Caterina e il suo impegno per autoproduzione e rifiuti zero

"Sei anni fa avevo 16 anni, andavo a scuola, uscivo con gli amici, la mia vita finiva lì. La mia mente finiva lì. Facevo tutto ciò che le persone e la società mi dicevano di fare; non capivo davvero cosa stavo facendo e nemmeno sapevo cosa mi piaceva e cosa no: facevo quello che dovevo fare". Caterina Parnici ci racconta le sue scelte.

Caterina e il suo impegno per autoproduzione e rifiuti zero

Caterina Parnici, 22 anni, triestina, viaggiatrice solitaria e attrice in una compagnia teatrale, ci racconta la sua storia di cambiamento verso una maggiore consapevolezza di se stessa e dell'ambiente intorno a lei che l'hanno portata a prendere una decisione importante: condurre una vita senza spreco a rifiuto quasi zero.
Qual è stata la scintilla che ha dato vita a questo grande progetto?
"Il mio interesse verso una vita senza sprechi è nato nel 2014, quando su YouTube ho iniziato a seguire i video di una conferenza americana chiamata Ted che presenta idee innovative in vari ambiti. Un video mi colpì molto: “Why I live a Zero Waste Life” (perché vivo una vita senza senza spreco). In questo intervento, la protagonista del video raccontava di come in tre anni fosse riuscita a ridurre la sua produzione di immondizia alla quantità contenuta in un solo barattolo di vetro. A dire il vero, la prima cosa che ho pensato è che stesse mentendo! Credevo fosse impossibile produrre così pochi rifiuti in tre anni, quando quella era la quantità che io producevo in neanche mezza giornata. Successivamente mia sorella mi regalò un libro intitolato “Zero Waste Lifestyle” e leggendolo mi sono accorta di come fosse assolutamente fattibile intraprendere un percorso di quel tipo, sfruttando il principio di riciclo e riutilizzo. Prima di leggere quel libro non mi ero mai veramente accorta di quanto alto fosse l'impatto ambientale causato dalla mia spazzatura. All'epoca avevo 20 anni ed ero appena tornata da un anno e mezzo vissuto a Londra, città dove il consumismo e l'acquisto compulsivo sono all'ordine del giorno. Non lo nascondo, per molti anni anche io ho fatto parte di questa categoria di persone. Lentamente qualcosa è cambiato nella mia mente ed ho iniziato a vedere le cose da un diverso punto di vista, con molta più consapevolezza rispetto a prima. Così è iniziato il mio percorso per diventare una consumatrice etica".
Quali sono i motivi che più ti hanno convinto di questa scelta?
"Per cominciare, prendendo di riferimento l'anno 2015, vi basti sapere che già ad agosto avevamo esaurito le risorse della terra per quell'anno, quindi per i 4 mesi successivi abbiamo utilizzato le risorse che sarebbero dovute servire per il 2016. I dati sono impressionanti ed è l'ambiente a subirne le conseguenze, ma quello che non vogliamo non capire è che la Terra è una sola e non abbiamo un pianeta di riserva: ci stiamo lentamente uccidendo da soli e non ce ne stiamo accorgendo, o non diamo abbastanza importanza a questo fatto! Secondo alcuni studi in Italia la produzione di rifiuti al giorno è di 1,4 Kg pro capite: provate a moltiplicare quel numero per gli abitanti che ci sono nel nostro paese e il risultato è ciò che produciamo di immondizia, solamente in un giorno. Sono numeri che spaventano e dovrebbero allarmarci. Così ho deciso che dovevo mettermi in gioco per dare il mio contributo alla causa ed essere di esempio per gli altri".
Da cosa sei partita per cambiare il tuo stile di vita?
"Inizialmente ho cominciato ad informarmi sull'argomento: la prima cosa da sviluppare è la consapevolezza, bisogna capire quanta spazzatura si produce e dove si può intervenire per ridurre i propri rifiuti. Bisogna fare qualcosa per migliorare la situazione e dobbiamo partire da noi stessi per poter trasmettere questo messaggio e quindi vedere un cambiamento più grande. Le piccole e facili cose con cui io ho iniziato possono essere fatte da chiunque. Il concetto è “un piccolo gesto per un grande cambiamento”. Detto così può sembrare difficile ed impegnativo, ma posso garantire che non lo è affatto: bisogna soltanto volerlo e tutto il resto viene da sé".
Quali sono le strategie che hai attuato per diminuire il tuo impatto ambientale?
"Ci sono tante cose che si possono fare. Ad esempio, al posto dei fazzoletti di carta usa e getta, preferire quelli di stoffa che si possono lavare e riutilizzare e, oltretutto, anche il nostro naso ne trarrà beneficio in quanto si diminuiscono le irritazioni. Inoltre, comprare prodotti alimentari sfusi da porre nei propri contenitori di vetro, così da eliminare tutti gli inutili imballaggi di plastica o polistirolo.
