
L'incubo nucleare continua a far tremare il Giappone dopo il devastante terremoto-tsunami che lo scorso 11 marzo ha colpito il Paese del Sol Levante. La crisi, infatti, è ben lontana dall'essere risolta e, come affermato dal premier nipponico Naoto Kan, “è difficile dire quando potrebbe avere una fine”.
Il governo giapponese, tuttavia, non intende al momento ampliare la zona di evacuazione intorno alla centrale di Fukushima, sebbene l'Agenzia atomica internazionale (Aiea) abbia registrato livelli di radiazioni oltre i limiti a Iitate, villaggio a 40 km dall'impianto nucleare. L'Aiea, che fa capo all'Onu, ha dunque invitato ad affrontare la questione. Il capo di gabinetto Yukio Edano, da parte sua, ha affermato che “rafforzerà i controlli sulle radiazioni al suolo”.
Intanto, secondo quanto riferito dai tecnici della Tepco, iodio radioattivo 131 è stato rilevato in una falda acquifera situata a circa 15 metri sotto la centrale nucleare di Fukushima. Un campione d'acqua prelevato mercoledì scorso sotto il reattore n.1 ha mostrato un tasso di 430 Bq/cm3, valore di 10.000 volte superiore a quello consentito.
Il ministero giapponese della Sanità inoltre denunciato la presenza di livelli “abnormi” di cesio radioattivo in un campione di carne di manzo prelevato nella prefettura di Fukushima. Nel campione di carne, riferisce l'agenzia stampa Kyodo, sono stati rinvenuti 510 becquerel di cesio radioattivo. Il livello massimo consentito è di 500 becquerel. Greenpeace ha precisato che la contaminazione deriva dal Cesio-137 che, a differenza dello Iodio-131, decade molto più lentamente. Secondo l'associazione “ci vorranno 3 secoli per sbarazzarsi di questa contaminazione”.
Nell'area intorno alla centrale nucleare di Fukushima, intanto, sono stati contati un migliaio di corpi di uomini e donne uccisi dal terremoto/tsunami dell'11 marzo scorso. A distanza di 20 giorni dal doppio cataclisma quei corpi senza vita si trovano ancora lì: nessuno ha il coraggio di raccoglierli, sono troppo radioattivi.
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A.P.
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