Illuminazione stradale intelligente per risparmiare l’80% di energia

Un team di giovani ricercatori dell’Università di Delft, in Olanda, ha realizzato un sistema di illuminazione stradale intelligente che riduce l’intensità luminosa delle lampade durante la notte, determinando un risparmio in termini energetici dell’80% e con costi di manutenzione fino al 50%. Ne abbiamo parlato con il suo ideatore, Chintan Shah.

Illuminazione stradale intelligente per risparmiare l’80% di energia
Probabilmente tutti abbiamo pensato almeno una volta che l’illuminazione stradale notturna comporti un dispendio di energia un po’ eccessivo, considerato che alcune aree urbane durante la notte sono sempre assolutamente deserte. Del resto però non se ne può fare a meno, per ovvie ragioni di sicurezza. Che fare allora? Sarebbe opportuno adottare un sistema intelligente, che permettesse di scegliere quando e quanto illuminare le strade. Questa idea è stata sviluppata di recente presso l’Università di Delft, in Olanda, da un gruppo di ricercatori guidato dal giovane ex-alunno Chintan Shah. Un dispositivo elettronico viene installato su lampadine stradali a LED a intensità regolabile. Dei sensori di movimento sono in grado di rilevare la presenza o meno di veicoli, mezzi a due ruote o pedoni lungo la via. In sostanza, durante la notte l’intensità luminosa delle lampadine viene ridotta dell’80% (senza mai spegnerle del tutto). Nel momento in cui i sensori avvertono una presenza, il dispositivo elettronico di controllo riporta la luce al suo massimo. Ovviamente ad accendersi non è solo la lampadina sulla testa del viandante, bensì tutta la zona intorno, in modo che egli possa avere massima visibilità nel proprio campo visivo. “La luce viaggia lungo la strada con chi la percorre”, spiega Gijs van Kuik, professore alla Delft University of Technology, in un video per presentare il progetto. Ciò è possibile perché le lampade sono connesse a vicenda e ad una centrale di controllo tramite un sistema wireless (senza filo), quindi sono in grado di 'comunicare' tra loro. Oltre a determinare un risparmio di energia e di emissioni di CO2 dell’80%, secondo i calcoli dei ricercatori questa soluzione comporterebbe anche un minor dispendio economico in termini di manutenzione fino al 50%. Ciò perché il sistema è in grado di rilevare quando una lampada è rotta o sta per diventare inattiva e comunicarlo alla centrale. Di conseguenza la sostituzione può essere programmata e orientata, ossia non è necessario un controllo periodico generale. Questo sistema, concettualmente semplice ma di complessa realizzazione, ha fatto meritare al suo ideatore - Chintan Shah - il primo premio nell’ambito di una competizione organizzata dall’Università di Delft per il lancio di un progetto tecnologico volto al risparmio energetico nel campus. E proprio nel campus il sistema è stato testato, dove il progetto pilota ha coinvolto tre strade di circa 500m ciascuna. I risultati sono stati molto soddisfacenti, ma ora Shah e i suoi colleghi, che hanno costituito uno spin-off (ossia una società derivata dal gruppo di ricerca dell’Università) chiamato Tvilight, vorrebbero fare il passo successivo e proseguire la sperimentazione su una superficie ben più vasta. A tal fine stanno cercando dei partner finanziatori. Ma quanto si deve spendere per avere l’illuminazione intelligente? Lo abbiamo chiesto direttamente a Chintan Shah: “Il costo dipende dalla scala del progetto; l’aggiunta del dispositivo elettronico per ogni lampada fa aumentare il suo costo del 30-40%, ma garantisce un successivo risparmio dell’80% in termini energetici e il rientro si ha nel giro di 3-4 anni per l’investitore”. “Più precisamente - continua Shah rispondendo alla nostra richiesta di un esempio concreto - l’analisi condotta mostra che, per una zona industriale comprendente circa 1000 lampade, il risparmio in termini sia energetici che di manutenzione sull’intero arco di vita del sistema supera i 2 milioni di euro, mentre ben 8000 tonnellate in meno di CO2 vengono immesse nell’atmosfera”. Nel prossimo futuro, oltre ad attrezzarsi per una sperimentazione su più larga scala, i membri di Tvilight si dedicheranno al raffinamento del sistema di rilevamento di presenze. C’è infatti il rischio che rami agitati dal vento o animali che attraversano la strada inducano l’accensione delle luci a massima potenza: questo è ovviamente un effetto indesiderato. Pertanto occorre sperimentare alcune soluzioni, come l’adozione di 'filtri' che permettano di capire che tipo di oggetto è quello rilevato dai sensori. Potrebbe sorgere il dubbio che il sistema, controllato per rete wireless, possa essere intercettato e disattivato, magari per lasciare al buio un centro urbano e facilitare i furti domestici. “I protocolli di comunicazione usati sono molto robusti ed è estremamente difficile sabotarli - ci assicura Shah - inoltre il sistema può essere disattivato a distanza qualora si dovesse notare un comportamento strano”. “In ogni caso - aggiunge ancora - le luci non si spengono mai del tutto, anche in assenza di veicoli o pedoni, bensì restano attive al 20% della loro potenza, condizione in cui è ancora possibile distinguere oggetti, sebbene la visione non sia ottimale”.

