In Germania si costruisce il futuro: l’ecovillaggio di Sieben Linden

Affrontare l'attuale crisi ambientale, sociale ed economica dando vita ad un nuovo modello di società fondato su solidarietà, condivisione, risparmio e consapevolezza. Questi i presupposti da cui ha preso vita oltre quindici anni fa l'ecovillaggio di Sieben Linden, nel nord della Germania.

In Germania si costruisce il futuro: l’ecovillaggio di Sieben Linden
L’ecovillaggio di Sieben Linden è situato in aperta campagna nel nord della Germania, regione della Sassonia Anhalt (ex DDR), ed è abitato da 150 persone di cui 40 bambini e adolescenti. Queste persone hanno deciso che la crisi ambientale, sociale, economica, politica la risolvono per davvero. Il progetto esiste da oltre quindici anni e dimostra che, se si vuole, si può migliorare la qualità della vita dando a questa un senso profondo. Persone normali di tutte le estrazioni sociali e possibilità economiche hanno creato un sistema sostenibile senza essere marziani, hippies o miliardari. Le abitazioni sono state costruite con materiali come il legno locale, balle di paglia, isolamento in fibra di cellulosa e fibra di legno, terra cruda e vengono alimentate energeticamente da legna, pannelli solari fotovoltaici e termici, il tutto per ridurre al minimo l’impatto ambientale. Le decisioni vengo prese da tutti, ci sono i vari gruppi di lavoro e ognuno ha un ruolo all’interno dell’ecovillaggio che è un modello di micro società alternativa, così come dovrebbero e potrebbero esserlo tanti progetti anche da noi e infatti c’è chi in Italia ci sta già provando. La cucina è vegetariana e vegan con molti alimenti auto prodotti all’interno di un sistema di permacultura. Per tutto quello che non si autoproduce c’è un acquisto collettivo biologico che coinvolge l’intera comunità e che riduce i costi del 40% dei prodotti non solo alimentari ma anche di tutti quelli che servono per l’igiene personale e la pulizia della casa. Per i bambini c’è un asilo interno dove i bambini passano molto tempo all’aperto e non corrono il rischio di essere investiti. Su 150 persone le automobili sono solo una ventina e alcune sono della comunità a disposizione di tutti e se si usano si pagano solo i chilometri effettivamente percorsi, senza bisogno di pensare ad assicurazioni, spese di manutenzione, etc. Le persone si aiutano molto fra di loro, c’è solidarietà e supporto fra gli abitanti che permette di rafforzare le relazioni e anche risparmiare molti soldi in servizi che nella società normale devono essere pagati e che invece in progetti del genere sono gratuiti e volentieri donati reciprocamente. Sieben Linden sfata i pregiudizi di coloro che pensano che questi progetti siano isole felici scollegate dalla realtà e per pochi disadattati. Laddove in quella zona prima dell’arrivo di queste persone c'era abbandono, deserto relazionale e culturale, è stata portata una ventata di entusiasmo e di rinascita dell’economia locale con persone che vengono a Sieben Linden a lavorare o a visitare il posto da tutte le parti della Germania e anche dall’estero. Fra le tante attività si organizzano infatti corsi, seminari, incontri internazionali per tutti coloro che siano interessati a conoscere questa interessante realtà. La famosa cultura che si cita spesso come aspetto prioritario nella città e poi magari si va a teatro una sola volta l’anno, la fanno direttamente gli abitanti di Sieben Linden. Una volta a settimana c’è il cinema, ci sono spettacoli teatrali organizzati da loro, c’è la discoteca, un locale bar, un negozio interno, la sauna, un coro, si organizzano corsi di yoga, thai chi, danza, pittura, etc e la maggior parte sono gratuiti. Ci sono tante relazioni con persone di diverse professionalità, conoscenze, culture, storie che regalano una grande ricchezza a chiunque frequenti il posto anche per poco tempo. Ma veniamo all’argomento principe, la pietra angolare di tutto: i soldi. Proprio perché in questo posto non si spreca, si risparmiano energie e risorse, ci si dà una mano, si condivide molto senza per questo fare particolari rinunce o essere dei monaci, la vita costa veramente poco. Una persona, considerati gli elementi base di affitto, alimentazione, energia, acqua, internet, etc, spende mediamente al mese circa 500/600 euro e poco più se ha dei figli. All’interno di questa cifra si può anche usufruire di una mensa comune biologica che prepara quotidianamente pasti per la colazione, pranzo e cena. A Sieben Linden hanno fatto quadrare il cerchio, si spende poco, si ha tutto quello che serve, si vive a contatto con la natura, si ha supporto dalla comunità, si ha vita culturale, si imparano molte cose nuove e mestieri, si conoscono persone e culture diverse. Ma secondo i parametri economici tedeschi (simili ai nostri), in teoria queste persone a cui non manca nulla, vivono al di sotto della soglia di povertà. Viene da chiedersi allora la povertà dove