie, Reti Familiari e Cohousing


Autore: Antonella Sapio
Casa editrice: Franco Angeli Editore
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