Commenti

Mah ! Ragionerò magari "all'antica", ma il progetto mi sembra più finalizzato all' autotecnologia e al profitto nel settore specifico che al risparmio intelligente. Al momento, mi viene da obiettare che: il costo aggiuntivo per ogni lampada -lasciando stare il problema del disinvestimento infruttuoso delle esistenti- sarà il moltiplicatore dei costi complessivi per l'apprestamento dei vari accorgimenti necessari per evitare abusi e circostanze non previste; altro problema di costosità sarà quello della necessità di calibrare gli impianti a seconda della diversità delle zone interessate e ciò non soltanto in ragione del traffico ma soprattutto delle diverse condizioni ambientali climatiche dei paesi interessati. In definitiva, direi, che la dichiarata diminuzione di CO 2 sarebbe l'unico risparmio -ambientale, non di spesa-, che bisognerebbe però rigorosamente e scientificamente dimostrare. Tale eventuale risparmio non mi sembra commisurabile con la naturale necessità di usare la luce durante la notte, quando altrimenti non si scorgono gli ostacoli e i furfanti,rinviando il risparmio alla luce del sole ( v. adozione generale dell'ora legale). Mi dispiace per i giovani ricercatori, ai quali comunque faccio i miei complimenti per lo studio profuso ma ai quali consiglio di calibrare l'uso del progetto alle imprese private anzichè alla totalità dei cittadini.
Franco, 08-09-2011 08:08
stupendo! da noi la ricerca è al lumicino ed i nostri cervelli sono in fuga da anni ormai. Ma anche a comprare invenzioni straniere, va bene. Purché si risparmi, risparmi, risparmi. E si può. Si può davvero con un briciolo di buon senso e l'aiuto della tecnologia. Risparmiando sono arrivata a ricevere due bollette senza pagamento. Lo spreco è una offesa a madre natura e ai cittadini di domani
maria, 08-09-2011 08:08
Caro Franco, premesso che io svolgo un ruolo informativo e non è mio compito prendere le parti di nessuno, rispondo al tuo commento perché mi sembra che ci sia della confusione. In primo luogo le lampadine NON devono essere sostituite. Il dispositivo è a sé stante e si collega alle lampadine pre-esistenti. In molti Paesi l'uso di lampade a LED è già molto più diffuso che in Italia e anche da noi comunque la sostituzione e l'annessione del dispositivo potrebbero essere fatte in contemporanea e gradualmente secondo necessità, senza grossi sprechi. In secondo luogo, come sottolineato da Chintan Shah in risposta a mia specifica domanda, il sistema è robusto contro rischi di sabotaggi, ulteriori accorgimenti per la sicurezza saranno sviluppati affinché le luci si accendano ogni volta che è necessario ma non inutilmente, infine non si spengono mai del tutto. L'uso di sensori non è una novità, la tecnologia è molto avanti in questo campo (per altro io personalmente ho avuto modo di studiarli nell'ambito della mia formazione scientifica). Si pensi alle nostre automobili: esse sono piene di sensori di ogni tipo. La ridotta emissione di CO2 è direttamente proporzionale alla riduzione dei consumi di energia, non è qualcosa che deve essere provato a sé. Consumo di energia elettrica = emissione di gas serra. Minor consumo = minor emissione per produrre energia. I dispositivi di controllo consumano pochissima energia (i sensori appunto si alimentano con poco). Infine non vedo perché un progetto del genere sia solo un profitto per l'industria produttrice. Al contrario permette risparmi all'utilizzatore, sia in consumo energetico che in termini di manutenzione. Chi volesse rivolgere specifiche domande (in inglese) ai realizzatori, può contattarli direttamente come ho fatto io. Il sito del progetto è il seguente: http://home.tudelft.nl/en/current/latest-news/article/detail/intelligente-straatverlichting-tu-delft-kan-tot-80-energie-besparen/