sta davvero? In chi guadagna più soldi ma fa una vita di inferno? In chi non si costruisce nessuna prospettiva e aspetta che gli cali dal cielo qualche miracolo? A cosa serve avere tanti soldi, inseguire uno stipendio che deve essere sempre più alto per comprare sempre più cose? Chi è veramente povero nella società dei consumi? Secondo quali parametri totalmente sballati si viene considerati poveri? Le persone di Sieben Linden vivono così come tanti predicano ma che non fanno. Cosa ci sarà di tanto difficile nel mettere assieme la teoria con la pratica? In ogni caso vista la situazione drammatica attuale, volenti o nolenti, la società del futuro, speriamo non troppo lontano, sarà simile a quella di questi pionieri. Nasceranno sempre più variegati progetti di questo tipo che si scambiano competenze e informazioni e si rafforzano fra loro, progetti costituiti da persone consapevoli, attive e che danno risposte pratiche e sensate ai problemi che ci stanno portando a fondo. Basta poco per avere ispirazione, basta fare un viaggetto e vedere con i propri occhi, poi rimboccarsi le maniche e rifare dalle nostre parti cose simili, tenendo ben presente che noi in Italia siamo molto più avvantaggiati perché con le nostre condizioni geoclimatiche, potremmo autoprodurci molti più alimenti ed energia. E poi volete mettere il clima italiano e il clima del nord della Germania? In Italia potremmo diventare un meraviglioso giardino nel quale fare crescere speranza e bellezza. Per tutti quei giovani che pensano che possibilità non ce ne siano, che non ci sia lavoro, che si sentono inutili o aspettano non si sa bene cosa, consiglio caldamente di visitare posti del genere dove ognuno ha una sua collocazione, un ruolo, un senso, non si sente da solo contro il mondo. Bisogna darsi da fare, essere attivi e crearsi opportunità, di certo nulla verrà per grazia ricevuta ma se non ci si dà da fare, se non ci si muove, non si possono certo scoprire i propri talenti e misurare le proprie possibilità. Prima di criticare iniziative del genere o liquidarle con commenti banali e idiozie assortite parlando di Arcadie, di utopie, di isole felici, di progetti impossibili, andate a trovarli e vi accorgerete che sono estremamente realistici e quello che fanno è riproponibile senza sforzi titanici o montagne si soldi. I progetti impossibili, le vere utopie sono quelle che la società dei consumi ci ha martellato fino ad ora ed è ormai evidente che non ci portano proprio da nessuna parte.

Commenti

Paolo, 500/600%u20AC al mese non mi pare siano pochissimo... Dal momento che queste persone hanno deciso di fare dell'autosufficienza un pilastro della loro vita (condivisibilissmo), mi chiedo quali siano le attività economiche che conducono per potersi permettere una spesa mensile di questo tipo. Saluti, Michele
Michele, 20-03-2013 12:20
MI associo a Michele... tutto bello. Ma non ho capito (probabilmente c'è una spiegazione) dove saltano fuori questi 600 euro al mese...
Daniele, 20-03-2013 01:20
Credo che, con i 500-600 euro, Paolo si riferisse al costo per famiglia. Non so che situazione abitativa avete voi, ma queste cifre,comprensive di tutte le spese (affitto, acqua, luce, connessione, ecc) e della mensa biologica, sono veramente irrisorie. Calcolate che solo l'affitto in una città di medie dimensioni, per una casa sui 70 mq, si aggira sui 600 euro, esclusi i consumi e il condominio. Non mi sembra di aver letto da nessuna parte che l'idea sia quella dell'autosufficenza (anzi, si dice esplicitamente che ricorrono all'esterno per quanto non viene prodotto da loro), probabilmente avranno qualche lavoro che li finanzia. Onestamente non ci trovo niente di male. Lavorare ed abitare in un ecovillaggio non mi sembrano due cose in conflitto tra loro
Ale/Veganriot, 21-03-2013 10:21
Hai ragione Alessandra, non si parla di autoproduzione esclusiva. Citando l'articolo: "La cucina é vegetariana e vegan con molti alimenti auto prodotti all'interno di un sistema di permacultura. Per tutto quello che non si autoproduce c'é un acquisto biologico che coinvolge l'intera comunità". La conclusione l'avevo tratta io in base alla considerazione che sto provando ad autoprodurre lavorando e le due cose sono abbastanza incociliabili (per ovvia mancanza di tempo). Può essere che queste persone lavorino part-time, si accontentino di un piccolo stipendio (sufficiente alle loro esigenze) e utilizzino il resto del loro tempo per autoprodurre. Dall'articolo così come é stato esposto non si capisce molto, per questo chiederei a Paolo se può aggiungere qualcosa. In ogni caso 500/600%u20AC a persona lo trovo eccessivo, a famiglia ci può stare. Io e la mia ragazza stiamo lavorando ad un progetto di autosufficienza in cui abbiamo calcolato che in due 1000%u20AC mensili dovrebbero bastarci. Mi aspetto che unendo le forze, come accade in una comunità. questa cifra possa abbassarsi. Ma magari mi sbaglio. Buona giornata.
