Il lavoro in Italia c’è, ma dove sono i lavoratori?

Le statistiche ci dicono che i disoccupati in Italia sono moltissimi. Eppure, ci sono lavori per i quali non si trovano persone disponibili e posti che restano vuoti perché nessuno si fa avanti. Come mai?

Il lavoro in Italia c’è, ma dove sono i lavoratori?

C’è qualcosa che non torna nelle analisi che si fanno su lavoro e occupazione: dalle statistiche sembrerebbe che in Italia ci siano tanti disoccupati. Sarà... Ma se in Italia ci sono davvero così tanti disoccupati, come mai abbiamo un deficit di decine di migliaia di infermieri, destinato ad aumentare progressivamente con l’invecchiamento della popolazione?

E si parla di numeri impressionanti, problema che per ora nemmeno lo sblocco del turn over voluto dal Governo pare attenuare:  “Ci sono circa 30.000 infermieri in meno rispetto alle necessità. E diventeranno 58.000 in meno nel 2023; circa 71.000 in meno nel 2028 e quasi 90.000 in meno nel 2033» Tonino Aceti, portavoce Fnopi, Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche.

Come mai l’amministratore delegato di Fincantieri dice che nel prossimo periodo mancheranno al gruppo 5/6 mila carpentieri e saldatori e non sanno dove trovarli? E pare che le paghe siano ben più alte di quelle dei call center. Certo, noi suggeriremmo alla Fincantieri, come già abbiamo fatto in passato, di abbandonare il settore delle grandi navi e dirigersi verso quello dell’efficienza energetica e rinnovabili.

Come mai in edilizia si fa fatica a trovare operai specializzati anche nella posa corretta dei materiali, a maggior ragione nel campo della bioedilizia che è evidentemente il settore del futuro? Come mai se si cerca un elettricista, un idraulico, un falegname, un muratore, ci sono liste di attesa e quando poi se ne trova uno, le parcelle sono simili a quelle dei dentisti? Sarà perché sanno esattamente che scarseggiando i lavoratori in questi campi, possono chiedere pagamenti anche alti senza avere troppa paura di concorrenza. Anche perché quale è il giovane che oggi va a imparare un mestiere? 

Non scherziamo, non sia mai che si debbano fare lavorare le manine in maniera diversa dal digitare sullo smartphone e aspettare che il lavoro cada dal cielo. Possibilmente un lavoro dove il massimo sforzo fisico sia quello di andare da una scrivania, alla macchina distributrice di caffè posta nel corridoio dell’ufficio. E come mai nei campi si vede spesso tanta gente "molto abbronzata" che fa i lavori agricoli che gli "ariani bianchi italianissimi" di certo non possono mica abbassarsi a fare, sarebbe una terribile onta sporcare il nostro pedigree immacolato.  

Per non parlare di tutti i settori relativi alla tutela ambientale, al risparmio energetico ed idrico, alle energie rinnovabili dove di lavori ce ne sarebbero da fare a occhio per il doppio delle persone che le statistiche dicono siano disoccupate.  E l’elenco potrebbe continuare ancora con una serie di lavori dove serve il sapere fare ma a quanto pare non sono settori che interessano, visto che ormai anche con la favoletta dell’intelligenza artificiale che farà tutto e noi non faremo più nulla, si pensa che il lavoro sia qualcosa di superato perché gli Stati ci daranno da vivere e noi penseremo solo a goderci la vita. Quadro questo completamente irrealistico e impossibile da realizzare per una serie lunga di motivi, anche perché quando i cinesi o chi per loro, smetteranno di essere la fabbrica del mondo che ci fornisce tutto a prezzi irrisori, i lavori veri, cioè quelli reali che abbiamo appaltato a loro, ci ritorneranno addosso come una mazzata e cercheremo delle risposte al nostro cellulare e il cellulare ci risponderà: Vai a farti un orto, prima di morire di fame!

In barba a chi pensa che voleremo solo con la forza del pensiero e l’intelligenza artificiale farà qualsiasi cosa mentre noi dormiremo o ci godremo la vita senza fare nulla, la realtà ci dice cose ben diverse.  La realtà ci dice che i lavori dove servono le persone in carne ed ossa sono e saranno sempre presenti e la bolla delle intelligenze artificiali scoppierà di fronte all’evidenza sia dell’esaurimento delle risorse, sia di un mondo che non potrà più comprare e sopportare il carico di produzione e vendita che l’intelligenza artificiale produrrà a ritmo indiavolato. Non ci si illuda: le magie dell’intelligenza artificiale sono indirizzate per la grandissima parte a venderci qualcosa e quindi ad aumentare l’immondizia che già sommerge il nostro mondo.  Quindi meglio ribadire una sana verità: non si creda alle favole, si impari un mestiere dove serve l’uso delle mani e dell’unica intelligenza propriamente detta. Si impari a coltivare la terra, si impari a riparare il possibile, si impari a cavarsela, senza aspettare cosa ci dice l’ennesima App.  E chi pensa che questi siano discorsi anacronistici e che non guardano al futuro, meglio che si studi un pochino la situazione globale in varie discipline e le previsioni reali, non immaginarie, sono assai drammatiche.  Non servirà a molto nascondere la testolina nella sabbia con il nostro immancabile Smartphone che ci racconta cose fantastiche, mentre tutto intorno il mondo collassa.  Quindi impara l’arte e mettila da parte ma l’arte di vivere e sapertela cavare, non di digitare.

 

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