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Livorno, è complotto in alto mare. La denuncia di Greenpeace

Greenpeace pubblica oggi il rapporto 'Complotto in alto mare' per svelare i gravi retroscena che riguardano da vicino il progetto di costruzione del rigassificatore offshore della OLT. Un impianto che verrà testato per la prima volta davanti alla costa tra Pisa e Livorno, nel bel mezzo del Santuario dei Cetacei.

di Greenpeace - 17 Febbraio 2011


Una balena morta sul litorale tra Pisa e Livorno a fine gennaio. Proprio davanti a queste coste, nel bel mezzo del Santuario dei Cetacei, è in progetto la costruzione di un rigassificatore off-shore

Greenpeace pubblica oggi il rapporto Complotto in alto mare per svelare i gravi retroscena del rigassificatore offshore della OLT. A quattro anni dall'autorizzazione dell'impianto, che verrà testato per la prima volta nella zona "protetta" del Santuario dei Cetacei, il Ministero dell'Ambiente ha dato il via libera a nuove modifiche progettuali che potrebbero aggravare i rischi ambientali di questo folle progetto.

Senza richiedere alcun ulteriore studio, la Commissione Tecnica di Verifica dell'Impatto Ambientale ammette, in quest'ultimo parere, che non è mai stato valutato in maniera adeguata l'impatto devastante che lo scarico di cloro e il rumore prodotto dall'impianto avranno sull'ambiente marino. E pensare che il rigassificatore sorgerà nel bel mezzo del Santuario dei Cetacei e a poca distanza dalle Secche della Meloria, Area Marina Protetta recentemente istituita.

"Ancora una volta gli interessi dell'industria calpestano la tutela ambientale - denuncia Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace -. Questo rigassificatore è un esperimento pericoloso in un Santuario che verte già in condizioni di grave degrado. Invece di proteggere balene e delfini come promesso, le istituzioni li stanno condannando a morte!"

Come evidenziato nel rapporto Complotto in alto mare, la Commissione Tecnica ammette chiaramente che ogni anno saranno sversati in mare ben 3,6 tonnellate di cloro (completamente ignorate nella VIA del 2004). Questo porterà alla formazione di composti organo-clorurati tossici, mutageni e non facilmente biodegradabili.

Greenpeace denuncia, inoltre, che il rumore in acqua prodotto dall'impianto potrebbe aumentare con lo spostamento di alcuni macchinari particolarmente rumorosi nello scafo della nave. Una modifica progettuale che secondo la Commissione sarebbe "altamente compatibile con l'ambiente", anche se è la stessa Commissione che a fine documento prescrive un monitoraggio sia del rumore che della presenza di cetacei nell'area (la VIA del 2004 ne negava addirittura la presenza: altra bugia smentita dalla balena che si è spiaggiata sul litorale pisano pochi giorni fa).

"È scandaloso che il Ministero dell'Ambiente riconosca di non aver mai valutato questi impatti ambientali e, ciononostante, permetta di incrementarli. Invece di procedere a una razionale valutazione del rischio, il Ministero preferisce nascondersi dietro la richiesta di monitoraggi successivi perfettamente inutili, visto che i cetacei scapperanno da un'area rumorosa e inquinata" conclude Giorgia Monti.

A fronte di tali rivelazioni Greenpeace chiede:

- al Ministero dell'Ambiente di bloccare immediatamente la costruzione del rigassificatore off-shore;

- al Comitato Scientifico e Tecnico del Santuario di esprimere un parere vincolante sulla reale compatibilità di questo progetto con il futuro delle balene;

- alla Regione Toscana di intervenire in maniera concreta a tutela del Santuario come più volte promesso.

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