Usare la coppetta mestruale o gli assorbenti lavabili, in modo da eliminare l'uso degli assorbenti usa e getta che inquinano veramente tanto perché non sono facilmente degradabili; oltre ad essere un cambiamento ecosostenibile, si risparmia davvero molto a livello economico! Utilizzare la borraccia di alluminio invece delle bottiglie di plastica che poi devono essere buttate e che non fanno neanche bene per la nostra salute. Quando finiamo un prodotto, al posto di andare al supermercato e comprarne un altro, imparare a farlo in casa (sapone, creme per il viso, prodotti detergenti ecc.). Per impacchettare i regali, al posto della carta, usare la stoffa: io spesso utilizzo delle bandane per capelli o dei fazzoletti per impacchettare il tutto, quindi l'involucro diventa un pezzo di regalo in più e la gente ne rimane felicemente sorpresa! Non buttare via la carta se può essere utilizzata dall'altro lato ancora bianco, per eventuali liste della spesa, liste di invitati, ecc.".
Quali sono i vantaggi personali nell'intraprendere questo percorso?
"Attuando queste piccole soluzioni vedrete come inizierete a spendere molti meno soldi e ad avere cose più utili e fatte da voi. Inoltre è molto divertente escogitare mille modi per produrre meno scarti e creare oggetti riutilizzabili e originali. Questo aiuta a sviluppare la nostra creatività e fantasia: io per esempio ho riscoperto il cucito e quanto sia bello cucinare i biscotti per la colazione, invece che andarli a comprare pronti! Ho molto a cuore quest'argomento e spero che anche voi riusciate a capire quanto il nostro ecosistema sia prezioso e unico".
Com'è stata presa questa tua iniziativa dalla tua famiglia e dai tuoi amici?
"All'inizio, quando ho parlato ai miei genitori di questa idea di ridurre gli scarti e usare meno imballaggi, ne erano contenti e mi supportavano. Siccome vivo ancora con loro, era fondamentale coinvolgerli in questo progetto. Con il tempo le cose sono cambiate e dopo l'entusiasmo iniziale hanno visto quanto fosse difficile riuscire a seguire i miei princìpi. Io cerco di non costringerli a vivere il mio stesso stile di vita però è difficile riuscire a portare avanti questo progetto se vivi con la tua famiglia e questa non ha a cuore la tua scelta quanto te. Ma io non demordo e cerco di crearmi uno spazio mio per le mie scelte. Ho provato a convertire a questo stile di vita anche i miei zii, andando a comprare loro il detersivo per lavastoviglie e lavatrice sfuso e cercando di convincerli a continuare a prenderlo così, riutilizzando lo stesso contenitore, ma è davvero difficile difficile senza una forte motivazione di base perché spesso sono molto stanchi e per comodità comprano addirittura le bottiglie di plastica di acqua naturale al supermercato. A volte i miei amici scherzano su queste mie scelte. Ad esempio poco tempo fa ho comprato degli spazzolini di bamboo su Internet e ho chiesto su Facebook chi volesse acquistarli con me in modo da dividere le spese di spedizione. Alcuni, entusiasti, hanno accettato, altri mi hanno chiesto per quale strano motivo avrebbero dovuto comparare uno spazzolino di bamboo... Ho spiegato le mie ragioni, ma è capitato di trovare gente che mi ha detto che quello che sto facendo è assolutamente inutile e stupido".
Cosa vorresti fare ancora in un futuro per diminuire ulteriormente il tuo impatto ambientale?
"L'anno scorso ho vissuto per 4 mesi in Spagna, dove sono andata a lavorare come volontaria presso varie famiglie con diversi stili di vita, tra le quali una che abita in una casa autosufficiente e questo mi ha fatto capire che un domani vorrei averne una così anche io, sfruttando l'acqua piovana, l'energia ricavata da pannelli fotovoltaici, ecc. Per il momento, ho ancora molta strada da fare: devo migliorare diverse cose di cui non sono soddisfatta, ad esempio l'utilizzo dell'auto che uso per comodità e mancanza di tempo, ma già adesso sto cercando di utilizzare di più i mezzi pubblici e ultimamente la bici. Sono sicura che a piccoli passi riuscirò ad avere un grande risultato!".

 

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Commenti

Mi ritrovo molto nella vita di Caterina! Condivido pienamente le sue scelte e il suo stile di vita, praticamente uguali al mio! La capisco quando parla di persone che ignorano e trovano inutile questi semplici gesti che invece dovrebbero diventare obbligatori per tutti. E vorrei anch'io un giorno, vivere di ciò che produco, frutti della terra compresi. Un grosso abbraccio nella speranza che i nostri desideri si avverino. Chiara
Chiara, 03-07-2016 09:03

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