Gli ogm “colonizzano” il Friuli

Dopo le semine illegali di mais ogm di un gruppo di “sedicenti” agricoltori, dopo i sequestri lumaca, le proteste degli altri agricoltori e degli ambientalisti e il fondato timore che prima di primavera si riprenda a seminare ogm, la coalizione per un Friuli Ogm-free ha attaccato la presidente della Regione, che vuole la coesistenza. E ora lei, in enorme difficoltà, cerca di rilanciare.

Gli ogm “colonizzano” il Friuli

Il Friuli Venezia Giulia è «la prima regione che si trova sotto l'attacco degli Ogm e per questo chiediamo al Governo di fare la sua parte e di colmare le lacune attualmente presenti nella normativa nazionale, introducendo apposite norme sanzionatorie che impediscano effettivamente le coltivazioni di Ogm». Sono le parole che la presidente del Friuli Debora Serracchiani ha pronunciato dopo mesi di critiche alle quali ancora non ha saputo dare risposta e dopo essersi trovata in enorme imbarazzo nella gestione di un problema creato ad hoc da un gruppo di provocatori che per primi hanno dato il via alle semine illegali di mais geneticamente modificato. Ora la Serracchiani ha chiesto di essere convocata a Roma da Governo e Commissioni parlamentari competenti per «sgombrare il campo da qualunque dubbio in merito alle azioni dell'Amministrazione regionale».

«Abbiamo predisposto un regolamento regionale di coesistenza - prosegue Serracchiani - per difendere il nostro territorio perché la normativa nazionale è lacunosa e abbiamo proceduto tenendo conto di quanto prescritto dall'Ue. Se il Governo ci garantirà che sugli Ogm provvederà in tempi brevi a emanare norme davvero efficaci ed esaurienti, che includano sanzioni, siamo anche pronti a non approvarlo, ma intanto non possiamo restare senza difesa. Vogliamo anche che sia fatta chiarezza - conclude - e che gli organi centrali dello Stato riconoscano che la Regione ha fatto e sta facendo tutto quanto nel suo legittimo potere per evitare contaminazioni Ogm alle coltivazioni». Quello che invece ambientalisti e agricoltori contestano alla Serracchiani è proprio di “sperare” di risolvere questo devastante problema ammettendo che coesistano coltivazioni ogm e non ogm. Insomma, la “medicina” assai peggio del male.

“Di fatto il Friuli spalanca le porte agli ogm. Dopo le semine illegali e l'altrettanto illegale raccolto delle piante geneticamente modificate nel mese di ottobre, la Regione propone ora una bozza di documento sulla regolamentazione della coesistenza tra agricoltura tradizionale e geneticamente modificata che, di fatto, apre le porte alla contaminazione e quindi alla diffusione incontrollata degli ogm in agricoltura, mettendo a rischio tutto il comparto agricolo italiano, finora votato alla qualità, alla tipicità e al biologico». Così Legambiente, nell'ambito delle consultazioni lanciate dalla direzione centrale per le attività produttive e le risorse agricole del Friuli Venezia Giulia sul tema degli ogm, lancia l'allarme sui possibili e irreversibili danni che la Regione, con la sua inerzia prima e con la sua proposta di regolamento ora, potrebbe arrecare al settore agricolo ma anche all'economia e alla sicurezza alimentare nazionale: «la giunta Serracchiani- dice il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza- ha una enorme responsabilità, perchè non solo ha permesso che fosse coltivato il mais transgenico non autorizzato ma non è intervenuta nemmeno successivamente applicando le norme nazionali che regolano l'immissione di ogm. Nulla ha fatto nemmeno per gestire la raccolta di tale mais continuando a trascurare un tema delicatissimo per la sicurezza e l'economia del nostro paese».

«A completare questo quadro- aggiunge il presidente di Legambiente Friuli, Elia Mioni- la giunta regionale ha presentato ora una proposta di regolamentazione del settore assolutamente debole, che non garantisce affatto la non contaminazione delle produzioni di qualità e delle coltivazioni biologiche, nè la sicurezza alimentare dei consumatori». Legambiente, che ha presentato numerosi emendamenti alla proposta di regolamento della Regione per garantire la non contaminazione delle colture, chiede quindi «una moratoria regionale immediata che impedisca l'immissione di ogm in agricoltura; l'applicazione da parte della Regione della normativa nazionale che dall'agosto 2013 vieta per 18 mesi la coltivazione di mais ogm in italia, invitando anche il governo nazionale a rendere operativa, con un adeguato sistema di sanzioni, tale norma che dovrebbe garantire la sicurezza dei cittadini e degli agricoltori contrari al biotech». «Da mesi serve un’ordinanza di divieto e non le norme di coesistenza. L’assessore Bolzonello approvando queste norme, sta per procedere alla devastazione genetica del patrimonio friulano e non pare stia contemplando il fatto che la contaminazione avviene, oltre che per via aerea, anche nel sottosuolo attraverso il TGO. Quali sono le precauzioni che secondo l’assessore permetterebbero la non contaminazione in Friuli? Lo spieghi con chiarezza al suo partito e all’Italia intera. Altrimenti il suo partito se ne assumerà politicamente tutte le conseguenze del caso ritrovandosi dalla parte dei pro-Ogm». Lo afferma il parlamentare del Gapp ed ex grillino Adriano Zaccagnini.

 

 

 



 

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