È più pericoloso il lupo o il cacciatore?

Puntuale come una condanna è iniziata la caccia. Una siccità tra le più pesanti da quando si calcolano le temperature, incendi ovunque, animali decimati e allo stremo dopo una estate di inferno. Ma nemmeno questa terribile situazione ferma i cacciatori.

È più pericoloso il lupo o il cacciatore?

L’unica cosa che fermerebbe i cacciatori è la morte di tutti gli animali cacciabili e ci si sta arrivando perché basta andare in un qualsiasi bosco per non trovare praticamente più traccia di uccelli. Guardando la situazione dal punto di vista dei cacciatori, che non si preoccupano nemmeno lontanamente che siamo già alla sesta estinzione di massa (ammesso che ne abbiano mai sentito parlare), se avessero fatto almeno un anno di moratoria ci avrebbero guadagnato, perché l’anno dopo avrebbero cacciato qualcosa; invece no, nessuna logica, nemmeno un lontano barlume di senso, bisogna assolutamente sterminare tutti gli animali. Che poi la caccia non sia più da tempo un'attività che ha un motivo o un'utilità  (se mai ne abbia avuti), lo dimostrano proprio le battute di caccia dove i cacciatori spendono tantissimi soldi che mai saranno ripagati dalle prede che cacciano. Quindi la caccia non si attua né per necessità, né perchè i cacciatori ci guadagnano: è solo un macabro gioco.  In tempi di crisi in cui tutti si lamentano (ricordiamolo sempre, perché è necessario), per mantenere questa attività i cacciatori spendono cifre folli, solo i cani da caccia arrivano a costare migliaia di euro, oltre poi al loro mantenimento. Cani puntualmente dilaniati dai cinghiali con tanto di costi veterinari, quindi doppie vittime animali, i cinghiali e i cani. Ogni cartuccia costa mediamente un euro, poi ci sono i vari Pick up, Jeep immense dai costi spaventosi che sembra debbano fare la Parigi-Dakar, poi abbigliamenti speciali, fucili, richiami, gabbie portatili per i cani. Il tutto abbinato a tasse di ogni tipo.  Quando si vedono i cacciatori scorrazzare per le strade, viene sempre in mente l’episodio della caccia del compianto e mitico Fantozzi dove si fronteggiano armate di cacciatori che noleggiano carri armati e aerei da guerra. Visto che la legge nemmeno di fronte a catastrofi naturali come quella di questa estate ferma i cacciatori, una piccola speranza è che fortunatamente sembra non ci sia ricambio generazionale che porti avanti questo costosissimo e lugubre hobby. Quindi forse fra venti o trent'anni, a parte i novantenni ancora con il fucile in mano, di cacciatori se ne vedranno pochi. Ma nel frattempo non ci sarà rimasto più nulla da cacciare. Anche dal punto di vista squisitamente psicologico, si fa davvero fatica a spiegare la soddisfazione che si può trovare a uccidere uccelli, visto che per raggiungere un minimo di carne da mangiare, ne devi fare fuori qualche decina. E dopo che la guardia forestale è stata pure depotenziata, figuriamoci chi controlla a quali uccelli si spara. I cacciatori, sempre più invisi e impopolari, sopravvivono con la storiella che ci sono troppi cinghiali; peccato che siano loro i primi a mantenerli, altrimenti con cosa giocano? Ne hanno importate in Italia razze che si moltiplicano maggiormente rispetto alle razze nostrane e li allevano come si alleverebbero maiali. Poi dicono che sono troppi, che sono pericolosi, sono dappertutto, rovinano la campagna. Smettessero di allevarli e si ridurrebbero di sicuro. Vengono poi allevati fagiani per metterli in libertà poco prima della caccia e sparargli. E si vedono questi fagiani così storditi che li puoi prendere con le mani.  I cacciatori però adesso hanno un altro alleato per diffondere la paura e recuperare un po’ di considerazione: il famigerato lupo. Il povero lupo rovinato dalla pessima e diseducativa storia di Cappuccetto rosso, dove nella realtà il vero e unico pericolo è proprio il cacciatore. Infatti non passa stagione di caccia con morti e feriti provocati dai cacciatori che si sparano fra di loro, che sparano a ciclisti, a malcapitati che vanno alla ricerca di funghi o semplicemente che passeggiano e che vengono scambiati per animali; vista la penuria degli stessi, piuttosto che non portare nulla a casa con cui vantarsi con gli amici, nel dubbio si spara, poi si vedrà di che preda si tratta. Pericoli pubblici più o meno legali che hanno pure il coraggio di dire che loro sono veri ambientalisti perché amano la natura, la amano così tanto che la sterminano e lasciano tappeti di bossoli ovunque con tanto di rifiuti di ogni genere; e come se non bastasse, bruciano bossoli e plastica perché si sa che la natura adora tutte le sostanze inquinanti emesse dalla combustione della plastica stessa. Per contro, non si ricorda a memoria d’uomo nessuna persona uccisa da un lupo. Così come non si ha notizia di qualche inquinamento o emissione nociva determinata da questo animale

E i lupi, essendo nemici naturali del cinghiali, basterebbero loro a mantenere l’equilibrio che è rotto dall’uomo. La natura ha equilibri perfetti che vengono sempre calpestati dagli uomini, che hanno pure il coraggio di dire che la colpa è degli animali che fanno questo e quello.  Il lupo fa paura? Provate ad andare nel bosco nella stagione di caccia e vedete chi vi fa più paur: un lupo che nemmeno riuscirete a scorgere o i pallini vaganti? Noi facciamo molta più paura al lupo che non il contrario e non si capisce il motivo per cui noi dobbiamo sempre dominare, sfrattare, uccidere qualsiasi essere vivente al di fuori di noi, che non sia un gatto di casa o un cane fedele.

Il bosco è di chi lo abita, la natura è di tutti gli esseri viventi che la abitano, l’uomo è solo una parte della natura e nemmeno la più intelligente, visto che è l’unico sulla terra che uccide sadicamente per gioco.

 

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