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L'alba delle ricette vegan

Il cobbler alle pesche

Il cobbler può essere dolce o salato, ripieno di diversi tipi di verdura e frutta. Questa settimana vi presentiamo un riadattamento in chiave vegan del cobbler alle pesche.

di Vegan Riot - 12 Settembre 2011

cobbler pesche
Il cobbler può essere dolce o salato, ripieno di diversi tipi di verdura e frutta

Per il ripieno:

6 pesche
4 cucchiai di zucchero
1 ½ cucchiaio di amido di mais
½ cucchiaio di succo di limone
½ cucchiaino di aroma di mandorla amara

Per la copertura:

1 ¼ di tazza di farina
½ tazza di zucchero
6 cucchiai di margarina vegetale spalmabile
5 cucchiai di latte di soia
1 ½ cucchiaino di lievito per dolci
1 cucchiaio di amido di mais
un pizzico di sale

Questa settimana vi presentiamo un riadattamento in chiave vegan del cobbler alle pesche. Si tratta di un dolce al cucchiaio composto da una base di pesche e da una copertura dolce simile al crumble, ma molto più spessa e lievitata, che viene disposta sul ripieno a cucchiaiate. Da qui il nome, che richiama quello delle strade pavimentate a sanpietrini.

Il cobbler può essere dolce o salato, ripieno di diversi tipi di verdura e frutta. Noi abbiamo scelto le pesche per farne fuori alcune che avevamo appena comprato al modico di prezzo di 2 euro al chilo direttamente dal produttore, per poi accorgerci, dalle loro condizioni non proprio ottimali, che avevano già intrapreso il loro viaggio finale verso il compost. Voi non fatevi fregare dalle lusinghe del commercio (seppure a km Ø) e usatene di più sode perché poi vanno cotte.

La ricetta non è, in realtà, tutta frutto del nostro prodigioso ingegno, ma l'abbiamo riadattata per gli affamati di dolci, vegan e non, da un libro sui crumble e i cobbler che da tempo giaceva solo ed abbandonato nella nostra libreria. Come vedrete, la preparazione è molto facile ed è, perciò, adatta anche a chi è totalmente privo di qualsiasi abilità culinaria.

Sbucciate le pesche, tagliatele a spicchi (non devono essere sottili) e mettetele in una pirofila da forno di quelle che possono anche essere portate in tavola. Aggiungete lo zucchero, il succo di limone, l’amido, l’aroma di mandorla e mescolate bene. Fate cuocere in forno già caldo a 180°C per circa 20 minuti (fate attenzione a non far bruciare le pesche!).

Quando è trascorso circa la metà del tempo di cottura, iniziate a preparare la parte superiore del dolce. Con l’aiuto di un robot da cucina lavorate la farina, lo zucchero, un pizzico di sale, l’amido di mais, il lievito e la margarina fino ad ottenere un composto 'bricioloso'. Incorporate il latte e mescolate, sempre con l’aiuto del robot, fino ad ottenere un impasto morbido, omogeneo ed appiccicoso, del tipo che può essere facilmente preso con un cucchiaio. Se vedete che è troppo asciutto, aggiungete un altro cucchiaio di latte di soia.

Tirate fuori dal forno la pirofila con le pesche e copritela con l’impasto, disponendolo a cucchiaiate. La ricetta originale dice di non livellare la superficie per ottenere l’effetto 'sanpietrino', ma noi in parte l’abbiamo fatto e il risultato è stato ugualmente ottimo. Tenete, comunque, conto che, una volta al forno l’impasto tenderà ad allargarsi. Cospargete con un paio di cucchiaiate di zucchero e rimettete in forno a 180°C per circa 15 minuti o fino a quando la copertura non sarà dorata. L’optimum sarebbe servirlo caldo o tiepido accompagnato da gelato, ma anche da freddo non perde nulla della sua bontà.

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