In cattività

Galline ovaiole, in un video-inchiesta la crudeltà degli allevamenti

Dopo aver visitato oltre venti allevamenti di fabbriche di uova in Emilia Romagna, il gruppo di attivisti 'EssereAnimali' divulga un nuovo video per mostrare le condizioni in cui vengono ancora allevate le galline ovaiole dopo il recepimento della Direttiva europea entrata in vigore il 1 Gennaio 2012. Lo scopo dell'indagine è di mostrare a tutti e chiaramente, cosa realmente si cela dietro il commercio delle uova.

di Tamara Mastroiaco - 7 Marzo 2012

galline
Solo in Emilia Romagna vengono allevati circa 8 milioni di galline in circa 200 strutture attive

EssereAnimali è un gruppo di persone che segue uno stile di vita vegan (non consumano né acquistano prodotti che implicano lo sfruttamento o la morte degli altri animali), condanna l'industrializzazione, concentrandosi sull'autoproduzione e l'autostentamento.

"Abbiamo deciso di impegnarci per portare alla luce molti aspetti del nostro mondo che troppo spesso vengono tenuti nascosti: dalle torture a cui sono costrette innumerevoli specie animali per soddisfare i consumi della nostra società agli abusi sugli ambienti naturali perpetrati dallo stile di vita umano e civilizzato in ogni angolo del pianeta", dichiara il gruppo eco-animalista.

Per denunciare lo sfruttamento delle galline ovaiole, da fine dicembre fino a fine febbraio, gli attivisti si sono introdotti in circa 20 allevamenti situati in Emilia Romagna, per documentare immagini attuali e provenienti da ogni tipologia di allevamento praticato in questa regione, dopo il recepimento della Direttiva europea 1999/74/CE in vigore dal 1 Gennaio 2012.

“È stato molto difficile reperire strutture che hanno investito in questo adeguamento, e quando è successo”, dichiara il gruppo, “le condizioni degli animali erano del tutto simili a quelle che avevamo già visto negli allevamenti in batteria, secondo alcune stime pare che il 50% delle aziende produttrici si debba ancora conformare alla nuova legge”.

gallina zampa
Gli animali hanno creste, bargigli, zampe di un colore pallido dovuto a carenze nutrizionali indotte da una dieta non adatta alla loro specie

Solo in Emilia Romagna vengono allevate circa 8 milioni di galline in circa 200 strutture attive, quindi, statisticamente è come se avessero visitato circa il 10% dell'attività di questo settore; dopo aver preso le dovute precauzioni igienico-sanitarie necessarie sono entrati negli allevamenti, scattando più di mille fotografie e ottenendo più di 15 ore di registrazioni che hanno montato per lanciare il video in rete il 5 marzo scorso.

“Non abbiamo tentato di filmare casi particolarmente drammatici, o ricercato condizioni limite o palesemente fuori norma”, sottolineano gli eco-animalisti. Le immagini sono eloquenti e dimostrano che non è la tipologia di allevamento il vero problema ma l'allevamento in sé; tutti gli animali rinchiusi da diversi mesi presentano le stesse problematiche sia se allevati in gabbie 'arricchite', sia se allevati a terra o negli allevamenti biologici.

La cattività e il sovraffollamento provocano negli animali forte stress e aumentano la loro aggressività; anche la disumana pratica del debeccaggio praticata dagli allevatori seppur possa evitare solo parzialmente che gli animali si feriscano, non è sufficiente a prevenire la plumofagia. Gli animali non solo non riescono a fare piccoli spostamenti o a spiegare le ali ma sono addirittura costretti a calpestarsi tra loro solo per svolgere le normali funzioni vitali quali mangiare e dormire. L'amputazione provoca loro sia delle gravi malformazioni dovute al diverso modo di beccare per nutrirsi, sia un dolore costante che li accompagnerà per tutta la vita in quanto questa brutale pratica lascia spesso scoperti i terminali nervosi presenti nel becco.