Michele, 21-03-2013 10:21
Ottimo articolo e spunto interessante per controbattere a chi dice che si tratta di utopie fuori dal mondo. L'autosufficienza locale, al limite familiare, è un'ottima cosa se non la si applica rigidamente: taglia tutti i costi e gli intermediari della nostra società (che ruota attorno all'economia dunque fa di tutto un affare)
Marco, 21-03-2013 10:21
E' emblematico che i commenti vertano sui soldi. Sieben Linden propone tante cose interessanti e nuove ma le riflessioni sono prevalentemente sui soldi. Lo avevo scritto ironicamente nell'articolo che i soldi sono la pietra angolare di tutto proprio perché so che da questa trappola non si esce o meglio non si vuole uscire. Ed è da questa trappola che dipende il nostro cronico immobilismo. I soldi sono un alibi, una scusa per mettere sempre un ostacolo fra noi e la realizzazione di alternative. Su qualsiasi giornale o media spesso si leggono o sentono commenti di persone adulte che sono ancora a casa dalla famiglia di origine perché guadagnano "solo" mille euro e con questa cifra dicono che non puoi fare nulla. A questo articolo si commenta che addirittura seicento euro sono tanti, siamo all'incredibile, nonostante con questa cifra si possa avere tutto l'indispensabile e di qualità come appunto dimostra Sieben Linden. Comunque la si giri, comunque la si costruisca, qualsiasi cosa si sperimenti o si proponga di realisticamente realizzabile e alla portata di tutti, sembra che non va mai bene niente, è evidente quindi che non si tratta di problemi di soldi ma di incapacità a pensare anche solo lontanamente una qualsiasi alternativa fattibile e si preferisce fermarsi all'aspetto dei soldi piuttosto che provare. Come ho accennato nell'articolo, le entrate delle persone dell'eco villaggio provengono per la maggior parte dalle attività che fanno all'interno del progetto stesso, con corsi seminari, etc e questo posto attira così tante persone che le attività che fanno sono spesso piene e hanno al momento il problema di avere a volte più richieste di quelle che possono accettare. Evidentemente c'è tanta gente che capisce l'importanza del progetto e lo va a vedere. Altre entrate arrivano da lavori che fanno all'esterno ma la gran parte sono lavori che fanno all'interno del progetto. Hanno gruppi che si occupano della costruzione o rinnovo delle case, delle energie rinnovabili, della permacultura, quindi anche della parte agricola, poi c'è il gruppo che si occupa del bosco, hanno 81 ettari in tutto. Ci sono le persone che organizzano i corsi e seminari, e i referenti sono quasi tutti interni. Ci sono le persone che gestiscono l'asilo, che fanno da mangiare per la mensa comune e per gli ospiti, e poi quelli che gestiscono tutta la parte dell'accoglienza. Ma quando hai spese così basse puoi permetterti di non lavorare così tanto così come la nostra società ci ha inculcato e noi abbiamo a quanto pare così bene introiettato. Ma a quale corsa dobbiamo partecipare? Quella del sistema attuale per il quale i soldi non bastano e basteranno mai o a quella di dare un senso all'esistenza e i soldi sono solo un mezzo e non un fine? A Sieben Linden hanno reso possibile una alta qualità della vita con spese estremamente basse, quindi ponendosi certamente il problema dei soldi, non essendo un club di miliardari o ereditieri ma cambiando completamente i parametri e gli obiettivi del sistema, dalla quantità alla qualità. E quando cambi questi parametri, cambia tutto anche il valore e la quantità dei soldi che ti servono per vivere.
Paolo Ermani, 22-03-2013 01:22
Paolo, innanzitutto un consiglio: rilassati :-) Credo che hai frainteso la domanda. Volevo solo sapere come era organizzata la sostenibilità economica del progetto. É vero che i soldi non sono tutto, ma é anche vero che questi 500/6oo euro a capoccia bisogna guadagnarseli. Volevo solo sapere come ciò avviene, era semplice curiosità e non una critica al progetto. Figuriamoci. Buon weekend.
