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Caccia: la Camera non ammette gli emendamenti 'sparatutto'

1 Febbraio 2012

cacciatore
In molte regioni italiane si è chiusa ieri la stagione venatoria 2011

Caccia in estate, allungamento della stagione venatoria, depenalizzazione del bracconaggio e caccia a specie vietate dalla direttiva europea. La presidenza della Camera non ha ammesso gli emendamenti 'sparatutto' a firma dell’onorevole Gianluca Pini all'articolo 30 della Legge Comunitaria.

Si tratta degli emendamenti 30.054 e 30.055 che nei giorni scorsi hanno sollevato le proteste di ambientalisti e animalisti che li hanno definiti “una vera follia, in barba all'Europa e ai cittadini italiani”. “Un’iniziativa che ha dell’incredibile, se si pensa inoltre che è stata inserita in una legge che dovrebbe sanare le procedure di infrazione e mettere in regola il nostro Paese, e invece avrebbe l’effetto contrario di provocare nuove e definitive condanne contro l’Italia”.

Nello specifico gli emendamenti firmati dal leghista Pini prevedono l’apertura della caccia in piena estate per Tortore e Quaglie, con gravissimi rischi per i villeggianti; l’allungamento della stagione venatoria oltre il 31 gennaio; la caccia a specie vietate dalla direttiva europea come il fringuello; l’eliminazione degli anelli inamovibili per i piccoli uccelli utilizzati come richiamo vivo; la depenalizzazione di gravi reati di bracconaggio (caccia a specie protette, uso di mezzi vietati quali lacci, trappole, richiami elettroacustici, balestre, vischio), “un vero e proprio condono per chi ha commesso reati contro gli animali selvatici”.

Intanto la LIPU ha commentato la stagione venatoria 2011, chiusa ieri in gran parte delle regioni italiane, ad eccezione di Lazio e Campania dove terminerà il 9 febbraio. “Ancora troppe deroghe, bracconaggio e disapplicazione della normativa a tutela degli uccelli selvatici, ma anche qualche timido segnale positivo”.

Tra i segnali positivi vi è, secondo la LIPU, il fatto che 11 Regioni italiane abbiano recepito, sebbene in modo parziale, le disposizioni dell'art. 42 della legge Comunitaria 2010, che prevede misure a tutela degli uccelli selvatici come la chiusura anticipata della caccia a tordi, anatidi e beccaccia e la sospensione della cacciabilità di specie in sofferenza.

Le regioni più attive in tal senso sono state quelle meridionali, con la Puglia in testa. Sette sono invece le regioni che hanno ignorato del tutto le nuove disposizioni in materia: Lombardia, Liguria, Friuli Venezia-Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Sardegna e Lazio. Secondo la LIPU la maglia nera spetta a Sardegna e Lazio, che malgrado le sentenze di Consiglio di Stato e TAR che ne bocciavano il calendario venatorio, hanno permesso il prosieguo della stagione.

Tra gli aspetti negativi della stagione la Lipu denuncia la caccia in deroga e il bracconaggio. Le Regioni, spiega l'associazione, “hanno autorizzato l'abbattimento con deroga 'per divertimento (dunque non per danni all'agricoltura)' di oltre 1 milione di animali”.

Per quanto riguarda il bracconaggio le zone critiche si sono confermate il bresciano e la Sardegna, dove i volontari LIPU hanno rimosso una quantità enorme di trappole da uccellagione disseminate nei boschi.

A.P.

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5 lettori hanno commentato questo articolo commenta commenta
3 Febbraio 2012 14:10, Claudio C. ha scritto:
non è che per caso oltre a tortore e quaglie volesse introdurre anche la caccia ai villeggianti?
2 Febbraio 2012 19:28, pati lucaroni-broomer ha scritto:
Vivo nel Veneto anch'io e mi associo a quanti hanno espresso la loro preoccupazione per quanto avviene qui. Vivo in campagna e ogni anno assisto, impotente, a quanto autorizzato dalla legge, o mancanza di essa. Qui si spara davvero a tutto, inclusi i miei gatti (ne ho persi tre negli ultimi due anni per mano dei cacciatori), i miei figli non possono giocare in giardino perché i cacciatori non rispettano le distanze di sicurezza, io non posso che portare i nostri cani a passeggiare che nelle ore "morte" tra le 12.30 e le 13.30 (anche i cacciatori fanno la siesta, poverini ammazzare stanca). Molti qui hanno rinunciato all'attività di bed&breakfast perchè nessun straniero capisce come si possa sparare in aree che non siano riserve...la lista può continuare. Il vero problema è che le associazioni animaliste sono troppo frammentate, dobbiamo parlare con un'unica, potente voce o non ci ascolteranno. LIPU, WWF, LAV, LEGAMBIENTE: tutti insieme o non ce la faremo.
2 Febbraio 2012 14:38, Alessandra Profilio ha scritto:
Gentile Franco, le Regioni elencate sono quelle che hanno ignorato del tutto la direttiva europea. Il Veneto ha recepito la direttiva, anche se ha poi continuato a rilasciare deroghe per la caccia in violazione alla normativa.
2 Febbraio 2012 11:18, Franco ha scritto:
Mi corre l'obbligo di chiedere di aggiungere la regione Veneto all'elenco delle sette regioni indicate nell'articolo come quelle che non hanno accolto le direttive europee.
Per coloro che sono interessati alla lotta per l'abolizione della caccia, consiglio di informarsi sull'operato in proposito da parte della giunta ZAIA-STIVAL della Regione Veneto e sulle vicissitudini dei ricorsi al TAR e del pronunciamento del Consiglio di Statoi.
Potranno così avere un'idea più completa e capire le vere finalità degli emendamenti ( proroga della proroga ai bracconieri nonchè attacco alle direttive europee).
Se poi avranno la pazienza di controllare le motivazioni sulla differenza legislativa della Regione Lombardia da quella deliberativa della Giunta Zaia del Veneto, potranno comprendere i veri interessi che si muovono attraverso parti politiche padronal-divisioniste quali l'accoppiata PDL-LEGA NORD e comprenderne meglio gli attuali atteggiamenti verso il governo Monti.
Comunque preciso che io sono partigiano
" PRO DOMO AVIUM " e che pertanto combatto contro l'accoppiata "PRO DOMO SUA"-"PRO VENTRE SUO"-.

e ..
1 Febbraio 2012 16:53, Franco ha scritto:
Siamo purtroppo arrivati nella condizione di accogliere come buona notizia quello che dovrebbe invece essere una comune normalità di sentire e di pretendere. Ma tant'è quando certo tipo di legislatori "pro ventre suo" hanno solo da poco abbandonato gli scranni del governo.
Per rinforzare civilmente e con l'intelligenza delle persone umili questa bella notizia e nell'impegno che si arrivi alla completa abolizione di questa pratica cavernicola, cerchiamo di festeggiare questi "giorni della merla" ricordandoci di lasciare del pane
sui davanzali e nelle vicinanze delle nostre case attorno alle quali gli uccellini si fidano ancora di volare.
AZIONI
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