Media e agricoltori dichiarano guerra al lupo, ma è solo un capro espiatorio

I media hanno dichiarato guerra al lupo e centrano il bersaglio utilizzando notizie scorrette e addirittura inventate. La ragione è presto detta: si cerca un capro espiatorio da incolpare per le difficoltà del mondo agricolo...

Media e agricoltori dichiarano guerra al lupo, ma è solo un capro espiatorio

Negli ultimi tempi si assiste a una veloce diffusione di false notizie, allarmismi e vere e proprie invenzioni sul lupo e le sue presunte scorribande in orti, giardini, stalle, recinti e... magari anche in qualche supermercato con le offerte "tre per due!.

Il principale indiziato di questa valanga di notizie false è la voglia di sensazionalismo di alcuni media, unita alla necessità di trovare un capro espiatorio “naturale” per tutte le difficoltà che il mondo agricolo e pastorale incontrano in questi ultimi tempi. Si leggono perciò articoli su testate nazionali che creano allarmismo gratuito.

Consideriamo per esempio, due articoli apparsi su un quotidiano, che ha sia una parte nazionale che una parte di cronache locali, il 3 e il 17 febbraio scorsi. Nel primo vengono riportate le parole di un "esperto" in materia di lupi appartenente a un'associazione di categoria che profetizza futuri attacchi dei lupi a esseri umani della categoria ciclisti e cercatori di funghi, e auspica interventi per ridurne il numero (dei lupi, non dei ciclisti o dei fungaioli).

Nel secondo articolo si cade addirittura nel ridicolo, scrivendo di timori degli abitanti di Chiusi e chiudendo in bellezza con le parole del sindaco chiusino che si dichiara convinto che il progetto di introduzione del lupo «sia un fallimento totale perché nei nostri territori bisogna abbatterli». Nemmeno sa, né sembra saperlo il giornale che tratta l’argomento, che il lupo non è mai stato “introdotto” ma, semplicemente e molto naturalmente, essendo protetto da decenni ed essendo ormai abbondanti le sue prede (in particolare i cinghiali, quelli sì “introdotti” dalle associazioni venatorie), si è lentamente ri-diffuso in tutto il paese. I piccoli gruppi che erano sopravvissuti alla spietata persecuzione dei secoli passati, soprattutto nell’Appennino centrale, nella Sila e nel Parco Nazionale d’Abruzzo, si sono man mano moltiplicati e spostati in altri territori.  

Ma c’è di peggio e si tratta dell’episodio di “cronaca nera” riportato da un settimanale che riferisce di un pomeriggio di terrore vissuto da un cacciatore. L'uomo, con il suo cane, un cucciolo di cinque mesi, si stava cimentando in una battuta al cinghiale, quando un lupo ha attaccato il cucciolo, “miracolosamente” sopravvissuto, poi ben sei lupi hanno circondato l’uomo e l’hanno attaccato mordendogli lo zaino. Forse era lo zaino il vero motivo dell’attacco, perché orribile accessorio taroccato che ha fatto andare in bestia il branco di lupi autarchico-nazionalista?!

I carabinieri nutrivano e hanno espresso seri dubbi sull’episodio, ma il giornale gli dedica la locandina, il titolone in prima pagina, l’intera seconda pagina e cita i dubbi e le perplessità delle forze dell’ordine solo in due righe finali. Seminando paura e disinformazione con parole da film del terrore.

Ma terrificante è al contrario l’atteggiamento di una stampa pericolosamente schierata dalla parte del mondo venatorio, vero motore di un’ostilità preconcetta verso un predatore che vede come “competitore” nella caccia.

Il mondo ambientalista e il WWF rigettano questo sensazionalismo farcito di falsità, invenzioni, esagerazioni e dabbenaggine, e invitano a un dibattito serio sul predatore più importante del nostro paese. La conoscenza diffusa del lupo, dei suoi comportamenti e delle sue caratteristiche, del suo ruolo nel mondo naturale, è un arricchimento per la società umana e può permetterci una convivenza equilibrata con questi animali.   

 

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