Michele, 23-03-2013 06:23
utopia è solo quello che si pensa di non poter realizzare. Splendido progetto realizzato. Noi aspettiamo ancora che una marmaglia di politici ci trovi la soluzione. Ciascuno di noi è la soluzione solo ad avere il coraggio e formare un gruppo. Da soli è tutto più difficile.
maria, 23-03-2013 08:23
Caro Michele il tuo consiglio è fuori luogo visto che sono assai rilassato. Semplicemente non mi piacciono i commenti banali buttati là e ancor meno i tentativi di miminizzare o dire che l'altro ha frainteso. Infatti non ho frainteso per niente il tuo commento che era assai chiaro visto che hai scritto che 600 euro non erano pochissimi e rinforzavi il concetto dicendo come potevano permettersi questa cifra come se stessimo parlando di chissà quanti soldi. Ribadisco il concetto: fino a quando i soldi saranno la pietra angolare di tutto non si andrà da nessuna parte. Sono assolutamente d'accordo con il commento di Maria.
Paolo Ermani, 24-03-2013 07:24
Paolo, non voleva essere un insulto, ho usato anche un emoticon. Ma dal tono che usi mi pare di aver fatto centro. I soldi non sono la pietra angolare di tutto, d'accordo. Non mi piace però come pontifichi sulle persone che lasciano un commento ad un tuo articolo permettendoti di giudicarle senza conoscere minimamente il percorso che stanno compiendo. Non basta aver scritto un libro per salire in cattedra e guardare tutti dall'alto in basso. Se la mia osservazione sui soldi ti ha dato cosí tanto "fastidio" mi pare che forse si tratta di un tema che neppure te hai integrato cosí bene. Pace, bene e prosperità.
Michele, 25-03-2013 10:25
Ciao Michele, io non pontifico proprio su nessuno, se si fa un commento banale e fuori luogo credo che sia consentito dirlo, così come a te è consentito esprimerlo. Se poi tu non lo vuoi/puoi accettare, nulla ci posso fare. Stai tranquillo che per avere delle opinioni non ho atteso di scrivere tre libri e forse non hai ben presente chi veramente guarda tutti dall'alto in basso, pontifica o si crede un dio in terra. Di sicuro non si tratta del sottoscritto, altrimenti avrei fatto scelte di opportunismo, prevaricazione e arroganza ben diverse da quelle che ho fatto fino ad ora. Gente del genere la puoi trovare anche in televisione o ad arringare fans adoranti, la cosa non mi riguarda. Se ho sottolineato la questione soldi è proprio perchè tanti si lamentano, tanti piangono miseria ma poi siamo in un mare di sprechi, di indifferenza, di uso assurdo e sconsiderato dei soldi che lamentarsi o dire che i soldi non sono mai abbastanza lo trovo incredibile. Dire questo significa pontificare o è la realtà che ci circonda tutti i giorni? Nonostante non avessi nulla se non la mia voglia di lavorare, se mi fossi fermato alla questione soldi, adesso sarei ancora a casa dei miei genitori ad inveire contro il governo ladro e le costellazioni nemiche. Quindi non ti preoccupare che il tema l'ho integrato assai bene e da tempo. Auguri a te.
Paolo Ermani, 25-03-2013 08:25
Veramente un bel progetto, complimenti. Credo comunque che il problema sia la proiezione di questo progetto in scala nazionale, su territori vasti etc. Fintanto che alcuni privati fanno le loro scelte, anche in base al loro budget, è tutto encomiabile. Cosa diversa è rappresentare un'esperienza "familiare" in termini politici, ovvero come soluzione complessiva.
Sebastiano, 01-04-2013 01:01
Caro Paolo Ermani, ti ringrazio per il tuo impegno a portare avanti questa idea di eco-villaggio , che anche a me piacerebbe molto realizzare. vorrei perciò chiederti chiarimenti sui dubbi che mi vengono a riguardo dell' esperienza tedesca di Sieben Linden. Come hanno avuto 150 persone 81 ettari di terreni ? Perchè questo è secondo me il problema più grosso.Tutto il resto , secondo me è risolvibile , anche i soldi. Saluti Carlo
Carlo, 04-04-2013 01:04
Per Carlo, grazie del tuo apprezzamento. Sieben Linden è situato nella ex Germania Est e quando le persone hanno deciso di acquistare i terreni i costi erano estremamente bassi e il posto è stato scelto anche per questo motivo. In più in quella zona dove c'era grande emigrazione verso l'ovest della Germania, chi voleva fare il contrario era molto facilitato. I terreni comunque sono in grandissima parte di bosco e per la coltivazione. Anche in Italia esistono molte zone periferiche ma bellissime e abbandonate dove i costi sono abbordabili soprattutto all'interno di una logica di Gruppo Acquisto Terreni.
Paolo Ermani, 24-05-2013 12:24

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