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Acque all'arsenico, l'interrogazione parlamentare

25 Novembre 2010

acqua
Dopo la decisione dell'Ue di negare all'Italia uno sforamento dei livelli di arsenico nelle acque ad uso alimentare, ieri l'interrogazione parlamentare al ministro della Salute

Considerato che cifre superiori ai 10 microgrammi di arsenico per litro possono determinare rischi per la salute dei cittadini, il 28 ottobre la Commissione Europea ha negato all'Italia uno sforamento dei livelli di tali sostanza nelle acque ad uso alimentare. Il dato allarmante è che la decisione dell'Ue coinvolge 128 comuni italiani, concentrati in particolar modo nel Lazio, i cui sindaci potrebbero essere costretti ad adottare provvedimenti per vietare il consumo di acqua potabile (data la concentrazione di arsenico oltre i limiti di legge).

Ieri è stato il gruppo dell'UDC, alla Camera a portare una interrogazione parlamentare sull'argomento indirizzata al Ministro della Salute, Ferruccio Fazio: "Cosa ha intenzione di fare il ministero per risolvere una situazione che riguarda ben 250.000 mila famiglie italiane?".

Il ministro ha spiegato che sono circa 100.000 gli italiani a cui dovrebbe essere precluso l'uso dell'acqua potabile, a causa di una concentrazione di arsenico superiore a 20 milligrammi per litro, mentre per altri 900.000 è ipotizzabile una deroga (la soglia massima di deroga concessa dalla Commissione europea è pari a 20 microgrammi).

In merito alle iniziative che verranno intraprese per far fronte a questa situazione, Ferruccio Fazio ha affermato che si sta valutando una collaborazione con le regioni per stabilire programmi di attuazione relativi o all'installazione di dearsenificatori, la possibilità di richiesta di deroga alla Ue nonché "altri interventi" atti a garantire a tutti i cittadini italiani un approvvigionamento idrico adeguato.

Sulla questione è intervenuta anche Legambiente che ha definito la vicenda "il solito pasticcio all’italiana". Secondo l'associazione, infatti, le deroghe che dovevano servire ad affrontare e risolvere definitivamente il problema, peraltro noto, della concentrazione di alcuni inquinanti presenti nelle acque distribuite in alcune regioni sono invece diventate l’ennesimo escamotage per non intervenire.

Il responsabile scientifico di Legambiente, Stefano Ciafani, ha comunque voluto evidenziare l'importanza di non generalizzare: 59 milioni di italiani non hanno alcun problema con l’arsenico nelle acque potabili e possono contare su un’acqua di rubinetto garantita, controllata e di qualità.

Il video dell'interrogazione parlamentare di ieri

A.P.

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Un lettore ha commentato questo articolo commenta commenta
26 Novembre 2010 12:26, Enrico Accorsi ha scritto:
La conclusione mi pare la cosa piu' sensata (si tratta dello 0,1%), anche perche' qs notizia, stranamente, sta avendo molta eco e sta girando con anche i nomi dei comuni e non vorrei che si fosse dietro la mano di qualcuno (ci siamo intesi, no!). Poi e' giusto che vengano citati (finalmente) cosi' i cittadini possono rivalersi (legalmente?!?!) con chi gestisce il servizio e fra l'altro da quelle parti c'e' la prima ditta privata che si e' "impadronita" dell'acqua. Leggevo che in molti di qs comuni la gestione e' "privata", chi ha scritto l'articolo puo' informarsi e lasciare un commento?
 

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