Contro la disoccupazione meglio imparare un mestiere manuale

I dati e i rilevamenti dicono una cosa chiara: in Italia non si trovano persone in grado di fare mestieri "manuali", che richiedono competenze artigianali, concrete, perizia con le mani. Eppure i numeri della disoccupazione sono preoccupanti...Sarà che bisogna correggere la rotta...

Contro la disoccupazione meglio imparare un mestiere manuale

Le statistiche dicono che ci sono milioni di disoccupati, eppure sono tanti i mestieri dove serve gente che sa fare lavorare bene le mani e non si trovano abbastanza persone: idraulico, elettricista, muratore, falegname, meccanico, fabbro, carpentiere o comunque chi sa aggiustare o realizzare qualcosa.

Provate a cercare qualcuno di queste categorie, ad esempio idraulici ed elettricisti; sono così richiesti che addirittura recentemente un tribunale ha stabilito che non era credibile la ragione di un idraulico che diceva di non poter pagare gli alimenti alla moglie, proprio per la grande richiesta della sua professione. Sempre indaffarati, corrono da un lavoro all’altro e anche nei famosi anni di crisi il lavoro a loro non mancava, perché i bagni non hanno smesso di rompersi, gli impianti elettrici di avere problemi, i mobili e le porte da riparare, i muri a cedere e le automobili di avere bisogno di manutenzione. E le persone senza bagni, elettricità, automobili non possono vivere, quindi l’intervento è d’obbligo e difficilmente rimandabile. Fare il meccanico poi significa poter lavorare in teoria anche su motori che non sono solo quelli delle automobili. I meccanici in Italia sono al lavoro costante in un paese che ha più automezzi pro capite al mondo dopo gli Stati Uniti.

Visto che c’è scarsità di concorrenza, essendoci in proporzione pochi artigiani rispetto alla richiesta, molte di queste categorie di lavoratori hanno parcelle non indifferenti e poi ci sono i ricarichi sul materiale che aumentano ulteriormente il guadagno. E anche gli immigrati, soprattutto dell’est che sanno fare un po’ di tutto a livello manuale, hanno capito che c’è richiesta e di conseguenza anche le loro parcelle non sono molto dissimili da quelle degli italiani doc.

Non si spiega quindi perché non abbondino lavoratori in queste categorie artigiane considerato le masse di disoccupati.  Saper lavorare con le mani tra l’altro è la migliore sicurezza per il futuro, vista la totale dipendenza dalla tecnologia che aumenta costantemente e che determina una incapacità sempre maggiore e un sempre maggiore numero di persone che non sanno tenere un cacciavite in mano e in caso di problemi, black out o difficoltà di qualche tipo, sono spacciati. Tutti di fronte a computer e cellulari ma poi se si rompe qualcosa, non sono certo le abilità informatiche che ci permettono di risolvere direttamente il problema. Ulteriore vantaggio di fare mestieri artigiani è il risparmio di soldi per quando si deve intervenire a casa propria e sulla propria auto. Certo, per intraprendere questi mestieri un pochino di impegno bisogna mettercelo e di sicuro per gli “scoraggiati”, che nemmeno lo cercano più un lavoro e ingrossano le file dei disoccupati, sarà difficile prodigarsi in tale sforzo sovraumano per loro, ma chi ancora il lavoro lo cerca magari può farci un pensierino. Non è la prima motivazione ma sapere costruire, realizzare o aggiustare qualcosa dà sempre un piacere e soddisfazione particolare, provare per credere.

E a quei genitori che pensano che il figlio o la figlia debbano per forza studiare dopo le scuole dell’obbligo, pure se ha scarsi risultati e pochissima voglia, mi permetto di dire: meglio che imparino un mestiere che condannarli all’inedia scolastica. Per studiare e approfondire c’è sempre tempo ma ci si riesce meglio quando c’è la voglia. Inoltre l’intelligenza, l’apertura mentale, la cultura e la curiosità non albergano esclusivamente nelle cattedrali del sapere ormai sempre più fossilizzate.

Ragionando poi in termini di fantascienza si potrebbe magari diventare un artigiano/professionista etico cioè che fa pagare i propri interventi anche a seconda del reddito del cliente e di quale è l’attività lavorativa dei clienti stessi.  Quindi far pagare di più ai ricchi o a coloro che non fanno nessuna attività a favore degli altri e dell’ambiente e fare pagare di meno a chi ha redditi bassi e a chi si prodiga per il prossimo e la natura, quindi anche per la sopravvivenza dei professionisti stessi. Ammetto che è pura follia quanto sto affermando ma chissà, forse un giorno quando l’etica e la salvaguardia del mondo saranno parametri molto più importanti del denaro, può anche darsi che le cose cambino.

Per il momento questa terribile minaccia dell’etica non c’è, si continua tranquillamente a spellare i clienti e fare concorrenza ai dentisti sulle parcelle. Fino al giorno in cui questa mentalità dall’orizzonte che arriva al proprio naso, farà crollare tutto miseramente e allora nemmeno gli artigiani saranno in grado di rimettere insieme i pezzi.

 

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Commenti

Gli artigiani non saranno in grado di rimettere insieme i pezzi del sistema, e meno male, ma potranno innanzitutto cavarsela e aiutare successivamente gli altri ad aiutare se stessi.
Antonio Zanella, 31-08-2018 11:31

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