Obama e l'Occidente che sta 'con il popolo'

In queste ultime settimane i leader occidentali hanno proclamato di voler difendere e appoggiare il popolo libico. Eppure, "lo status di popolo è una meta ambita e dura da conquistare" ci fa notare Marco Cedolin: "ma basta un attimo di distrazione per ritrovarsi deprivati del titolo salvifico e ricacciati nella calca dei terroristi, facinorosi, reietti, antidemocratici, per i quali non esiste pietà".

Obama e l'Occidente che sta 'con il popolo'
Durante queste ultime settimane l'ipocrisia e la fantasia visionaria della politica occidentale, coaduviata dal circo mediatico e dall'opinione pubblica 'ben informata' dalla TV, hanno raggiunto vette inarrivabili che ricordano da vicino quelle toccate durante gli anni dell'invasione dell'Afghanistan e dell'Iraq. Senza dubbio sono forti le analogie fra le fantomatiche armi di distruzione di massa di Saddam, mai trovate per il semplice fatto che non esistevano, e le altrettanto fantomatiche stragi compiute da Gheddafi che avrebbe bombardato i manifestanti pacifici, facendone strage, per poi seppellirli dentro alle fosse comuni. In entrambi i casi si tratta di deliri onirici privi di fondamento, proposti e fatti accettare come realtà solamente grazie alla raffinata opera di lobotomizzazione di massa, ormai portata a termine dalla propaganda mediatica. In entrambi i casi si tratta di bufale così grosse da non potere durare a lungo (anche se quelle concernenti le armi di distruzione di Saddam furono mantenute in vita per un paio d'anni o giù di lì) prima di decadere nel novero delle fesserie visionarie, deputate a venire smentite dagli stessi creatori delle fiction. In entrambi i casi il fatto che si trattasse di menzogne allo stato puro, costruite (molto maldestramente) per ottenere uno scopo ben preciso, risultò del tutto ininfluente, dal momento che il loro scopo lo ottennero e lo stanno ottenendo, esattamente nei tempi e nei modi previsti. Saddam diventò un dittatore sanguinario che metteva a repentaglio la sicurezza del mondo 'civile' e da quello stesso mondo 'civile' fu portato sul patibolo. Gheddafi è diventato un tiranno che si è macchiato del genocidio del suo stesso popolo e con tutta probabilità verrà deportato al tribunale dell'Aia per finire suicidato dalla mano misericordiosa dell'occidente come già accaduto a Milosevic... E le analogie non si fermano qui, dal momento che si torna a parlare di sanzioni dell'ONU (quella stessa mano misericordiosa che condannò a morte decine di migliaia di bambini innocenti lasciati morire negli ospedali iracheni privi di medicinali) di embargo, di no fly zone, d'interventi militari e bombardamenti mirati, con quelle stesse bombe 'intelligenti' che sterminarono masse d'inermi cittadini iracheni nei mercati di Baghdad. Bambini e cittadini che mai hanno avuto la fortuna di assurgere allo status di popolo, rimanendo entità astratte, sacrificabili sotto forma di effetti collaterali della missione salvifica di esportazione della democrazia. Proprio il popolo, infatti, sembra essere il fulcro intorno al quale s'incentrano in questi giorni i discorsi dei leader occidentali, con Obama e la sua tutrice Hilary Clinton a tirare la cordata delle grandi potenze illuminate che difendono il popolo con ogni mezzo, stanno con il popolo sempre e comunque, senza alcuna esitazione, appoggiano il popolo in qualunque sua decisione e sono disposti a combattere in armi chiunque non condivida con loro questo amore e rispetto viscerale per la libertà dei popoli ed il loro diritto ad autodeterminarsi. Ma non facevano parte del popolo i cittadini di Falluja bruciati vivi da mani americane con una pioggia di fosforo bianco? Non facevano e fanno parte del popolo i poveracci ridotti a relitti umani, uccisi e torurati nei lager di Guantanamo e Abu Grahib, con la quiescenza della Croce Rossa? Non facevano parte del popolo i 1400 civili palestinesi (oltre 400 dei quali bambini) massacrati dall'esercito israeliano durante l'operazione Piombo fuso? Non facevano parte del popolo i cittadini serbi oggetto dei bombardamenti del 1999? Non facevano parte del popolo i nove bambini ammazzati un paio di giorni fa in Afghanistan dagli elicotteri della Nato, mentre raccoglievano la legna per scaldarsi? E non sono parte del popolo i manifestanti che in occidente protestano contro i G8 e sistematicamente vengono massacrati dalle polizie locali, quando non addirittura uccisi, come accaduto a Genova nel 2001? I manifestanti americani contro la guerra affrontati a colpi di taser? I cittadini che non vogliono le discariche, gli inceneritori, il TAV e per questo vengono manganellati con furia belluina? In tutta evidenza no, dal momento che ad ammazzarli, bruciarli, storpiarli e torturali e bastonarli sono stati e sono proprio loro, i guardiani della democrazia e gli amanti dei popoli. Con buona pace della coscienza e dell'ipocrisia lo status di popolo è oggi concesso solamente a quella parte di cittadini libici che sta appoggiando la rivolta armata contro Gheddafi e in minor misura ai cittadini tunisini ed egiziani che hanno spodestato Ben Alì e Mubarak, sempre che continuino a manifestarsi disposti ad accettare le portaerei americane e la democrazia senza tentennamenti. Lo status di popolo è una meta ambita e dura da conquistare, ma basta un attimo di distrazione per ritrovarsi deprivati del titolo salvifico e ricacciati nella calca dei terroristi, facinorosi, reietti, antidemocratici, per i quali non esiste pietà.

Commenti

Marco Cedolin, come sempre ha il dono della chiarezza e della sintesi. Lettura sempre da consigliare a chi di questi tempi mostra incertezze d'analisi. Ad maiora.
Saverio, 07-03-2011 03:07

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