Nel video possiamo vedere che gli animali hanno creste, bargigli, zampe di un colore pallido dovuto a carenze nutrizionali indotte da una dieta non adatta alla loro specie e alla totale mancanza di luce naturale. Sempre parlando di alimentazione, spesso, gli allevatori per far crescere gli animali in breve tempo e trarre dunque maggiori profitti, tendono a nutrirli con l'alimentazione forzata, accendendo le luci artificiali e non rispettando l'alternanza tra giorno e notte. “Nei casi in cui abbiamo trovato animali al buio, abbiamo notato un fenomeno esplicativo. Ogni qualvolta li abbiamo illuminati per le riprese video o le fotografie abbiamo assistito ad una vera e propria corsa al cibo”, testimoniano gli attivisti.

galline allevamento
La cattività e il sovraffollamento provocano negli animali forte stress e aumentano la loro aggressività

Ovunque siano andati hanno trovato animali con le stesse problematiche: stressati, feriti, malati, senza piume, spaventati, con deformazioni alle zampe; hanno trovato molti cadaveri abbandonati nella sporcizia, con carcasse in decomposizione, calpestate o beccate da altri animali, utilizzate per deporre le uova dalle altre galline, si sono imbattuti in animali agonizzanti o incapaci di muoversi o di reggersi sulle zampe. “È frequente trovare nei capannoni delle tabelle nelle quali sono conteggiati i morti giornalieri a dimostrazione di quanto questa eventualità non sia solo accettata ma prevista e monitorata per valutare fino a che punto incide sul profitto generato”.

Dall'indagine emerge anche che in nessuno dei sette allevamenti all'aperto o biologici visitati dal gruppo, c'erano galline che razzolavano all'aperto; tutti gli allevamenti erano dotati di aperture che avrebbero permesso agli animali di uscire se non fossero state sigillate. Possiamo, dunque, dedurre che anche le uova che provengono da allevamenti biologici non sono poi così etiche come abbiamo potuto pensare fino ad ora!

Cosa possiamo fare noi consumatori? Non contribuire ad acquistare prodotti che derivano dallo sfruttamento animale.

Il desiderio di coloro che hanno lavorato su questa indagine è divulgare il più possibile il video e le immagini affinché ci possano far riflettere su quanto non siano considerati gli altri animali nella nostra società; tramite la consapevolezza possiamo forse avvicinarci ad una cultura basata sul rispetto di tutti gli esseri viventi e della terra che abitiamo.

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11 lettori hanno commentato questo articolo commenta commenta
2 Novembre 2012 12:55, simo ha scritto:
No, perchè i maschi nati da galline ovaiole non sono della stessa 'razza' di quelli nati da galline broiler, quindi anche nel bio vengono uccisi subito... L'unica cosa che possiamo fare è imparare a fare i dolci (e le altre ricette) senza uova, ci sono tantissime ricette su : http://www.veganhome.it/ricette/dolci/ Così, cioè senza uova, il cioccolato si sente meglio e gli animali sono finalmente liberi di vivere la propria vita..
2 Novembre 2012 11:06, Valerio ha scritto:
Ma i maschi nelle bio non vengono allevati per la carne?
2 Novembre 2012 09:44, simo ha scritto:
Resta il fatto che, metro più-metro meno, questi animali finiscono ugualmente al macello e tutti gli animali 'improduttivi' (pulcini maschi, galline che fanno poche uova) vengono uccisi subito. Quindi la denuncia è anche morale, non solo a livello legale.
2 Novembre 2012 02:04, Valerio ha scritto:
L'allevamento biologico è definito dai seguenti punti imprescindibili, quindi denunciate legalmente anziché moralmente le aziende che avete visitato visto che non rispettano la legge. La densità di popolazione non deve essere superiore i 6 animali per m2 nel ricovero (max 3000 ovaiole/ricovero) e devono avere accesso ad un parchetto esterno (4/m2 per capo) per almeno 1/3 della loro vita. fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Pollicoltura#Allevamento_biologico 1. I volatili non sono tenuti in gabbie. 2. I ricoveri presentano: a. un terzo della superficie del suolo deve essere solido, vale a dire non composto da grigliato o da graticciato, e deve essere ricoperto di lettiera composta ad esempio di paglia, trucioli di legno, sabbia o erba b. superficie destinata alle deiezioni c. Trespoli d. capannoni devono essere dotati di uscite: 4 m ogni 100 mc e. gni capannone contiene al max 3000 galline ovaiole f. i ricoveri devono permettere un facile accesso per gli animali allo spazio esterno g. La luce naturale può essere completata con illuminazione artificiale (max 16 ore di luce e almeno 8 ore di buio) fonte: http://venetoagricoltura.regione.veneto.it/archive/00004682/01/corso_alimentazione_galline_biologiche_Bellato_Parte_PRIMA.pdf Le condizioni di stabulazione degli animali devono rispondere alle loro esigenze biologiche ed etologiche. Non è obbligatoria la stabulazione nelle regioni aventi condizioni climatiche che consente la vita all'aperto. Le stalle devono avere delle superfici minime coperte e scoperte. La stabulazione fissa è di norma vietata fonte: http://www.agraria.org/zootecnia/zoobiologica.htm
13 Aprile 2012 23:17, pietro massaroli ha scritto:
D'accordo Simona.E' una questione di sensibilita' E'giusto che ognuno decida cosa magiare, ci mancherebbe altro.
13 Aprile 2012 11:10, simo76sb ha scritto:
L'unico motivo per cui sono vegan è perchè per me anche un pulcino è un esserino da coccolare esattamente come un qualsiasi altro cucciolo. Non ci sono mica solo cani e gatti al mondo :)