Virginia, 09-09-2011 11:09
Cara Virginia, ti ringrazio di cuore e, ti confesso, aspettavo proprio dei chiarimenti e delle spiegazioni. Purtroppo noi ...vecchietti parliamo e giudichiamo spesso per stereotipi ( senza cioè avere una conoscenza diretta del fatto e lasciandoci portare da quella che è stata la prima raffigurazione del fatto). Poi c'è anche la questione dell'inglese e, purtroppo, la difficoltà dell'adozione di una lingua unica (esperanto)per la comunicazione.Sarebbe tanto bello e utile avere dei sistemi di traduzione automatica generalizzati ed economici. Ci siete, per fortuna, voi giovani che studiate e ricercate e rispondete a quello che sono i nostri dubbi o provocazioni e per questo, siine convinta, non mancherà mai, per quel che mi riguarda, l'incoraggiamento, la stima, il sostegno e l'impegno politico possibili. Grazie nuovamente e i migliori auguri.
Franco, 09-09-2011 06:09
Caro Franco, sono io a ringraziarti per l'attenzione. I commenti sono ben venuti perché offrono prospettive diverse sui problemi e ulteriori spunti di riflessione. Inoltre mi stimolano a svolgere meglio il mio lavoro. Capisco la difficoltà delle lingue straniere, infatti ritengo importante la diffusione di notizie che vengono dall'estero in parte anche perché molti non hanno occasione di venirne a conoscenza direttamente. Le pagine in rete possono essere tradotte con i traduttori automatici, tipo Google Translate. La traduzione non è di alta qualità, ma permette di farsi un'idea dei contenuti. Grazie anche degli incoraggiamenti. A re-incontrarci su queste pagine.
Virginia, 09-09-2011 11:09
è da anni che esiste in Italia un' azienda che utilizza da tempo questa tecnologia! Ed grazie ad un sofware arriva a dei risultati di risparmio pari al 90% mantenendo o migliorando la qualità di luce. In Europa siamo i primi in questo settore della illuminazione a LED! Cordiali saluti Robert Franceschini
Roberto Franceschini, 06-05-2012 05:06
Generatore di corrente che diventa perpetuo. " proposta solo x le multinazionali " Il generatore che sotto propongo " funziona al 100% con costi zero di consumo d'energia elettrica e può durare oltre i 20/30 anni senza obbligo di manutenzione" . Si può realizzare un GENERATORE di CORRENTE da 6 Kw ed oltre, che fa risparmiare il 99,99 %, d'energia elettrica, lo 0.01% serve per l'avvio. "praticamente non consuma nulla". Progetto del 1997. Mai brevettato per ovvie ragioni dal Signor Alfonso Aureli ". Lo stesso principio si può adattare alle autovetture elettriche, ottenendo velocità e consumi illimitati a costo zero. Saluti Aureli. È una valida soluzione contro il nucleare; pannelli Solari,Voltaico e fusione fredda. PS: Se non ci riuscite anche Voi a realizzarlo dopo tutte le notizie che ho fornito, sono disposto a realizzarlo in tempi brevissimi, previo accordo di pagamento che verserete solo dopo che avrete constatato il funzionamento. Saluti Aureli
Aureli Alfonso, 03-09-2013 07:03

Lascia un commento


Per lasciare un commento, registrati o effettua il login.