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In cattività

Zoo, in Cina messi al bando gli spettacoli con animali

A partire da questo mese sono banditi gli spettacoli con animali negli zoo cinesi. Si tratta di un provvedimento importante in particolare se si considera che in Cina non vengono rispettati i diritti fondamentali degli animali. La speranza è che anche l'Occidente possa giungere ad una svolta culturale.

di Rachele Malavasi - 27 Gennaio 2011

cina animali zoo
A partire da questo mese sono banditi gli spettacoli con animali negli zoo cinesi

Banditi gli spettacoli con animali negli zoo cinesi. Questa splendida notizia non poteva essere introdotta con giri di parole. Deve essere letta così, da togliere il fiato. Già ad ottobre, un po’ sotto silenzio, il Governo cinese aveva annunciato il bando totale alle performance che coinvolgono animali ospitati in zoo, a partire da questo mese (gennaio 2011).

Non solo: il bando impone sufficiente cibo, acqua ed assistenza sanitaria. Insomma, devono essere assicurati agli animali i minimi fattori per una sopravvivenza, se non felice e dignitosa, almeno priva di stenti.

La decisione, seguita all’ennesimo appello delle associazioni animaliste, ha ricadute di enorme importanza. A livello dei singoli individui, gli animali tenuti in gabbia non dovranno più subire punizioni e allenamenti massacranti per soddisfare i desideri del pubblico. Animals Asia Foundation ha riportato nel 2010 condizioni gravissime per quasi tutti gli animali coinvolti in spettacoli, tra cui denti e artigli completamente rimossi, e percosse fin dai primi giorni di vita.

Ma il bando non determina solo questa immediata e fondamentale conquista. Ancora più importante è la questione culturale, che avrà ripercussioni a lungo termine e ad ampio raggio. La Cina, infatti, ha una lunga tradizione di profonda incomprensione uomo-animale. Mancano i più fondamentali diritti degli animali, e soprattutto sono apparentemente in pochi che se ne stupiscono. Fattorie della bile, combattimenti fra cavalli fino alla morte… tutto assolutamente legale. Per questo il provvedimento preso ad ottobre ed attivo da gennaio segna una pietra miliare: convincere i cinesi che assistere agli spettacoli degli animali (al momento, solo quelli degli zoo) è sbagliato perché ne determina forti sofferenze, può aprire una breccia in una cultura profondamente cinica da questo punto di vista.

circo cina
La Cina, infatti, ha una lunga tradizione di profonda incomprensione uomo-animale

Sebbene la legge dovrebbe essere attuata questo gennaio, secondo David Neadle, direttore della campagna per il benessere degli animali di Animals Asia Foundation, siamo ancora lontani da un bando effettivo. In molti infatti si sono lamentati del provvedimento, sostenendo che gli zoo non possono mantenere gli animali senza spettacoli, e fornendo cibo e medicine per tutti. In effetti, chi non è abituato a cogliere l’aspetto educativo o conservazionistico della presenza degli animali negli zoo (aspetto su cui dovremmo aprire una parentesi troppo lunga per essere coperta in questo articolo), tende più che altro a identificarli come una fonte di divertimento e tanto più questi sono esposti tanto più attraggono l’attenzione. C’è da sperare che anche in Cina, come in altri paesi dell’Europa o degli Stati Uniti, vengano intrapresi progetti di ricerca volti ad incrementare il benessere degli animali negli zoo.

Che qualcosa stia cambiando in Cina è sempre più evidente: a gennaio dell’anno scorso è stata proposta una legge per vietare il consumo di carne di cane e gatto (ci sarebbe da chiedere ad un astrologo cinese se gennaio non sia un mese fortunato). Questo e gli intrattenimenti basati su torture ad animali sono alcuni degli aspetti per cui la Cina è più tristemente nota al mondo occidentale. Forse l’avvicinamento dell’Impero del Sole alla nostra cultura sta imponendo alcune rivoluzioni, essenziali per permetterne l’accettazione ai nostri occhi.

Speriamo anche noi allora di trovare una cultura più illuminata della nostra, che non tenga gli animali in batteria per il piacere del palato, e anche se sarà solo il desiderio di espandere i nostri orizzonti economici a farci prendere la retta via… ben venga ugualmente. Un giorno ci renderemo conto di quanto ha guadagnato l’anima, e non la tasca.

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