E il pulcino non ha colpe per essere nato pulcino e non cagnolino e quindi, in mancanza di colpe, perchè lo si condanna già appena nato a finire al macello?
13 Aprile 2012 11:08, simo76sb ha scritto:
Più che una questione di 'furbizia' come la chiami Tu, la mia è stata una questione di immenso amore per gli animali.
E l'unico modo per far chiudere questo brutto capitolo della nostra storia (allevamenti intensivi, privazione e macelli) è quello di vivere mandando virtualmente a fanculo tutti quelli che ancora ci campano sfruttando gli animali.
Io non pagherò nememno un centesimo x comprare qualcosa che derivi dalla prigionia di animali!
E' questo il motivo vero per cui sono vegana.
Ciao tesò, un bacio!
simo
12 Aprile 2012 15:09, pietro massaroli ha scritto:
Il tuo commento ipotizza che le uova provenissero da allevamenti vaccinati contro la salmonella. Hai chiesto a chi ha preparato le paste se era portatore di salmonelle ? Rimane comunuqe il problema delle truffe alimentari , che sono all'ordine del giorno, e anche i prodotti vegetali non ne sono immuni. Hai pensato di farti furbo furbo diventando vegano? Mi vien da ridere.
12 Aprile 2012 10:29, simo76sb ha scritto:
Guarda io ho avuto la salmonella...avevo 10 anni e l'ho contratta mangiando una pasta alla crema che mio padre mi aveva comprato in un bar anche famoso. Non credo proprio che le uova provenissero dal contadino, siccome sfornava quintalate di paste al giorno!
L'unico modo x evitare la salmonellosi è evitare le uova. Molto semplice.
Meglio Vegan che in un letto di ospedale con la salmonella^_^ !!!
7 Marzo 2012 21:42, pietro massaroli ha scritto:
mi sono espresso male. intendevo che le galline a terra sono piu' stressate rispetto a quelle in gabbia. quelle in gabbia possono manifestare il loro comportamento, quelle a terra, no.
7 Marzo 2012 13:30, pietro massaroli ha scritto:
Premetto che non mi interessano gli argomenti etici. Faccio informazione. Le galline ovaiole allevate a terra hanno livelli di testosterone nettamente superiori (studio commissionato dalla CE) rispetto a quelle allevate in batteria, ergo sono meno stressate e muoiono di meno semplicemente perche' le ovaiole dominanti (ci sono anche nel pollaio del contadino) possono manifestare il loro istinto. Personalmente non acquisterei mai uova del contadino, perche' se e' vero che gli animali vengono allevati allo stato brado, il rischio di salmonellosi e shigellosi e' elevato. Meglio le uova di allevamenti in gabbia (dove si vaccina per la salmonella) che non siano a piu' di 2 piani. A dsiposizione per chiarimenti, i miei complimenti per il sito.
 
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